Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello

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Auto sportiva rossa d'epoca con ruote a raggi e volante in legno.

La Ferrari 166 MM voluta da Gianni Agnelli racconta il suo lato più anticonformista e la nascita di una delle sportive più iconiche di Maranello. Dalle visite clandestine dell’Avvocato alla Carrozzeria Touring ai successi alla Mille Miglia e a Le Mans, la
“barchetta” divenne un capolavoro di stile e oggi vale diversi milioni di euro

Indice

È ben nota l’indipendenza di gusto e di carattere di Gianni Agnelli, per tutti l’Avvocato, che veniva considerato un’icona di stile e di costume, per la sua indole trasgressiva e anticonformista.

Celebri furono anche il suo look originale ed estroso e il suo stile di vita spericolato, caratterizzato da scorribande e fughe notturne in località alla moda su auto sportive o barche di lusso.

Si possono annoverare tra queste anche le furtive visite presso la Carrozzeria Touring di Milano per seguire da vicino l’allestimento della sua personale Ferrari 166 MM, contribuendo per di più a definirne vari particolari.

Si racconta che l’Avvocato usasse addirittura parcheggiare lontano dalla carrozzeria per raggiungerla a piedi, nel quartiere Musocco, cercando così di tenere nascosta al Presidente della Fiat Vittorio Valletta (che stava traghettando il colosso torinese dalla Presidenza del Fondatore Giovanni Agnelli a quella dell’ancora giovane nipote Gianni) questa frequentazione clandestina.

Valletta gli aveva intimato di non farsi vedere alla guida di vetture non Fiat, per non dare l’impressione di disdegnare le vetture di casa.

Ma il giovane rampollo era irrequieto e amava le sfide e le auto sportive.

Non aveva resistito al richiamo di quel nuovo marchio, Ferrari, nato solo da un paio d’anni ma che stava dominando le più prestigiose corse del mondo.

La sua Ferrari doveva essere esclusiva e fu quindi commissionata in una colorazione metallizzata del tutto insolita che sulle prime contrariò i vertici Touring, salvo conquistarli a lavoro finito: blu scuro la parte superiore, verde scuro quella inferiore.

Il risultato fu strepitoso.

La Ferrari 166 MM

La vettura, scoperta con interno di pelle beige e cuciture a colore contrastante, era di un’eleganza indescrivibile, è tuttora esistente e ovunque viene presentata fa puntualmente incetta di premi e riconoscimenti.

La 166 è il terzo modello prodotto dalla neonata casa automobilistica, la prima vettura declinata anche in versione stradale (la 166 Inter) con la cui vendita Ferrari intendeva finanziare il settore corse, la sua vera passione.

La 166 venne presentata al Salone dell’Automobile di Torino del 1948, il primo salone internazionale al quale partecipava la Ferrari.

Auto d'epoca blu scuro con interni color cuoio, parcheggiata su strada acciottolata.

Le versioni erano due, la Inter Berlinetta, cioè la “stradale” con finiture di lusso destinata ad essere carrozzata (in allestimento coupé o cabriolet) dai migliori specialisti dell’epoca, e la MM solo scoperta da competizione, la cui denominazione celebrava la vittoria della Mille Miglia avvenuta pochi mesi prima con la 166 S, della quale costituiva un’evoluzione.

Le due auto utilizzavano un telaio tubolare Gilco (allungato nella versione Inter) e condividevano lo stesso straordinario motore a 12 cilindri a V di 2 litri, progettato da Gioacchino Colombo e derivato direttamente dai modelli da corsa.

La versione carrozzata

La MM nella versione carrozzata da Touring secondo il celebre metodo “Superleggera” (pannelli d’alluminio applicati a piccoli tubi d’acciaio), stabilì immediatamente nuovi canoni di design per le vetture sportive, rivoluzionando la consuetudine corrente che prevedeva l’aumentare della larghezza verso la parte inferiore, disponendola invece a metà fiancata.

La vettura aveva una linea pulita e armoniosa, i parafanghi erano integrati, appena accennati, ma ben identificati da un solco che partiva all’altezza dei fanali e la fiancata era percorsa da una nervatura continua in rilievo.

Ciò ricordava il profilo di uno scafo, richiamato anche dall’abitacolo arretrato e a due soli posti.

Da qui l’originale soprannome “barchetta” affibbiato alla vettura, secondo le cronache da parte del giornalista e fondatore della Mille Miglia Giovanni Canestrini, al quale non sfuggì il sapore vagamente nautico della MM.

Da allora nacque così una nuova tipologia di vetture, poiché da quel momento tutte le sportive spartane e senza capote, nemmeno di fortuna, vengono definite con tale appellativo.

La linea assolutamente essenziale della MM, del tutto priva di qualsiasi ornamento inutile ed esempio quindi di estrema funzionalità sportiva, ne fece un capolavoro di eleganza ed equilibrio tale da influenzare in maniera significativa tutta l’industria automobilistica mondiale.

La Ferrari 166 MM, un purosangue da competizione

Ma lungi dal restare un mero sia pur felicissimo esercizio stilistico, la 166 MM si confermò un vero purosangue da competizione, conquistando subito i primi due posti della Mille Miglia del ’49 e sbancando la 24 Ore di Le Mans, quest’ultima con alla guida il pilota e importatore Ferrari per l’America Luigi Chinetti che condusse la 166 ininterrottamente per circa 23 ore, record rimasto imbattuto (anche per i regolamenti che oggi pongono limiti al tempo di guida da parte di un singolo pilota).

Le due prestigiose vittorie consentirono alla Ferrari di comparire trionfalmente per la prima volta su tutti i giornali sportivi internazionali, ponendo le basi per quella enorme reputazione mondiale della quale la Casa ancora gode.

Da quel momento tutti volevano una Ferrari, a conferma della bontà dell’intuizione del Drake che considerava i successi agonistici internazionali i migliori strumenti di marketing.

Non tutte le 166 MM furono tuttavia opera di Touring, che vestì 25 barchette e 5 coupé delle poco meno di 50 MM complessivamente prodotte; le altre furono allestite da Zagato, Allemano, Vignale e dalla Carrozzeria Autodromo.

Di quest’ultima è ben nota la vettura che nel ‘53 funse da “camera car” alla Mille Miglia con a bordo in qualità di regista e cameraman (ingaggiato dalla Shell) Bill Mason, padre di Nick, futuro batterista dei Pink Floyd, nonché uno dei più grandi collezionisti Ferrari del mondo.

A Hollywood

La stessa vettura giunse poi a Hollywood, dove fu protagonista nel ‘55 nel film “The Racers” condotta da John Fitch e Kirk Douglas.

Altre 166 famose furono la MM gialla e blu ordinata dall’Automobile Club Argentina e destinata ad Evita Peron, gli esemplari acquistati e poi modificati dai fratelli Marzotto e la coupé Vignale donata da Ferrari al pilota José Froilán González come premio per la prima vittoria assoluta della Ferrari in una gara del Campionato Mondiale di Formula 1; da non dimenticare è poi la Inter del ’49 carrozzata Stabilimenti Farina consegnata a Roberto Rossellini, prima di una lunga serie di Ferrari.

Le 166 sono oggi vetture di altissimo livello collezionistico che vengono trattate quasi esclusivamente nelle più prestigiose aste internazionali.

Se le Inter sono generalmente quotate intorno al milione di euro, per le MM spesso è necessario almeno triplicare la cifra, per salire poi in maniera vertiginosa, anche oltre i dieci milioni, per esemplari certificati o con pedigree sportivi di alto livello.

Domande frequenti su Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello?

Quando si investe in Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello?

I rischi associati a Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello?

Le prospettive future per Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello?

La valutazione della performance degli investimenti in Ferrari 166 MM, una barchetta a Maranello richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Pier Angelo Roncaccioli

Avvocato per formazione, collezionista per passione, appassionato d’arte e antiquariato, esperto di automobili e motoleggere d’epoca

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