Affrontare il 2023 diversificando a Oriente

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Gli scenari macroeconomici e i loro impatti sui mercati azionari e obbligazionari globali sono stati il tema principale dell’Annual Meeting di Carmignac, durante il quale è emersa l’importanza di guardare con nuovi occhi all’Estremo Oriente

Il rallentamento della crescita mondiale e la desincronizzazione dei cicli monetari ed economici saranno le tematiche più importanti da tenere in considerazione nel 2023. Questa la view degli esperti di Carmignac, emersa nel corso del tradizionale Annual Meeting con gli investitori e i professionisti del settore finanziario. Ecco i passaggi più importanti della conferenza.

L’Atlantico passa il testimone al Pacifico

Il diminuire delle pressioni inflazionistiche potrebbe contribuire a sostenere i consumi nei primi sei mesi dell’anno ma, avvertono gli esperti della casa di gestione parigina, occorrerà fare attenzione ad alcune componenti dell’inflazione core, che potrebbero indurre le banche centrali a proseguire la loro politica restrittiva

La resilienza dei consumi americani continuerà a posticipare l’ingresso dell’economia Usa in recessione, attesa per il secondo semestre del 2023 per effetto della particolare celerità con cui la Federal Reserve ha rialzato i tassi di interesse. La recessione tarderà ad arrivare anche in Europa grazie a un inverno insolitamente mite, ai sussidi di natura fiscale erogati dai governi e alla capacità di adattamento delle aziende del Vecchio Continente. “Confermiamo la prospettiva di una ripresa fiacca a partire dal secondo trimestre – spiega Raphaël Gallardo, Chief Economist di Carmignac – poiché l’impatto degli interventi monetari della BCE non si è ancora espresso pienamente. Puntiamo su uno spostamento del motore di crescita dell’economia dal blocco atlantico, ossia Europa e Stati Uniti, verso la Cina”. Per quanto riguarda il Dragone, infatti, la fine della zero covid policy dovrebbe far ripartire i consumi, con benefici per la crescita. “La ripresa cinese è l’unica a sembrare duratura e non inflazionistica perché il paese partiva da un output gap negativo, ossia una situazione di notevole sottoutilizzo dei fattori produttivi”. 

Diversificazione, ora più che mai 

A partire da dicembre 2021, in poco più di un anno Fed, BCE e BoE hanno rispettivamente alzato i tassi di 450, 350 e 400 punti base. “Sebbene questo sia stato il ciclo di rialzi più rapido della storia – Rose Ouahba, Head of Fixed Income e Fund Manager di Carmignac – la dinamica dei tassi dovrebbe stabilizzarsi nel corso del nuovo anno”. Una conseguenza positiva per gli investitori è che l’aumento dei rendimenti a livello globale ha reso nuovamente interessanti gli asset obbligazionari, soprattutto se messi a confronto con l’equity

Un importante tassello della nostra strategia – aggiunge David Older, Head of Equities, Fund Manager di Carmignac – è la diversificazione, che nel 2023 sarà più che mai fondamentale”. In particolare, sui mercati emergenti si prospettano opportunità di diversificazione in quei paesi che sono stati capaci di mettere in atto decise strette monetarie, le quali permettono ora alle loro economie di godere del rallentamento dell’inflazione. “Le nostre convinzioni privilegiano investimenti in titoli growth rigorosamente selezionati e nei segmenti con valutazioni inferiori alla media, equilibrati da esposizioni in settori a basso beta. Infine, a livello geografico i paesi dell’Estremo Oriente, con Cina e Giappone in testa, presentano interessanti opportunità di investimento”, conclude l’esperto.

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