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Le 10 regole d’oro per la previdenza complementare

Le 10 regole d’oro per la previdenza complementare

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

04 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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Cominciare da subito per beneficiare della crescita del capitale nel lungo periodo. In ambito di previdenza complementare, la gestione del tempo occupa il primo posto. Ne parleranno gli esperti di Anima Sgr nel corso del roadshow AnimaLab, in partenza oggi, lunedì 7 ottobre

Costruire un capitale per integrare la pensione obbligatoria è diventato oggi sempre più importante; anzi, una necessità. Il sistema previdenziale pubblico è contraddistinto da un forte squilibrio tra entrate e uscite, principalmente a causa del generale calo delle nascite, del significativo invecchiamento della popolazione, nonché del miglioramento delle aspettative di vita.

Accanto al “primo pilastro”, rappresentato dal sistema pensionistico obbligatorio – la cui prestazione ha l’obiettivo di offrire una tutela di base, necessaria ma non sufficiente ad assicurare un tenore di vita simile a quando si lavora – da tempo si è diffusa l’idea che occorra sviluppare forme pensionistiche che rientrano nel “secondo pilastro”, in grado cioè di garantire una tutela di tipo complementare e collettivo. Tra queste rientrano i cosiddetti fondi pensione aperti che si propongo di offrire ai propri iscritti una pensione integrativa.

Anima Sgr, da tempo operativa anche nel campo della previdenza complementare, elenca in pillole gli aspetti da tenere presente per creare passo dopo passo una “pensione di scorta”.

Previdenza complementare: come costruirla in 10 punti

Cominciare da subito. Il momento per cominciare a investire per la previdenza integrativa è adesso. Anche piccoli versamenti, se fatti appena possibile, possono nel lungo periodo contribuire a raggiungere un capitale adeguato rispetto alle esigenze previdenziali.

Partire dalla fine. Che capitale mi servirà, una volta in pensione? Una domanda difficile, a cui oggi però è possibile rispondere grazie a dei simulatori, anche online. Non con la pretesa di prevedere il futuro, ma di definire una rotta.

Osare di più, il tempo è dalla nostra. Se si è lontani dalla pensione, linee di investimento a maggior contenuto azionario, ignorando la volatilità di breve periodo, possono condurre a maggiori opportunità di rendimento nel lungo periodo.

Per guadagnare tempo. L’adesione oggi ad un fondo pensione aperto fa partire subito gli anni di permanenza nella previdenza complementare, utili per eventuali richieste di anticipazione o per abbassare l’aliquota di tassazione in sede di liquidazione della prestazione.

Massimizzare il beneficio fiscale. Investire in un fondo pensione permette di ottenere vantaggi fiscali per quanto riguarda contributi, rendimenti e prestazioni. Alla previdenza complementare lo Stato riconosce infatti speciali agevolazioni fiscali, per chi sottoscrive o per i familiari a carico. Uno su tutti: la deducibilità fiscale dei contributi versati, fino a 5.164 euro all’anno.

Monitorare e ribilanciare. Il proprio investimento non va perso di vista, valutando con il consulente la possibilità di switch a comparti meno rischiosi via via che si avvicina il momento della prestazione pensionistica o dell’anticipazione.

Risparmiare in logica Pac. Impostare un piano automatico di versamenti ricorrenti è una scelta di buon senso che consente di contenere i rischi e di massimizzare i benefici fiscali, investendo su un orizzonte di medio-lungo termine.

Considerare tutte le “strade di uscita”. Le normative più recenti hanno aumentato le possibilità di poter disporre del capitale investito anche prima del pensionamento attraverso anticipazioni di capitale (ad es. per acquisto/ristrutturazione prima casa per sé o per i figli e per spese mediche), riscatti (ad es. quando si cambia lavoro) e liquidazione del montante interamente in capitale (sotto certe soglie).

Aderire da soli o in forma collettiva. L’adesione può avvenire in forma collettiva, quando il proprio CCNL di riferimento, un accordo aziendale o l’associazione di categoria o l’ordine professionale lo prevedano, o in modo individuale.

L’affidabilità fa la differenza. Valutando le opportunità sul mercato è bene scegliere gestori professionali solidi e di esperienza. Ovvero mettere a confronto i rendimenti ottenuti dai vari fondi su base pluriennale – e non limitarsi soltanto all’ultimo anno – e informarsi sui costi.

 

SPECIALE EVENTO
Riparte lunedì 7 ottobre da Udine il Roadshow di Anima Sgr,
che attraverserà 10 città italiane e che terminerà lunedì 28 ottobre con la tappa di Milano.

Sarà l’occasione per discutere di pianificazione pensionistica
e sensibilizzare il cliente sull’importanza della previdenza complementare.
L’edizione AnimaLab “Previdenza” sarà rivolta non solo a consulenti e professionisti di settore,
ma anche, su invito, alla clientela privata.

Per maggiori informazioni visita il sito Animasgr.it

Gloria Grigolon
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