Private insurance e società fiduciarie, insieme per la clientela wealth

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Semplificazione e discrezione: ecco come il private insurance può arricchire il servizio offerto dalla società fiduciaria per la clientela HNWI e UHNWI

Sempre più individui di elevato standing patrimoniale (hnwi, high-net-worth individuals e uhnwi, ultra high-net-worth individuals) e le loro famiglie scelgono di gestire il proprio patrimonio attraverso una holding familiare o affidandolo a una società fiduciaria che ne amministri gli asset per loro conto. In questo contesto, le soluzioni di private insurance offrono interessanti opportunità per la clientela che sceglie tale approccio di gestione patrimoniale, semplificandone gli adempimenti e tutelandone la privacy. Ne parliamo con Matteo Ronchetti, Country Head Italy e Marco Sasso, Senior Legal & Tax Advisor di SOGELIFE.

In che modo SOGELIFE si posiziona rispetto a questo segmento di mercato?

Matteo Ronchetti: Siamo presenti sul mercato italiano da oltre 10 anni, lasso di tempo nel quale abbiamo avuto modo di sviluppare una particolare expertise nell’offerta di soluzioni specificamente pensate per le persone giuridiche. Tale specializzazione è nata per intercettare un trend diffuso tra i clienti hnw e uhnw, che ha visto un numero sempre maggiore di essi delegare in parte o in tutto la gestione dei propri patrimoni a società fiduciarie o holding familiari. La differente veste legale non ha tuttavia mutato le esigenze di sicurezza, flessibilità e discrezione che caratterizzano la clientela hnw e uhnw. Non stupisce quindi che molto spesso tali società abbiano fatto ricorso agli strumenti di private insurance per conto dei propri clienti, in particolare alle polizze vita lussemburghesi. Esse sono infatti uno strumento conosciuto e diffuso tra la clientela hnw e uhnw europea e italiana.

Quando e perché una società fiduciaria sottoscrive una polizza? Cosa cambia per il cliente e la compagnia d’assicurazione?

Marco Sasso: Nel caso in cui il cliente facoltoso detenga ancora il patrimonio in maniera diretta, egli può richiedere alla società fiduciaria di sottoscrivere per suo conto la polizza vita, in qualità di contraente attraverso la c.d. intestazione fiduciaria. Sempre il cliente-fiduciante designerà quindi i beneficiari della polizza, indicando come assicurato sé stesso. Questa scelta viene di regola effettuata dal fiduciante per beneficiare un soggetto garantendo maggiore riservatezza. Ma non è tutto. Un’ulteriore possibilità prevede che il fiduciante possa instruire la società fiduciaria ad assumere il ruolo di beneficiario della polizza in caso di decesso, così che questa possa amministrare i relativi diritti per conto dei beneficiari/eredi secondo le disposizioni del fiduciante assicurato. Oltre a una maggiore personalizzazione nelle modalità di liquidazione del capitale assicurato dalla compagnia a favore dei soggetti beneficiari, vi è anche un incremento della privacy, dato che i loro nominativi restano riservati nei confronti di terzi in sede di liquidazione finale e/o riscatto parziale.

Passiamo agli aspetti amministrativi. Quali sono gli obblighi sotto il profilo fiscale e che cosa comportano nella pratica per il contraente?

M.S.: La sottoscrizione di una polizza vita estera come quella lussemburghese prevede una serie di obblighi di natura dichiarativa nonché di adempimenti fiscali. Per quanto concerne i primi, il Contraente di una polizza vita estera é tenuto a segnalare quest’ultima al Fisco tra gli investimenti esteri nell’apposito quadro RW all’interno della dichiarazione annuale dei redditi (Investimenti e attività finanziarie all’estero, monitoraggio – IVIE/IVAFE). Quanto agli obblighi di natura impositiva, invece, si distinguono l’imposta sul capital gain, quella sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) e quella sul valore del contratto assicurativo (IVCA) attualmente pari allo 0,45% e che proprio in questi giorni è in discussione in Legge di Bilancio di elevare l’Imposta sulle Riserve Matematiche (IRM) allo 0,50% con un potenziale impatto speculare anche per l’imposta gemella IVCA. In merito all’IVCA, la provvista che il cliente deve fornire annualmente alla fiduciaria potrà rientrare nello scopo della cedola periodica, di cui in seguito la descrizione del funzionamento. Quando la compagnia assicurativa non è bi-optata – ossia non agisce in qualità di sostituto d’imposta, come nel caso di SOGELIFEtali incombenze, divenute via via più complesse in capo al cliente, possono essere delegate alla fiduciaria. In tal caso, sarà quest’ultima, in base al tipo di mandato prescelto dal fiduciante, ad adempiere agli obblighi appena richiamati, a fronte del relativo costo, assumendosi cosi il ruolo di Sostituto d’Imposta. Si presenta anche un’altra opportunità: la possibilità di attribuire anche l’amministrazione del beneficio della polizza in caso di decesso della persona assicurata. Questo permette di semplificare la fase della liquidazione della polizza ed a certe condizioni la fiduciaria potrà anche espletare gli obblighi fiscali nei confronti dei beneficiari/eredi.

Per concludere, in che modo le soluzioni di SOGELIFE vengono incontro alle esigenze dei clienti che ricorrono all’intestazione fiduciaria?

M.R.: SOGELIFE ha sviluppato una soluzione ad hoc per l’intestazione fiduciaria delle polizze vita. Questo permette di semplificare il processo di adempimento di tali obblighi e rendere più trasparente e fluida possibile la relazione tra compagnia assicurativa, società fiduciaria e cliente. In sede di sottoscrizione, infatti, è possibile inserire un’opzione contrattuale che prevede lo stacco di una cedola periodica che soddisferà i bisogni di liquidità legati alla liquidazione delle imposte dovute e al saldo dell’onorario della fiduciaria. Così facendo, quest’ultima potrà essere certa di ricevere la provvista in tempo utile per il pagamento delle imposte, senza dover disturbare il fiduciante a ogni scadenza. Quanto all’ammontare della cedola, esso verrà definito dalla fiduciaria su istruzione ricevuta dal fiduciante, e il suo importo sarà prelevato decrementando il premio inizialmente versato. La durata dell’opzione contrattuale è di massimo 10 anni, ferma restando la libertà di interromperla o modificarla in qualsiasi momento.

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Private insurance e società fiduciarie, insieme per la clientela wealth

Quali sono le principali ragioni per cui individui con elevato standing patrimoniale si rivolgono a società fiduciarie per la gestione dei propri asset?

Individui con elevato standing patrimoniale scelgono di gestire il proprio patrimonio attraverso holding familiari o affidandolo a società fiduciarie per semplificare la gestione dei propri asset. Questo approccio mira a ottimizzare l'amministrazione del patrimonio per conto loro.

In che modo le soluzioni di private insurance possono semplificare gli adempimenti per la clientela wealth che utilizza società fiduciarie?

Le soluzioni di private insurance offrono opportunità interessanti per la clientela wealth che si affida a società fiduciarie, semplificando gli adempimenti legati alla gestione patrimoniale. Questo permette una maggiore efficienza nella gestione degli investimenti e degli asset.

Quali sono gli aspetti fiscali da considerare quando una società fiduciaria sottoscrive una polizza per conto di un cliente?

Gli aspetti fiscali sono cruciali e comportano specifici obblighi per il contraente, che devono essere attentamente valutati. La normativa fiscale definisce le modalità di tassazione e le implicazioni per il beneficiario della polizza.

Come le soluzioni di SOGELIFE rispondono alle esigenze specifiche dei clienti che optano per l'intestazione fiduciaria?

Le soluzioni di SOGELIFE sono pensate per venire incontro alle esigenze dei clienti che ricorrono all’intestazione fiduciaria, offrendo strumenti che facilitano la gestione patrimoniale e semplificano gli adempimenti. Questo si traduce in un supporto mirato per la clientela wealth.

Quali sono i vantaggi per una compagnia d'assicurazione nel collaborare con società fiduciarie per la clientela wealth?

La collaborazione tra compagnie d'assicurazione e società fiduciarie apre nuove opportunità di mercato per la clientela wealth, permettendo di offrire soluzioni personalizzate e semplificate. Questo favorisce una gestione più efficiente degli asset e degli investimenti.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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