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Mercato obbligazionario: oltre le opportunità “tradizionali”

15 Dicembre 2020 · Gloria Grigolon

Rocco Bove, head of fixed income di Kairos

In un mondo a tassi a zero, contraddistinto da politiche monetarie e fiscali ampiamente accomodanti, per cogliere le opportunità del mercato obbligazionario è necessario cambiare prospettiva. In questo, le categorie un po’ meno tradizionali possono rendere bene

“Ogni anno sembra che il mercato parta sempre col medesimo, erroneo, presupposto: l’obbligazionario rende poco. Ogni anno, o dall’obbligazionario intero o da alcuni comparti, ci si ricrede”. Esordisce così Rocco Bove, Head of fixed income di Kairos Partners Sgr.

Complessivamente, “le banche centrali manterranno un atteggiamento ampiamente accomodante ancora per lungo tempo”. La Bce ha già esteso il proprio ombrello sull’intero 2021, allungando termini e scadenze dei piani non convenzionali fino a quando la crisi pandemica non sarà terminata e comunque fintantoché l’inflazione non avrà raggiunto un livello prossimo ma inferiore al target del 2%. Ad esso andranno ad aggiungersi per il Vecchio Continente le misure legate al Recovery Fund, il Next Generation Eu, un unicum storico per l’Europa, che vedrà negli investimenti sostenibili uno dei principali motori.

“Tra gli osservati speciali del prossimo anno troviamo ancora una volta il Treasury americano, ma è chiaro che il vero rischio per il 2021 si lega alla fase di ripresa. Il rinnovato ottimismo su misure di stimolo da parte del governo statunitense, assieme con una politica accomodante da parte della banca centrale (apertasi ad acquisti diversi dai meri titoli di Stato) hanno spinto il rendimento del decennale a ridosso di nuovi massimi di periodo. “Il Treasury potrebbe andare sopra l’1% in maniera consistente”, innescando un effetto domino tra gli asset rischiosi, con implicazioni su diversi comparti di mercato, dalle valute emergenti, alle materie prime. La questione non è di per sé critica, ma bisognerà osservare se il balzo dei rendimenti sarà accompagnato da una ripresa economica lineare e da livelli di inflazione moderati, che consentiranno alla Federal Reserve di mantenere i tassi agli attuali livelli.

Un “allineamento astrale” pro obbligazionario

Partendo dal presupposto che il 2021 dovrebbe essere l’anno delle riaperture e della ripresa, “potrebbe essere estremamente interessante osservare gli sviluppi sul fronte obbligazionario. L’allineamento astrale tra istituti centrali ancora accomodanti, sforzo fiscale massivo (finalmente in Europa) e ripresa economica creano infatti il contesto ideale per fare bene in alcuni segmenti del reddito fisso”.

Chiaro è, però, che “per ottenere buoni risultati non ci si può limitare all’obbligazionario tradizionale spesso troppo legato alla duration e quindi al rischio tasso di interesse, in un contesto dove non basta più allungarsi sulle scadenze per ottenere dei redimenti interessanti. Per fare bene, è necessario inserire in portafoglio altri fattori di performance come ad esempio muoversi anche lungo le curve di credito o la subordinazione” ha aggiunto Bove.

Rientrano all’interno dell’obbligazionario non tradizionale il mondo dei corporate, che se approcciati con la dovuta cautela e diversificazione, possono andare a ricomprendere anche il mondo high yield; il mondo dei convertibili, molto interessante in termini di rendimenti, ma altrettanto tecnico; il mondo dei paesi emergenti, e le loro relazioni con le economie avanzate; infine, il mondo dei subordinati finanziari, balzati all’attenzione degli operatori nel post Lehman Brother: asset complessi che scambiano con dinamiche a volte diverse dal resto del mercato.

Ultimo, ma non per importanza, il tema del green e del sostenibile, un comparto verso il quale “i flussi sono giganteschi”. Tecnicamente “tutto il mondo che è legato al Green Deal e al green trade è ben posizionato: si tratta di fare una selezione accurata di portafoglio per scovare le migliori opportunità”.

KIS Bond Plus di Kairos: parola d’ordine flessibilità

Tirando le fila su quanto detto, “cambia il contesto di riferimento, cambia il mondo obbligazionario, cambia il modo di costruire il portafoglio, che si fa più flessibile, meno statico, pronto a cambiare anche in corso d’opera l’allocazione interna” per cavalcare i temi caldi del reddito fisso.

“Nel portafoglio KIS Bond Plus adottiamo un approccio flessibile e dinamico, che guarda non solo al rendimento assoluto, ma anche quale gettone di volatilità ci sia dietro il rendimento obiettivo”. Il fondo mira infatti ad ottenere una crescita del capitale nel medio termine investendo nell’intero universo dei titoli di debito, con particolare focus sui titoli corporate e high yield. Lo stile di gestione è attivo, orientato all’ottenimento di performance assolute; il prodotto è a bassa concentrazione accompagnata da elevata diversificazione e fa ampio ricorso a strutture tattiche di overlay di tasso e credito.

KAIROS PARTNERS SGR
Kairos, oggi società del Gruppo Julius Baer, nasce nel 1999 come un’iniziativa imprenditoriale nel settore del risparmio gestito. Con le proprie sedi di Milano, Roma, Torino e Londra offre una selezionata gamma di servizi e soluzioni d’investimento per la clientela privata, gli operatori professionali e gli investitori istituzionali. La partecipazione di alcuni top manager di Kairos nel capitale sociale rafforza il completo allineamento di interessi con la clientela. Kairos intende posizionarsi sul mercato come leader nell’innovazione di prodotto, anticipando con lungimiranza i nuovi trend di investimento che impatteranno il nostro futuro.
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