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Cigni grigi per il 2023: il tuo portafoglio è preparato ad affrontarli? | WeWealth

Cigni grigi per il 2023: il tuo portafoglio è preparato ad affrontarli?

Matilde Sperlinga
16.2.2023
Tempo di lettura: 3'
Non si tratta di eventi impossibili o imprevedibili, quindi è utile analizzare quelli che sono i possibili cigni grigi del 2023 così da essere pronti ad affrontarli. Legal & General Investment Management ne ha analizzati alcuni

Quanti hanno messo fra i desideri per il nuovo anno quello di ricevere una sfera di cristallo così da poter prevedere come si sarebbe comportato il mercato nel 2023? Purtroppo nessuno l’ha ricevuta e quindi prevedere esattamente cosa accadrà rimane solo un desiderio irrealizzabile. Cosa resta da fare agli investitori? Immaginare vari scenari e capire se sono abbastanza preparati per affrontarli.


Un 2022 pieno di sorprese? Non così tanto

Legal & General Investment Management (LGIM) anche quest’anno ha deciso di stilare una lista di possibili cigni grigi che, al contrario di quelli neri, sono in qualche modo prevedibili. Dei venti rischi che LGIM aveva immaginato per il 2022, ben nove sono diventati realtà: il crollo delle vaccinazioni per il Covid, Boris Johnson ha dato le dimissioni, la Russia ha invaso l’Ucraina, Dollaro ed Euro si sono scambiati alla pari, gli Stati Uniti hanno dovuto affrontare due trimestri consecutivi negativi, il valore del mercato delle criptovalute è crollato sotto il miliardo di dollari e si è diffusa una nuova variante del coronavirus. Tutti questi fattori hanno portato a un rallentamento dell’economia mondiale: i costi dell’energia sono saliti alle stelle con conseguente impennata dell’inflazione, le banche centrali hanno reagito alzando i tassi e il mercato obbligazionario è stato colto di sorpresa dopo un lungo periodo di tempo su tassi bassi, se non uguali allo zero. Così per la prima volta in anni, i titoli azionari e obbligazionari hanno avuto una correlazione positiva, muovendosi entrambi al ribasso.


Dai cybercrimini alle tensioni Cina-Taiwan: la lista dei possibili cigni grigi

Se fino a pochi anni fa si pensava che le guerre fossero unicamente fisiche, ora la situazione si è trasformata radicalmente. Proteggere i propri confini non è più sufficiente, è fondamentale proteggere la rete internet del paese: il World Economic Forum (Wef), durante il meeting annuale che si è tenuto a metà gennaio, ha spiegato che gli attacchi hacker stanno diventando sempre più imprevedibili e le tecnologie usate sempre più sofisticate. Già da inizio 2023 il cybercrimine non è si è nascosto, anzi ha sfruttato la vulnerabilità, diventando una minaccia concreta. Inoltre, Cybersecurity Ventures stima che entro il 2025 gli attacchi hacker costeranno 10,5 mila miliardi di dollari annualmente alle economie globali. Insomma, si tratta di un rischio costante che potrebbe esporre dei dati sensibili che impatterebbero direttamente sul mondo della finanza e sull’economia reale.


Un altro rischio individuato da Christopher Teschmacher e Greta Farina, esperti di LGIM, è sempre legato alla connessione dati, ossia la possibilità che i cavi internet sottomarini vengano danneggiati. “Questo obbligherebbe i più importanti istituti finanziari a interrompere temporaneamente la loro attività, costringendoli a trovare fondi alternative per accedere alla rete”.


I rischi non hanno solo a che fare con il mondo di internet e della connessione costante, come si evolverà la situazione tra la Russia e l’Ucraina avrà un forte impatto in questo 2023. Nel migliore dei casi, ovvero con un accordo di pace e la remota possibilità che il gasdotto Nord Stream 2 torni operativo, ci saranno dei miglioramenti di inflazione e crescita. Dall’altro punto di vista, se la guerra dovesse continuare, non si può escludere che la Nato decida di prendere posizione. E rimanendo in campo geopolitico, le tensioni tra Cina e Taiwan non sembrano allentarsi, anzi, sembra che la probabilità di un conflitto sia sempre più alta.


E questi sono solo alcuni dei possibili cigni grigi. Gli esperti di LGIM ne hanno trovati anche altri otto a cui stare molto attenti:

  1. Rischio di stagflazione (indice dei prezzi al consumo > 5% e disoccupazione > 5%) negli Stati Uniti in almeno un trimestre
  2. I prezzi delle case nel Regno Unito crollano di più del 15%
  3. Ci saranno più di 500 IPO, ovvero ci sarà un ritorno verso i livelli di picco
  4. Il prezzo del petrolio Brent raggiungerà i 200 dollari per barile
  5. La Corea del Nord dà il via a un conflitto armato contro la Corea del Sud e il Giappone
  6. Una o più nazioni iniziano le trattative per uscire dall’Unione Europea
  7. Almeno una azienda tech non rispetta il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR)
  8. Almeno uno stato europeo deve affrontare il razionamento del cibo


In conclusione, la domanda da porsi è una sola: siamo pronti per affrontare simili scenari?


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