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Schroders, italiani pronti al rischio anche nella volatilità

15 Luglio 2019 · Francesca Conti · 3 min

  • Negli ultimi tre mesi del 2018, caratterizzati da una forte volatilità sui mercati, il 36% degli investitori italiani si è spostato su investimenti con rischio inferiore

  • Il 31% degli italiani si è mosso invece verso opzioni con un livello di rischio elevato, contro il 35% a livello globale e il 38% in Europa

  • Gli investitori italiani detengano i propri investimenti in media per 2,2 anni, meno della metà del periodo raccomandato di 5 anni e meno rispetto agli investitori globali e Ue

  • I Millennials italiani mantengono gli investimenti in media per 1,9 anni, contro una media di 2,6 per i baby boomer italiani

Come reagiscono gli investitori italiani ai periodi di forte instabilità dei mercati? Sono pronti a intervenire sull’asset allocation, orientandosi anche su opzioni con elevati livelli di rischio. Lo mostrano i dati dello Schroders Global Investor Study 2019. Gli italiani sono anche più pessimisti sui propri rendimenti

Come si comportano gli investitori italiani di fronte a periodi di instabilità? La maggior parte reagisce prontamente orientandosi su asset più sicuri e liquidi, ma una buona percentuale si dimostra più aggressiva e sceglie opzioni con un livello di rischio elevato. A fotografare le tendenze degli investitori italiani nelle fasi di forte volatilità è Schroders, nel Global Investor Study 2019. Lo studio ha coinvolto oltre 25.000 persone in 32 Paesi, indagandone il comportamento negli ultimi tre mesi del 2018.

Negli ultimi tre mesi dello scorso anno, caratterizzati da forti turbolenze di mercato, oltre il 64% degli italiani ha apportato cambiamenti al profilo di rischio dei propri investimenti in risposta diretta all’instabilità. Un risultato sostanzialmente in linea con l’analoga scelta del 70% degli investitori globali ed europei. Nonostante la maggioranza abbia dimostrato cautela, non è mancata una buona dose di aggressività.

Infatti, mentre il 36% degli investitori italiani dichiara di essersi spostato su investimenti con rischio inferiore (37% il dato globale, 35% quello europeo) e il 15% di aver allocato parte del portafoglio in liquidità (21% a livello globale, 18% in Europa), il 31% si è mosso invece verso opzioni con un livello di rischio elevato (35% a livello globale, 38% in Europa). Poco più di un terzo (36%), infine, ha mantenuto invariata la propria allocazione al rischio, rispetto al 30% globale e 30% europeo.

Italiani meno pazienti, soprattutto i Millennials

Lo studio di Schroders ha anche evidenziato come gli investitori italiani detengano i propri investimenti in media per 2,2 anni, meno della metà del periodo raccomandato di cinque anni e meno rispetto agli investitori globali ed europei, entrambi con una media di 2,6 anni. Ma sono i Millennials a essere i più “frettolosi” quando si parla di portafogli. I giovani italiani (tra i 18 e i 37 anni) risultano avere infatti meno pazienza delle generazioni più anziane, mantenendo gli investimenti in media per 1,9 anni (al pari della media globale) contro una media di 2,6 per i baby boomer italiani, la generazione compresa tra i 51 e i 70 anni, che vedono una media di 3,7 a livello globale e 3,5 a livello europeo.

Quasi metà (48%) dei Millennials italiani (53% il dato globale, 49% quello europeo) ritiene che il pericolo maggiore per i propri investimenti sia non assumere abbastanza rischio per poter raggiungere i propri obiettivi. Questo approccio di breve termine, spiega Schroders, potrebbe essere correlato con le più modeste aspettative di rendimento da parte degli investitori nazionali. “Le oscillazioni dei mercati terranno sempre gli investitori sulle spine, ma la chiave è concentrarsi sul lungo periodo. Interrompere e modificare gli investimenti, soprattutto durante le fasi più impegnative dei mercati, si rivela spesso controproducente per i portafogli e conduce alla fine a rendimenti deludenti”, commenta Charles Prideaux, global head of product and solutions di Schroders.

Gli italiani sono più inclini a investire nei mercati che conoscono di più
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Italiani più pessimisti sui rendimenti attesi

Gli investitori italiani sono anche i più pessimisti e delusi rispetto ai rendimenti, attesi e già incassati. Secondo lo studio di Schroders, si aspettano in media un rendimento totale (income e growth) dell’8,1% all’anno per il prossimo quinquennio. Le aspettative degli investitori del Belpaese sono in generale più contenute rispetto a quelle della media globale, pari al 10,7%, ed europea, equivalente al 9%. Rispetto agli investitori globali, il rendimento atteso dagli italiani è maggiormente in linea con il calo netto registrato nel 2018 dalle principali piazze azionarie come l’S&P e il Ftse 100. Il rendimento medio annuale dell’S&P 500 a partire dal suo avvio nel 1957 è inferiore all’8%, ricorda Schroders.

Dal punto di vista geografico, gli investitori nel continente americano hanno le aspettative di rendimento più elevate, al 12,4%, contro il 9% degli europei. Nonostante le aspettative più realistiche, il 50% degli italiani dichiara di non aver ottenuto ciò che desiderava dai propri investimenti negli ultimi 5 anni, in linea con il 51% degli investitori globali e il 52% di quelli europei. In effetti, circa il 7% degli italiani (10% il dato globale, 9% quello europeo) ritiene di non aver mantenuto i propri investimenti abbastanza a lungo.

 

Ragioni per cui gli italiani sono rimasti delusi dai propri investimenti
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Francesca Conti
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