Passaggi generazionali: perché anticipare conviene

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Uomo in abito scuro con cravatta, sorride davanti a un arazzo con figure storiche.

La Great Wealth Transfer non è solo una questione demografica: è una rivoluzione patrimoniale in cui tempismo e dialogo tra generazioni fanno la differenza

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Il più grande trasferimento di ricchezza della storia italiana è già in corso. Oltre 180 miliardi di euro cambieranno di mano entro il 2028 e, secondo le stime AIPB, la cifra potrebbe superare i 300 miliardi entro il 2033. Una transizione che va ben oltre il passaggio di patrimoni: riguarda il futuro delle imprese familiari e la capacità di preparare per tempo il ricambio generazionale. Ne parliamo con Pietro Ebreo, Managing Partner di Ebreo & Partners e Adjunct Professor di Fiscalità delle Imprese presso il GSoM del Politecnico di Milano.

Perché l’Italia è considerata un paradiso fiscale per i passaggi generazionali?

Sotto il profilo della tassazione delle donazioni e successioni, i trasferimenti di patrimoni ai discendenti in linea retta (figli o nipoti) godono di un regime favorevole grazie a:
• un elevato valore di patrimonio detassato (franchigia) per discendente, pari a un milione per le donazioni e un altro milione per le successioni;
• un’aliquota del 4% oltre la franchigia;
• esenzioni per i passaggi di partecipazioni societarie ed esclusioni dei trasferimenti di immobili (e aziende) a determinate condizioni;
• basi imponibili che possono essere inferiori rispetto ai valori di mercato: valore della frazione di patrimonio netto da bilancio, per le società non quotate; valore catastale per gli immobili (fatte salve le esenzioni ed esclusioni).
In passato ci sono stati tentativi di rendere più onerosi i passaggi generazionali e non si può escludere che ciò non possa avvenire in futuro.

In caso di trasferimento di partecipazioni quali esenzioni possono essere applicate?

L’esenzione si può applicare nel caso di azioni o quote di società di capitali (spa, sapa, srl), relativamente ai pacchetti di controllo con mantenimento dello stesso da parte dei donatari o eredi per un periodo non inferiore a cinque anni; per i trasferimenti di quote di società di persone (snc, sas, ss) non è invece richiesto il requisito del controllo, mentre il lock-up quinquennale è riferito al mantenimento della titolarità della partecipazione.

Con la Riforma Fiscale, l’esenzione è stata inoltre estesa: 1) ai trasferimenti di quote di società senza impresa (tipicamente le società semplici) dal momento che non viene fatta alcuna distinzione relativamente alla forma giuridica della società le cui partecipazioni sono trasferite; all’oggetto sociale; all’effettivo esercizio di un‘a ’attività d’impresa; alla tipologia di patrimonio posseduto; alla funzione assunta – es. superholding di gruppo – per tutti, si veda lo Studio n. 100-2024/T del Notariato; nonché 2) ai trasferimenti di azioni o quote di società residenti in Paesi UE o appartenenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni.

Cosa succede quando un genitore paga il prezzo di un immobile acquistato dal figlio?

È un caso classico. Le donazioni indirette finalizzate all’acquisto di immobili (o anche aziende) soggetti all’imposta di registro con aliquota proporzionale non sono considerate donazioni tassabili e non erodono nemmeno la franchigia disponibile (art. 1, comma 4-bis, D.Lgs. n. 346/90).

Come si prepara un patrimonio al momento del passaggio?

Non sempre i patrimoni di famiglia e di impresa sono adeguatamente strutturati per il passaggio generazionale. Spesso occorre intervenire sull’assetto proprietario dei diversi beni d’impresa (aziende, marchi, brevetti, partecipazioni societarie, immobili) e sui beni di famiglia (liquidità, attività finanziarie, immobili, ma anche oggetti d’arte e da collezione).

Queste riorganizzazioni sono quindi essenziali e in Italia sono favorite da un regime generalizzato di neutralità fiscale, con la detassazione dei conferimenti di azienda o di partecipazioni, delle scissioni, delle fusioni e trasformazioni. Tali operazioni normalmente portano alla creazione di veicoli societari o enti specializzati in relazione agli asset posseduti e delle funzioni da svolgere, nonché di società holding sia di primo livello (cd. holding industriali) sia di secondo livello (holding cassaforte). I veicoli societari ben strutturati consentono di rendere efficienti anche i flussi reddituali e di liquidità all’interno dei gruppi; si pensi alla tassazione finita dell’1,2% sulle plusvalenze su partecipazioni o sui dividendi infragruppo.

Quando le famiglie sono molto ramificate quale organizzazione interna può facilitare il confronto tra eredi?

L’organizzazione attraverso holding di primo e secondo livello può presentare vantaggi di diversa natura: asset protection, tipicamente garantita dalle holding di primo livello per separare gli asset dinamici e rischiosi (normalmente i rami di azienda produttivi) da quelli statici non rischiosi (tipicamente immobili ma anche intangibles: marchi, brevetti) di modo che l’eventuale dissesto delle società operative non intacchi il patrimonio posseduto dalla holding; stabilizzazione della governance dei gruppi, centralizzando nelle holding di primo livello gli interessi e le decisioni strategiche dei soci; stabilizzazione dell’assetto proprietario nei passaggi generazionali dai fondatori alle generazioni successive attraverso la creazione di holding cassaforte di secondo livello per ogni ceppo/ramo familiare.

In tal modo le holding cassaforte rendono fissa la quota di partecipazione delle famiglie dei fondatori nella holding industriale di primo livello, evitando così la frammentazione degli interessi conseguente al moltiplicarsi del numero di soggetti titolari delle partecipazioni (figli e nipoti dei fondatori). In breve: prima ci si mette d’accordo nella holding di ogni ramo di famiglia, poi si vota nella holding comune dei diversi rami.

Cos’è importante perché un passaggio generazionale funzioni?

Impostare i piani di successione, i piani di formazione e condividere i valori dell’impresa e della famiglia, oltre che riorganizzare il patrimonio aziendale e personale, costituiscono i fattori chiave per tutelare il valore dell’impresa e la stabilità dei rapporti familiari nel medio-lungo periodo.

Articolo tratto dal n. 5 del Magazine Family Office & Family Business. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.

Donna con capelli scuri, giacca scura, tiene occhiali in mano.

di Maria Giovanna Arena

Maria Giovanna Arena è una giornalista specializzata in economia, investimenti e gestione patrimoniale. Collabora con We Wealth, dove segue temi legati ai mercati finanziari, al wealth management, alla pianificazione patrimoniale e alle strategie di investimento, con particolare attenzione ai trend che influenzano famiglie, investitori e professionisti della consulenza finanziaria.

In passato ha maturato una lunga esperienza nel giornalismo economico-finanziario, collaborando anche con testate specializzate come Milano Finanza.

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