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Pimco, prepararsi alla futura "disruption"

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Francesca Conti
Francesca Conti

30 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Fattori come la Cina, i movimenti populisti, l’invecchiamento delle società, i cambiamenti tecnologici, la vulnerabilità dei mercati e l’instabilità climatica per Pimco potrebbero sconvolgere economie e mercati

  • Per Pimco una “dirompente” atmosfera sui mercati “dovrebbe anche offrire interessanti opportunità agli investitori attivi”

  • Nei prossimi tre-cinque anni, Pimco si aspetta una debole crescita economica e un livello costantemente basso di inflazione nelle economie avanzate

Imparare ad avere a che fare con le possibili future alterazioni dei mercati. In un contesto economico destinato a rimanere “poco brillante” e una possibile recessione “poco profonda” in vista, ecco la view di Pimco nell’edizione 2019 del Pimco Secular outlook

Una crescita economica globale poco brillante, bassa inflazione e tassi di interesse che restano ‘neutrali’ nei prossimi tre-cinque anni. Si potrebbe riassumere così la view di Pimcoper i prossimi anni, affidata all’edizione 2019 dell’annuale Pimco Secular oultook. Per la società di gestione Usaè “probabile” una recessione, anche se “poco profonda”. La corsa dell’economia globale presenta “rischi significativi”: la “Cina, i crescenti movimenti populisti, l’invecchiamento delle società, le trasformazioni tecnologiche, la vulnerabilità dei mercati finanziari e l’instabilità climatica sono tutti fattori che potrebbero potenzialmente sconvolgere economie e mercati. Questi rischi, combinati con valutazioni distorte, hanno creato un ambiente di investimento difficile che riteniamo debba comportare cautela, flessibilità e liquidità, da prediligere sui rendimenti”, spiega Pimco.

Sottolineate le ombre sull’economia dei prossimi mesi, Pimco sottolinea che una “dirompente” atmosfera sui mercati “dovrebbe anche offrire interessanti opportunità agli investitori attivi”. Il messaggio di Pimco è quello di imparare ad avere a che fare con “le perturbazioni”, ovvero le alterazioni del mercato. I mercati azionari “potrebbero presentare rendimenti assoluti più bassi e maggiore volatilità”, stima Pimco. “Preferiamo la duration Usa come copertura contro le flessioni delle attività a rischio e continuiamo a considerare i titoli garantiti da crediti ipotecari degli Stati Uniti come una fonte di reddito potenziale relativamente stabile e difensiva. Continueremo a perseguire idee high-conviction nel credito corporate, rimanendo cauti sul beta di tutto il credito”, prosegue Pimco.

L’outlook in dieci punti

Pimco ha sintetizzato in dieci punti la propria view:

  1. Nei prossimi tre-cinque anni, Pimco si aspetta una debole crescita economica e un livello costantemente basso di inflazione nelle economie avanzate. L’allentamento del mercato del lavoro, sottolinea l’asset manager, è stato ampiamente eroso in quella che presto diventerà l’espansione economica più lunga di sempre.
  2. Pimco prevede una recessione relativamente poco profonda con una lenta ripresa nelle economie avanzate entro i prossimi tre-cinque anni. Le recessioni profonde, ricorda, sono generalmente causate da una combinazione di importanti squilibri economici e/o finanziari e di una stretta monetaria aggressiva. Sebbene non sia impossibile, questo scenario non sembra molto probabile nei prossimi anni, specialmente dopo il recente atteggiamento accomodante della Fed. Tuttavia, con uno spazio di manovra di politica monetaria e fiscale limitato soprattutto in Europa e in Giappone, la prossima recessione, sebbene poco profonda, potrebbe durare più a lungo del solito.
  3. Le potenziali cause della prossima recessione comprendonoun’escalation della guerra commerciale, uno shock geopolitico, un significativo aumento dell’incertezza politica, una correzione spontanea dei prezzi degli asset e un’improvvisa recessione in Cina. Pimco sottolinea che, con una crescita del prodotto tendenziale relativamente bassa nei Paesi avanzati, non sarebbe necessario molto per spingere l’economia mondiale in recessione. Inoltre, un forte rallentamento economico anche se non portasse a una recessione in piena regola, potrebbe avere un effetto uguale sui mercati finanziari nel momento in cui le si alzassero i livelli di rischio
  4. Con l’inflazione che probabilmente rimarrà al di sotto dei target praticamente ovunque, Pimco ritiene che le principali banche centrali mantengano i tassi ufficiali a o al di sotto dei livelli ‘new newtral’ oppure – ove vi sia spazio – li riducano preventivamente nel momento in cui si materializzino rischi di decrescita o per l’inflazione.
  5. Un ritorno a tassi di interesse vicini allo zero e a acquisti di nuovi asset sembra probabile durante la prossima recessione, anche l’efficacia di queste azioni sarà limitata a causa di premi già bassi o addirittura negativi.
  6. Per Pimco, anche in assenza di recessione, pressioni populiste e bassi costi di indebitamento incentiveranno molti governi ad aumentare la spesa e/o ridurre le tasse sui consumi e sui redditi più bassi.
  7. La società si aspetta ulteriori passi verso una cooperazione internazionale più o meno implicita a livello monetario e fiscale. In questo senso, i disavanzi di bilancio e il rapporto debito pubblico/Pil tenderanno ad aumentare più che diminuire nelle economie avanzate, ma le banche centrali contribuiranno a finanziare una politica fiscale espansiva.
  8. La geopolitica e la politica commerciale rimarranno probabilmente fonte di volatilità per le economie e i mercati lungo l’orizzonte secolare. Negli Stati Uniti, secondo Pimco, una posizione più aggressiva sul commercio con la Cina ha dato slancio a entrambi i Paesi. In generale i movimenti populisti di molti Paesi potrebbero promuovere il protezionismo e un processo di de-globalizzazione.
  9. La crescita economica della Cina è destinata a rallentarein un orizzonte secolare, considerati i suoi dati demografici negativi, una probabile atteggiamento di contenimento dell’accumulo della propria leva finanziaria e frizioni commerciali sostenute.
  10. Leprospettive economiche di Pimco sui mercati emergenti sono infine “relativamente positive”, anche se restano alcuni rischi, come shock potenziali del commercio globale e il populismo domestico. Inoltre, le valute dei mercati emergenti sono competitive nella maggior parte dei casi e gli scenari di politica monetaria sono diventati più credibili.
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