L’indagine 2026 di Ubs sui family office (307 family office in oltre 30 mercati, con patrimonio netto medio di 2,7 miliardi di dollari) fa emergere una chiara priorità: la ricerca di resilienza e diversificazione su temi a lungo termine, unico vero scudo per affrontare la prolungata incertezza geopolitica ed economica. «I risultati di quest’anno confermano una svolta significativa nel modo in cui i family office affrontano i mercati: si tratta di un ripensamento strutturale dei portafogli», conferma Giovanni Ronca, head of Ubs Global Wealth Management in Italy. Anche in Italia si osserva una «accelerazione nella diversificazione geografica e valutaria, con uno sguardo sempre più attento all’Asia-Pacifico e ai mercati emergenti, pur mantenendo gli asset nordamericani come spina dorsale dei portafogli».
In cosa investono i family office globali
L’intelligenza artificiale (IA) resta il tema di investimento principale a livello globale. Il 65% dei family office ha già investito lungo tutta la catena del valore (incluse infrastrutture data center, piattaforme software, produzione semiconduttori). Si rileva inoltre una quota significativa di investimenti (33%) in sanità basata sull’IA. «L’intelligenza artificiale continua a distinguersi come il tema di investimento determinante di questo decennio», ha affermato Yves-Alain Sommerhalder, head of Global Wealth Management Solutions di Ubs. «I family office la stanno affrontando con convinzione e selettività, cercando opportunità lungo tutta la catena del valore e bilanciando al contempo il potenziale di crescita a lungo termine con la disciplina del rischio».
Altri temi sono l’energia, risorse, infrastrutture (i fo vi investono il 37% in media). Criptovalute e asset digitali restano invece di nicchia: solo il 24% dei family office vi investe, con quote inferiori a una cifra. Tra chi investe, la quota media è dell’1%. Ciononostante, il 44% considera ora le criptovalute parte dell’allocazione strategica di asset.
Family office nel mondo, persistono lacune nei modelli di governance
Permangono, nella pianificazione della successione e nel coinvolgimento della generazione successiva, notevoli lacune di governance, creando potenziali rischi per la continuità patrimoniale a lungo termine. Dal punto di vista operativo, molti family office hanno adottato pratiche di livello istituzionale: il 68% dispone di processi formali di misurazione della performance finanziaria, il 60% opera con comitati di investimento e oltre la metà utilizza modelli di budgeting strutturati, riflettendo un crescente livello di rigore e supervisione. Tuttavia, i progressi restano disomogenei. Meno della metà applica quadri di governance formali con supervisione a livello di consiglio di amministrazione e solo il 35% ha un piano di successione definito per il family office. Il divario è ancora più marcato quando entra nel perimetro la next gen. Solo il 27% adotta un percorso strutturato per formare e preparare gli eredi ai ruoli futuri, pur ammettendo che la questione sia un problema (29%).
Una quota significativa dei membri della nuova generazione rimane esclusa dal processo decisionale del family office. Molti family office ampliano i programmi di educazione finanziaria, coinvolgono la prossima generazione nei comitati di investimento e la integrano tramite iniziative filantropiche e imprenditoriali, indicando un graduale passaggio a strategie di successione più strutturate e inclusive.
I family office nel mondo, come investono a seconda di dove si trovano
IA, robotica ed energia sono i temi che vincono, con una interessante modulazione regionale della volontà di modificare i pesi degli investimenti in portafoglio.
Europa (Svizzera esclusa)
«In un contesto di crescente incertezza geopolitica ed economica, i family office europei si confermano tra i più attivi a livello globale nel riposizionamento — il 67% prevede modifiche all’allocazione strategica, uno dei livelli più alti registrati nel sondaggio», osserva Giovanni Ronca. Sebbene il Nord America rimanga la destinazione principale (45%), gli investitori europei stanno attivamente cercando di ribilanciare i propri portafogli verso l’Europa occidentale e l’Asia-Pacifico, riflettendo una spinta strategica volta a ridurre il rischio di concentrazione. L’intelligenza artificiale è in testa alle allocazioni tematiche (57%), seguita da infrastrutture (33%) ed energia/risorse (33%).
Stati Uniti
I family office statunitensi rimangono relativamente isolati, con una strategia di portafoglio incentrata sulla solidità interna piuttosto che sul ribilanciamento geografico: l’88% dei portafogli è allocato in Nord America. L’intelligenza artificiale resta il tema di investimento principale (65%), ma gli intervistati mostrano un interesse crescente per le infrastrutture di difesa e sicurezza (39%) e per gli investimenti infrastrutturali più ampi (35%).
America Latina
I family office in America Latina investono in modo più diversificato: destinano il 60% al Nord America e il 23% alla stessa America Latina. Sono tra i più dinamici al mondo: il 61% cambia la strategia di portafoglio e supera la media globale. Intelligenza artificiale (77%), infrastrutture (55%) e energia/risorse (45%) le priorità.
Svizzera
I family office svizzeri mantengono un portafoglio equilibrato e diversificato a livello internazionale, con il 50% allocato all’Europa occidentale e il 37% al Nord America. Esprimono un’enfasi su stabilità, diversificazione e innovazione. Temi di spicco: IA (59%), energia, risorse (41%), automazione/robotica (38%). Il 43% che prevede adeguamenti dell’allocazione.
Medio Oriente
L’82% intende adeguare le allocazioni strategiche. Portafogli ancorati al Nord America (50%), con esposizione significativa all’Europa occidentale e al Medio Oriente. Temi: IA (50%), assistenza sanitaria basata sull’intelligenza artificiale (35%), infrastrutture (30%). Approccio proattivo e di convinzione nel riallocare il capitale.
Asia settentrionale
Esposizione significativa al Nord America (47%) e alla Grande Cina (25%). L’adozione dell’IA risulta tra le più alte a livello globale (74%), con un forte interesse per la sanità basata sull’IA (49%) e per energia/risorse (34%). Il 71% dei family office pianifica cambiamenti nell’allocazione degli asset.
Sud-est asiatico
I family office del Sud-est asiatico sono quelli più orientati all’intelligenza artificiale a livello globale, con l’88% che ha già investito in questo settore. Portafogli fortemente esposti al Nord America (58%), con allocazioni in crescita nella Grande Cina e nell’Asia-Pacifico. L’81% prevede di adeguare l’allocazione strategica degli asset. Oltre all’IA, i temi chiave includono energia/risorse (50%) e automazione/robotica (44%).

