Prove di trasformazione delle imprese familiari con industria 4.0

We Wealth
Alfredo De Massis, Emanuela Rondi
11.2.2022
Tempo di lettura: 3'
Alcuni family business sono restii a intraprendere percorsi di innovazione strutturale che richiedono apertura verso l'esterno e non garantiscono ritorni. Tuttavia la transizione digitale non lascia scampo: o si accetta la sfida del cambiamento, o si rischia di perdere competitività e uscire dal mercato
Le imprese familiari sono particolarmente esposte alle sfide della trasformazione digitale e ai cambiamenti trainati dall'industria 4.0. Questo perché la volontà delle imprese familiari di sopravvivere e prosperare nel lungo periodo richiede loro di essere capaci di evolvere i propri modelli di business. Tuttavia, le stesse imprese familiari, a causa della volontà di mantenere il controllo dell'impresa nelle mani della famiglia, possono essere restie ad intraprendere percorsi rischiosi di innovazione che richiedono apertura verso l'esterno e non garantiscono ritorni.
È importante però considerare che la trasformazione tecnologica in atto non rappresenta una scelta bensì un imperativo che le imprese familiari possono cogliere come opportunità di trasformazione per rafforzare il proprio vantaggio competitivo e per affacciarsi a nuovi mercati. L'alternativa è che l'obsolescenza dei tradizionali modelli di business e l'ascesa di nuovi competitor porti queste imprese verso l'estinzione. L'industria 4.0 richiede un cambio di mentalità degli imprenditori. L'intelligenza artificiale, la blockchain, il cloud computing, l'additive manufacturing sono solo alcune delle tecnologie che stanno trasformando radicalmente i modelli di business delle imprese, plasmandone le dinamiche di competitività e i relativi mercati. Di recente iniziative istituzionali atte ad incentivare l'innovazione hanno stimolato un'accelerazione nella diffusione delle tecnologie di industria 4.0. Tuttavia, gli investimenti e gli incentivi possono solamente contribuire ad un processo che necessita in primis di un cambiamento di paradigmi mentali all'interno delle imprese familiari. Le next gen hanno in questo momento la possibilità di costruirsi competenze legate alle tecnologie innovative, il cui potenziale viene meglio compreso dai nativi digitali appartenenti alla Generazione Z e dai Millenials.
Le imprese famigliari che hanno fra i loro membri queste competenze possono quindi fare leva su di esse per intraprendere la trasformazione necessaria. A tal fine però le generazioni attualmente in carica, specialmente se senior, devono essere capaci di non farsi intrappolare da mindset gerontocratici che temono e ostacolano il cambiamento digitale. Infatti, quando la leadership dell'impresa è rappresentata dalla generazione senior – caso comune nelle imprese familiari italiane – è più probabile che si verifichi il cosiddetto paradosso dell'innovazione delle imprese familiari che avrebbero la possibilità di innovare ma mancano della volontà per farlo. Dunque, come può un'impresa familiare gestire queste tensioni e cavalcare il vento del cambiamento portato dall'industria 4.0?
Questa è la domanda di ricerca che ci siamo posti nel progetto interdisciplinare MASTERMIL della Libera Università di Bolzano che vede coinvolte la facoltà di Economia e Management insieme alla facoltà di Scienze e Tecnologie. Attraverso l'analisi di best practice di imprese familiari che hanno implementato tecnologie di industria 4.0 e hanno saputo innovare i propri modelli di business stiamo identificando i meccanismi decisionali che consentono di fare leva sulle proprie competenze tradizionali e attraverso l'adozione di nuove tecnologie operare quella trasformazione necessaria verso un modello di business orientato all'industria 4.0. Da risultati preliminari si evidenzia la necessità di un allineamento di obiettivi ma anche una condivisione dei processi di implementazione delle idee tra i membri delle diverse generazioni, talvolta più di due, che convivono nell'impresa, al fine di mettere a frutto la complementarità di talenti e di risorse. Questa alleanza passa attraverso il reverse mentoring dove accanto al classico mentoring della generazione senior verso quella junior nel coltivare competenze tacite e specifiche sviluppate con l'esperienza, si affianca il mentoring della generazione junior verso la generazione senior per comprendere il valore di implementare soluzioni tecnologiche digitali. Risulta evidente che, affinché questo cambio di paradigma avvenga, le relazioni familiari tra le generazioni debbano essere basate su comunicazione aperta, disponibilità all'ascolto e al confronto. Inoltre, nel processo di trasformazione è necessario coinvolgere i membri dell'impresa non-familiari che devono sentirsi parte del processo evolutivo dell'organizzazione al fine di comprenderne l'importanza, essere valorizzati e non cadere nella sindrome del not invented here. Ad esse si aggiungono relazioni esterne con partner che supportino l'implementazione delle soluzioni tecnologiche. In questo ambito le Università attraverso le attività di trasferimento tecnologico possono rivelarsi alleate chiave per supportare il cambiamento necessario.
Articolo tratto dal magazine We Wealth di gennaio

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