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Deloitte, imprese italiane indietro sull’automazione

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

19 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • I benefici derivanti dall’intelligent automation comportano un conseguente aumento dei ricavi dell’11%

  • Il 70% delle imprese italiane considera la frammentazione dei processi come uno dei principali ostacoli per l’adozione dei progetti di automazione e intelligenza artificiale

Le imprese italiane hanno le idee chiare: circa il 40% ha già avviato progetti di automazione, sicure di poter ottenere vantaggi in termini di produttività, efficienza e accuratezza. Eppure, il Belpaese resta ancora indietro rispetto al contesto internazionale. Come intervenire? Lo spiega un report di Deloitte

Produttività, accuratezza ed efficienza: sono alcune delle opportunità offerte dalla convergenza tra automazione e intelligenza artificiale, che affascina le imprese italiane e indurrebbe non solo una riduzione dei costi ma anche un aumento dei ricavi.

A rivelarlo è l’ultimo report di Deloitte, “Le prospettive future dell’Intelligent Automation, secondo le aziende italiane”, che ha preso in considerazione 26 paesi a livello globale costruendo un’analisi, tuttavia, tutt’altro che positiva per il Belpaese. Rispetto al contesto internazionale, l’Italia resta ancora indietro in termini di diffusione dei progetti di automazione, mancando di fatto in seno alle aziende una strategia olistica e condivisa da tutta l’organizzazione (nell’85% dei casi, contro una media globale del 64%).

“Rispetto ai paesi leader, le imprese italiane scontano ancora un atteggiamento wait-and-see che ne limita la capacità di ampliare la scala dei progetti di automazione – commenta Alessandra Ceriani, senior partner di Deloitte, Fsi consulting leader and robotics & cognitive solutions leader – La diffusione dell’automazione all’interno delle organizzazioni rimane una sfida complessa”.

Secondo lo studio, le imprese riconoscono l’esistenza di notevoli vantaggi: il 40% ha già avviato progetti di automazione, eppure molto spesso tardano a cogliere i benefici offerti. Ma quali sono gli ostacoli in cui si imbattono? Per il 70% delle aziende a condizionare l’adozione dell’Intelligent Automation è  la frammentazione dei processi, mentre il 45% considera la resistenza al cambiamento e la mancanza di competenze in materia tra i freni principali.

“Il settore dell’Intelligent Automation sta registrando una costante crescita – aggiunge Antonio Rughi, senior partner di Deloitte e finance & performance private and robotics & intelligent automation leader –Manca tuttavia una vision chiara, capace di gestire l’impatto su tutte le aree organizzative”.

Quali potrebbero essere le soluzioni? “Per cogliere appieno le potenzialità di tale tecnologia, il top management è chiamato a formulare strategie di ampio respiro, focalizzate sullo sviluppo delle capability interne, sul superamento della resistenza al cambiamento e sul miglioramento del livello di It readiness aziendale”, continua Rughi. Un intervento che dovrebbe rientrare in una strategia più ampia verso la digitalizzazione. “Soprattutto nell’area finance per aumentare l’accuratezza delle analisi e per dedicare la maggior parte del tempo delle risorse ad attività ad alto valore aggiunto, l’Intelligent Automation va integrata con tecnologie core quali cloud e data visualization, ed altre con funzionalità esponenziali come ad esempio in memory computing”, conclude Luigi Mastrangelo, senior partner di Deloitte e Dcm Finance & Performance leader.

Rita Annunziata
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