Tech, non solo USA: Europa e Asia al centro della scena

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Un braccio robotico industriale bianco è posizionato al centro di una stanza luminosa e moderna, fiancheggiata da scaffali pieni di piccoli contenitori, che suggeriscono un ambiente di stoccaggio o di laboratorio automatizzato.

L’evoluzione tecnologica non si ferma ai confini americani. Dai semiconduttori asiatici ai pagamenti, le opportunità extra-USA ridisegnano le mappe e i flussi degli investimenti tecnologici globali

Mentre le grandi capitalizzazioni statunitensi continuano a monopolizzare l’attenzione degli investitori, lontano dai riflettori si consolidano mercati altrettanto vitali per l’innovazione tecnologica. Al di là dell’Atlantico e del Pacifico, infatti, stanno emergendo leader capaci di costruire ecosistemi tecnologici solidi e difficilmente replicabili, sostenuti da filiere integrate, know-how specialistico e regolamentazioni favorevoli. In questo scenario, il rischio per chi si limita a guardare solo agli Stati Uniti è quello di trascurare interi comparti in rapida espansione, con valutazioni ancora interessanti e un forte orientamento a generare valore per gli azionisti. Lo spiega ai lettori di We Wealth Hyun Ho Sohn, Portfolio Manager del FF – Global Technology Fund di Fidelity International.

Un approccio globale agli investimenti tecnologici

Se è vero che gli Stati Uniti restano il cuore pulsante dell’innovazione, è altrettanto vero che la concentrazione esclusiva su questo mercato può risultare limitante. I titoli americani, spesso molto noti e ampiamente detenuti, tendono infatti a mostrare valutazioni elevate e posizioni sovraffollate. L’errore più comune è quindi trascurare la crescita di società extra-USA, che presentano invece fondamentali solidi e competenze distintive nei propri settori di nicchia.

“Molti investitori non si accorgono che esistono protagonisti di rilievo al di fuori degli USA, sottovalutati nonostante i solidi fondamentali” – osserva Hyun Ho Sohn. Queste realtà stanno dando vita a ecosistemi tecnologici difficili da replicare, frutto di anni di esperienza, di filiere integrate e di una forte base di capitale umano qualificato. Un approccio realmente globale permette quindi di intercettare opportunità che non emergerebbero restando ancorati al solo mercato statunitense, ampliando lo spettro di analisi e favorendo una diversificazione geografica capace di sostenere la crescita nel lungo periodo”.

Il vantaggio tecnologico dell’Asia

Oltre gli Usa, in Asia stanno emergendo comparti tecnologici capaci di ridefinire le regole del gioco. La Cina, già leader in veicoli elettrici, batterie e robotica, rafforza il suo ecosistema industriale puntando con decisione all’autonomia tecnologica. Un percorso sostenuto anche da una crescente attenzione verso gli azionisti, che rende il mercato locale più attrattivo.

“Le aziende cinesi sono generalmente più efficienti a causa delle risorse limitate – sottolinea Hyun Ho Sohn – e questa caratteristica ha contribuito ad accrescerne il peso nello scenario globale. Sul piano delle società, spiccano colossi come Alibaba nell’e-commerce e NetEase nel gaming, due esempi del dinamismo di un mercato che continua a generare protagonisti globali. Ma la centralità asiatica non si esaurisce con la Cina. A Taiwan, TSMC si conferma leader assoluto nella produzione di semiconduttori, grazie a tecnologie avanzate e a economie di scala difficilmente replicabili. In Giappone, infine, la internet company LY Corp intercetta il trend della digitalizzazione interna, combinando e-commerce, pubblicità online e soluzioni fintech in grado di sostenerne la crescita sul lungo periodo”.

Sfruttare le competenze di nicchia dell’Europa

Se l’Asia rappresenta la spinta verso l’autonomia tecnologica, l’Europa si distingue invece per la sua capacità di sviluppare competenze di nicchia che la rendono un attore fondamentale nel panorama globale. In particolare, il continente si conferma punto di riferimento nei pagamenti digitali e nei semiconduttori, ambiti strategici in cui le imprese europee hanno costruito posizioni di leadership a livello mondiale.

“Un esempio emblematico – ricorda l’esperto di Fidelity – è Adyen, che si è affermata come piattaforma di pagamento globale, ampliando progressivamente la sua presenza oltre l’Europa. Allo stesso modo, Amadeus guida il settore del software per i viaggi, grazie a una presenza internazionale consolidata e a una tecnologia che supporta compagnie aeree e hospitality. Non meno importante è la specializzazione europea nei semiconduttori, con aziende come la olandese BE Semiconductor Industries (BESI), leader nel confezionamento avanzato. A completare il quadro c’è ASM International (ASMI), focalizzata sulle apparecchiature per la produzione di semiconduttori logici e di memoria. Entrambe dimostrano come la forza europea risieda nella capacità di inserirsi con tecnologie mirate in catene del valore globali sempre più complesse”.

Cogliere l’innovazione globale attraverso la diversificazione

Il percorso attraverso Asia ed Europa non significa mettere in secondo piano il ruolo degli Stati Uniti, che continuano a rappresentare un polo centrale dell’innovazione. Proprio oltreoceano emergono opportunità significative nel cloud computing, nei social media e nelle soluzioni legate all’Intelligenza Artificiale, ambiti che spaziano dal consumer agli impieghi industriali e automotive.

“La chiave è mantenere un approccio equilibrato in un mondo con dinamiche geopolitiche in continua evoluzione” – osserva Hyun Ho Sohn – sottolineando come la diversificazione resti lo strumento più efficace per ridurre rischi e cogliere al tempo stesso il potenziale dei diversi mercati. In ultima analisi, questa prospettiva globale consente di avere esposizione ai driver strutturali di crescita che stanno ridisegnando il settore tecnologico: dall’Intelligenza Artificiale ai semiconduttori, dai pagamenti digitali all’e-commerce“.

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Tech, non solo USA: Europa e Asia al centro della scena

Quali sono i mercati tecnologici emergenti che stanno guadagnando importanza al di fuori degli Stati Uniti?

L'articolo evidenzia che Europa e Asia stanno emergendo come centri vitali per l'innovazione tecnologica, consolidando mercati che vanno oltre i riflettori delle grandi capitalizzazioni statunitensi. Questi mercati stanno costruendo ecosistemi tecnologici solidi grazie a filiere integrate e know-how specialistico.

In che modo l'Asia si distingue nel panorama tecnologico globale secondo l'articolo?

L'Asia possiede un vantaggio tecnologico significativo, caratterizzato da ecosistemi tecnologici solidi e difficilmente replicabili. Questo è supportato da filiere integrate, un know-how specialistico avanzato e regolamentazioni favorevoli che ne potenziano la crescita.

Quali sono i punti di forza dell'Europa nel settore tecnologico menzionati nell'articolo?

L'Europa eccelle nello sfruttare competenze di nicchia nel settore tecnologico. La sua forza risiede nella capacità di costruire ecosistemi tecnologici unici, supportati da filiere integrate e un know-how specialistico che la rendono un attore importante nell'innovazione globale.

Qual è il rischio per gli investitori che si concentrano esclusivamente sui mercati tecnologici statunitensi?

Il rischio per chi si limita a investire solo negli Stati Uniti è quello di perdere opportunità significative in mercati altrettanto vitali per l'innovazione tecnologica. L'articolo suggerisce che l'esclusione di Europa e Asia può portare a una visione incompleta del potenziale di crescita globale.

Come si può cogliere l'innovazione globale secondo l'approccio suggerito dall'articolo?

L'articolo suggerisce di cogliere l'innovazione globale attraverso la diversificazione degli investimenti. Questo implica guardare oltre i mercati tradizionali e considerare i leader emergenti in Europa e Asia, che offrono ecosistemi tecnologici solidi e competenze specialistiche.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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