Applauso amaro a Draghi: mercati nervosi dopo le dimissioni

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La Camera ha tributato una lunga standing ovation al premier Mario Draghi, che ha rassegnato nuovamente le sue dimissioni al Capo dello Stato, che scioglierà le Camere

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In apertura il Ftse Mib perdeva un ulteriore 2%, dopo il -1,6% di mercoledì, in chiusura si è poi osservato un recupero. Al termine della giornata Piazza Affari lascia sul campo lo 0,71%

Negativa anche la giornata per lo spread Btp-bund, che ha chiuso in rialzo del 7,39% a 236,8 punti, dopo aver toccato un massimo a quota 248,1, il livello massimo dallo scorso 14 giugno

Il governo Draghi termina con lo scosciante applauso della Camera dei Deputati e poche parole di ringraziamento. Ma mentre il premier ammorbidisce i toni, lasciando fluire un po’ di emozione (“certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato”) la mente degli investitori rimane rabbuiata dal pensiero che il Paese andrà ad elezioni anticipate il prossimo autunno, con un governo depotenziato. 

Dopo il breve passaggio alla Camera le dimissioni irrevocabili di Mario Draghi passano nelle mani del Capo dello Stato, Sergio Mattarella che, convocati i presidenti di Camera e Senato, si appresta a sciogliere le Camere.

La giornata di Piazza Affari

In apertura il Ftse Mib perdeva un ulteriore 2%, dopo il -1,6% di mercoledì, in chiusura si è poi osservato un recupero. Al termine della giornata Piazza Affari lascia sul campo lo 0,71% (contro una performance positiva dello 0,44% per l’Euro Stoxx 600). Ben più severo il bilancio per il comparto bancario: il Ftse Italia Banche archivia la seduta cedendo quasi il 3%. Fra i titoli peggiori Banco Bpm e Unicredit, che cedono entrambi oltre il 4%, mentre la maglia nera va a Poste Italiane (il calo supera il 5%).

Negativa anche la giornata per lo spread Btp-bund, che ha chiuso in rialzo del 7,39% a 236,8 punti, dopo aver toccato un massimo a quota 248,1, il livello massimo dallo scorso 14 giugno. La notizia di un rialzo dei tassi d’interesse più elevato del previsto da parte della Bce, pari a 50 punti base, ha contribuito ad allargare il differenziale fra i rendimenti del decennale italiano e tedesco, nonostante la presentazione dello scudo anti-spread. Le vicissitudini politiche avrebbero poche chance di essere “risolte” dall’intervento salvifico dell’Eurotower.

La view degli analisti

“La crisi politica in Italia porta con sé una serie di criticità e rischi, primo tra tutti quello legato alla situazione economica del Paese, dove, seppur in un contesto di crescita ancora positiva, aleggiano sullo sfondo dinamiche di tipo recessivo e criticità economiche internazionali”, ha commentato Giorgio Broggi, Quantitative Analyst di Moneyfarm, “le stime di crescita e le probabilità di recessione, già riviste rispettivamente al ribasso e al rialzo da aprile, potrebbero essere messe in crisi dal crollo del governo. Sicuramente la volatilità continuerà a caratterizzare l’andamento del Ftse Mib, che paga ancora una sottoperformance verso i principali indici europei nella fase post-Covid”.

“La scelta di M5S, Lega e Forza Italia di non sostenere più il governo di unità nazionale con a capo Mario Draghi avrà conseguenze fortemente negative sull’andamento dell’azionario italiano”, aveva dichiarato il senior market stategist di IG, Filippo Diodovich, dopo lo snodo decivo al Senato, “crediamo che i timori degli investitori su un lungo periodo di instabilità politica in Italia possano portare lo spread nel breve termine a 250 punti base e nel medio sui 300 punti base”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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