Prende forma la creazione di Tnb Bank, la nuova fintech bank del gruppo Azimut. La società fondata e presieduta da Pietro Giuliani ha, infatti, siglato il 22 maggio 2025 un accordo vincolante con Fsi per la creazione di The next bank, un’operazione da 1,2 miliardi di euro.
Azimut-Fsi: dall’esclusiva all’accordo quadro per la creazione di Tnb
Era il 18 dicembre 2024, quando il cda di Azimut aveva deciso di concedere un’esclusiva al private equity italiano guidato da Maurizio Tamagnini. Ora è arrivata la firma dell’accordo quadro vincolante stipulato appunto con FSI Sgr, in nome e per conto del fondo di investimento “Fsi II”. Un progetto che era stato annunciato già a fine marzo 2024 e avviato operativamente nel maggio dello stesso anno, con successiva concessione di un periodo di esclusiva a Fsi a fine 2024.
Il commento di Pietro Giuliani in merito all’accordo Azimut-Fsi
“L’operazione, volta ad accrescere il valore per gli azionisti, siglata tra Azimut e Fsi supera i 3 miliardi di euro, in linea con le Ops attualmente presenti sul mercato, comprendendo per noi: almeno 2,4 miliardi di euro di garanzia di ricavi oltre a una valutazione post-imposte di Tnb, nel tempo, di circa 1,2 miliardi di euro” – ha commentato Giuliani – È un deal in controtendenza rispetto a quanto sta accadendo in Italia: infatti, Azimut continuerà a evolvere come piattaforma globale e indipendente di consulenza finanziaria multigenerazionale e parallelamente promuoverà la nascita di Tnb come un nuovo player indipendente, destinato alla quotazione. Entrambe le realtà punteranno sullo sviluppo qualitativo, oltreché quantitativo”.
Chi sarà Tnb: tra le prime 10 reti di consulenti finanziari
L’iniziativa porterà alla nascita di Tnb, un player digitale indipendente, focalizzato su servizi finanziari evoluti di wealth management e con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per la clientela retail, affluent e private.
Forte di una rete di oltre 900 professionisti e oltre € 25,6 miliardi di masse totali, The next bank si posizionerà sin da subito tra le prime 10 reti di consulenti finanziari in Italia, sia per numero di consulenti finanziari che per masse gestite.
“Tnb baserà la sua crescita sul banking digitale di ultima generazione, abbinato ad una rete che ne esalterà la potenza e l’efficienza”, ha commentato Giuliani, che ha ringraziato in particolare Alessandro Zambotti, senza il quale il deal non si sarebbe realizzato, Maurizio Tamagnini e “gli amici di Fsi”.
Paolo Martini, già ceo di Azimut Holding, assumerà la carica di amministratore delegato di Tnb, portando con sé oltre 20 anni di esperienza nel settore e una visione consolidata del modello di consulenza finanziaria.
Il gruppo Azimut post scissione Tnb
A seguito della transazione, Azimut proseguirà il suo percorso di crescita come player globale indipendente con oltre € 100 miliardi di masse totali, circa 880 consulenti finanziari in Italia e oltre 850 professionisti a livello internazionale.
“Azimut continuerà a investire nella consulenza e nella gestione degli investimenti (liquidi e illiquidi) a livello globale, nel corporate e investment banking, e nelle soluzioni fintech e AI. Lo farà insieme ai suoi consulenti finanziari, che evolveranno ulteriormente offrendo ai clienti privati e corporate l’unica piattaforma italiana d’investimento presente in oltre 20 Paesi nel mondo, con accesso diretto ai mercati in tempo reale”, ha spiegato Giuliani.
I pilastri dell’operazione
La transazione sarà completata attraverso una serie di operazioni societarie eseguite in modo sostanzialmente contestuale:
- l’acquisizione da parte di Azimut di una banca, identificata insieme a Fsi e con cui sono in corso discussioni in fase avanzata
- il rebranding della Banca in Tnb e il conferimento attraverso la scissione parziale a Tnb di un perimetro selezionato delle attività distributive italiane unitamente ad altri asset di Azimut;
- la vendita da parte di Azimut dell’80,01% del capitale sociale di Tnb a Fsi, affiancata da un pool di co-investitori, tra cui i manager e consulenti finanziari coinvolti nel progetto (i co-investitori);
- l’esecuzione dell’operazione è soggetta alle autorizzazioni da parte delle autorità competenti.
I numeri dell’operazione e gli obiettivi 2025 del gruppo Azimut
L’acquisto del 80,01% del capitale di Tnb avverrà da parte di Fsi e dei co-investitori e presenta per Azimut un valore complessivo potenziale pari a circa 1,2 miliardi nel tempo.
Azimut manterrà una partecipazione del 19,99%, che rappresenta una leva strategica per mantenere esposizione all’upside derivante dalla crescita attesa e dall’alto potenziale del progetto Tnb.
L’accordo prevede anche che Tnb generi complessivamente per Azimut almeno 2,4 miliardi di commissioni in un periodo di almeno 12 anni (ovvero € 200 milioni di commissioni nette all’anno), oltre che la distribuzione, da parte della rete dei consulenti finanziari di Tnb, di una vasta gamma di soluzioni di investimento del gruppo Azimut, presenti e future, tra cui fondi comuni, prodotti assicurativi, gestioni patrimoniali e strumenti di private markets, per un periodo minimo di 20 anni.
I dettagli della cessione della quota dell’80,01% in The next bank
La cessione della quota dell’80,01% in Tnb presenta per Azimut un valore complessivo potenziale pari a circa € 1,2 miliardi nel tempo.
La società ha precisato che questo valore € 1,2 miliardi si articola nelle seguenti componenti:
- € 240 milioni di cash upfront al closing;
- fino a € 210 milioni di cash deferred, da corrispondersi attraverso distribuzione di dividendi o riserve da Tnb o al momento dell’uscita di Fsi;
- fino a circa € 760 milioni sotto forma di earn-out, legati al raggiungimento di obiettivi, ritorni sul capitale investito da Fsi e all’ammontare di conti correnti e conti deposito presso Tnb, da corrispondersi al momento dell’uscita di Fsi e secondo un meccanismo di liquidation preference.
Obiettivi 2025
Azimut ha aggiornato il target dell’utile netto 2025 a 1 miliardo di euro (subordinato all’ottenimento nel 2025 dell’autorizzazione ad operare come banca da parte di Tnb), mentre ha confermato l’obiettivo di raccolta netta a 10 miliardi.
Il commento degli analisti sull’operazione Azimut-Tnb
“Considerando la sola componente cash upfront e cash differita, il 100% di Tnb viene valutato a 13.4x p/e 2024, a premio rispetto alle 10x 2025E a cui attualmente tratta Azimut. Al netto del capital gain iniziale (stiamo intorno ai € 600 milioni, con una nuova guidance di utile netto 2025E rivista a circa €1 miliardo, rispetto a oltre €400 milioni precedenti, nostra stima a €417 milioni, consensus €422 milioni), l’operazione comporterà il deconsolidamento di circa € 40 milioni di utile netto. Azimut deciderà come utilizzare i proventi dell’operazione entro il 3° trimestre 2025, valutando un mix tra crescita organica e inorganica (sia in Italia che all’estero) e dividendo/buyback”, ha commentato Equita in merito all’operazione Azimut-Tnb.
I risvolti positivi attesi dagli analisti di Equita
“Ci aspettiamo dei risvolti positivi dall’annuncio, in quanto l’operazione:
- i) permette di valorizzare una parte dell’attività a multipli superiori rispetto a quelli a cui tratta Azimut;
- ii) rafforza la posizione di capitale (>€1 miliardo di cassa netta o >25% della market cap);
- iii) garantisce flussi ricorrenti per almeno €2.4 miliardi;
- iv) consente ad Azimut di mantenere una partecipazione del 20% in Tnb, con la possibilità di beneficiare dei potenziali upside futuri legati agli earn-out;
- v) dimostra la capacità di execution di Azimut”, prosegue Equita.
Che poi conclude dicendo: “Il controvalore totale potenziale per Azimut nel tempo, derivante dall’operazione, dipende dal raggiungimento di diversi obiettivi e sfide ambiziose per la nuova piattaforma. Stimiamo che l’Npv (valore attuale netto, ndr) potrebbe oscillare tra circa € 0,4-0,45 miliardi e un best-case di circa €0,7-0,8 miliardi”.

