Citi, il private banking torna a Milano

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
15.2.2021
Tempo di lettura: 5'
Dal 2013, il business dedicato alla clientela italiana era gestito da Londra. Dopo anni di crescita robusta, la banca Usa ha deciso di fare un investimento importante e nel 2021 ha riattivato in pieno l'operatività nel capoluogo. Al comando c'è Francesco Lombardo di San Chirico

Da quest'anno Citi ha riattivato in pieno l'operatività del private banking a Milano, che ci concentra sul servizio di consulenza

Oggi la clientela private italiana di Citi è riconducibile a masse pari a 2,5 miliardi di euro. I clienti target sono family office e holding familiari con asset investibili superiori a 50 milioni

Alle gestioni patrimoniali personalizzate si affiancano servizi da boutique come l'art financing, l'erogazione di prestiti su garanzia di opere d'arte

Riapre, a Milano, il private banking di Citi. Riparte con una squadra di 10 professionisti: per tre quarti banker, un investment counselor, con il compito fornire consulenza ai clienti, un team banker, che supporta la crescita commerciale dell'attività private, e due associate banker, che presiedono all'attività amministrativa. Al comando del team italiano c'è Francesco Lombardo di San Chirico.

La presenza di Citi in Italia

Gli uffici sono in via Mercanti. Nello stesso stabile, coincidenza vuole, dove il gruppo americano avviò la sua attività in Italia, nel 1915. Dopo l'estate, però, le attività saranno trasferite nel rinnovato palazzo di piazzetta Maurilio Bossi, 3, nelle immediate vicinanze di piazza della Scala: in un immobile di proprietà del fondo Mascagni, gestito da Generali Real Estate sgr, dove confluiranno tutti i 200 dipendenti del business italiano di Citi.

I numeri del business

Oggi la clientela private italiana della banca Usa è riconducibile a masse pari a 2,5 miliardi di euro. “I nostri clienti target per il private banking sono le 200 famiglie più importanti d'Italia: siamo focalizzati esclusivamente su family office e holding famigliari con asset investibili superiori ai 50 milioni di dollari”, precisa Lombardo.

Le gestioni patrimoniali

“Il nostro fiore all'occhiello sono le gestioni patrimoniali in singoli titoli, con livelli di personalizzazione molto elevati. I nostri mandati sono da anni ai primi posti delle classifiche per performance”, rivendica il manager.

Un esempio? “La gestione sulla Cina, che è realizzata da un team di porfolio manager basati a Shanghai, ha reso il 44% nel 2020, 9 punti percentuali in più rispetto all'indice di riferimento. Dal lancio, nel febbraio del 2016 ha accumulato un rendimento di quasi 200 punti percentuali.

La gestione multitematica ha guadagnato il 32% lo scorso anno, quasi il doppio rispetto all'indice azionario globale: ci ha premiato il posizionamento su settori come green economy, business dell'acqua, online tech, transizione energetica”.  Si tratta di forme d'investimento a cui i clienti possono accedere avvalendosi dei servizi prestati dalla succursale di Citibank Europe Plc in Lussemburgo, nel rispetto del passaporto europeo.

Art financing

Alle gestioni patrimoniali si affiancano servizi da vera e propria boutique, erogati su scala internazionale, come l'art financing: la concessione di prestiti erogati su garanzia di opere d'arte.

Un business che la banca ha lanciato per il suo private banking negli Usa nel 1979 affiancandola poi, negli anni, a un ufficio dedicato all'art advisory, per fare consulenza agli investimenti e alla gestione delle opere d'arte. A chiedere il prestito è, tipicamente, il collezionista che ha bisogno di liquidità perché vuole espandere la propria raccolta, oppure clienti che hanno ereditato una collezione.

Solitamente, racconta Citi bank, si tratta di opere valutate diversi milioni di dollari. Il team di specialisti interni svolge una valutazione ad hoc dei pezzi messi a garanzia e, successivamente, ogni anno gli specialisti di Citi ne analizzano e aggiornano il valore, per verificare se ci sono scostamenti rispetto al prestito concesso.

Il programma Next Gen

Un altro servizio dedicato ai clienti private è il programma Next Gen: un corso intensivo di finanza e wealth planning che ogni anno – lo scorso è saltato per evidenti ragioni – riunisce a New York, Londra e a Singapore o Hong Kong quaranta o cinquanta rampolli di grandi family business provenienti da una ventina di nazionalità differenti, per prepararli alle responsabilità che li attendono nella gestione del patrimonio familiare.

Un percorso formativo e di networking al termine del quale ogni partecipante, con l'aiuto di alcuni esperti, riceve un piano d'azione per il passaggio generazionale, tagliato su misura della propria famiglia. Nelle passate edizioni hanno partecipato anche gli eredi di alcune famiglie italiane.

Il private banking di Citi è tornato. E intende restare a lungo.
Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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