David Hockney (Bradford, 9 luglio 1937 – Londra, 11 giugno 2026), uno degli artisti più popolari e influenti dell’ultimo secolo, è morto all’età di 88 anni. Lo ha reso noto nella giornata di venerdì il suo ufficio stampa: «David Hockney è morto serenamente nella sua casa l’11 giugno 2026, un mese prima del suo 89° compleanno. L’eredità duratura di David Hockney riflette il suo profondo entusiasmo per la vita, il suo straordinario senso dell’umorismo, la sua immensa generosità e la sua curiosità investigativa. Ha fumato fino alla fine». Hockney con fierezza fumava, detestando la “dittatura” del no-smoking.
Morto David Hockey, esegeta delle piscine
Hockney nacque a Bradford, nell’Inghilterra del nord, nel 1937. Celebrato in vita per l’uso audace del colore, l’innovazione tematica delle sue opere e per la capacità mai paga di esplorare nuovi media di lavoro, come l’iPad. Le sue opere spaziano dalla pittura al disegno, dalla fotografia alle vetrate, fino alla scenografia e sono custodite (anche) in importanti collezioni private.
Il trasferimento a Los Angeles, avvenuto nel 1964, costituì per lui un punto di svolta. Qui abbandonò i suoi primi esperimenti nell’espressionismo astratto per avvicinarsi alla figurazione, realizzando alcune delle sue opere più acclamate, tra cui la celebre serie delle piscine, la “Swimming Pool”. Fra queste, la magnetica “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” del 1972 superò i 90 milioni di dollari da Christie’s nel 2018, stabilendo all’epoca un nuovo record per un’opera di un artista vivente in asta. Lo superò poco dopo, con la sua scultura Rabbit, Jeff Koons.

Quell’opera esistenziale e dolorosa (autobiografica della fine di un amore) restò però nell’immaginario collettivo, finendo anche alle pareti di una serie animata di culto come Bojack Horseman.

La Normandia e Harry Styles
Negli anni seguenti alla California alternò Yorkshire e Stati Uniti, prima di trasferirsi in Normandia, dove si dedicò alla pittura di paesaggio utilizzando un Apple iPad e facendo ritratti a personalità celebri, come la popstar Harry Styles. Tre anni fa tuttavia fece ritorno a Londra. Qui, a marzo 2026, alle Serpentine Galleries, ha inaugurato una mostra incentrata proprio sul suo periodo francese e sulle nuove opere.

La prossima mostra alla Tate Britain e i riconoscimenti (con qualche rivincita)
Nel 2027 la Tate Britain gli dedicherà una grande retrospettiva, giusto dieci anni dopo quella sua mostra che fu l’esposizione più visitata nella storia del museo londinese. Ed è stato proprio Alex Farquharson, direttore della Tate Britain, a dichiarare al Financial Times che la morte dell’artista «chiude uno straordinario corpus di opere caratterizzato dalla reinvenzione. (Hockney) ha toccato moltissime persone con il suo talento sorprendente, il suo amore per l’arte e per la vita, e le sue intuizioni profonde e anticonvenzionali. Il suo lavoro continua a influenzare la nostra cultura, ben oltre il mondo dell’arte».
David Hockney lascia Jean-Pierre Gonçalves de Lima, compagno di lunga data. La Gran Bretagna lo nominò membro dell’Order of the Companions of Honour nel 1997, e nel 2012 entrò a far parte dell’Order of Merit. Sempre nel 2012 è entrato a far parte, con il grado di ufficiale, della Légion d’Honneur francese.
Lo scorso novembre 2025 il suo Christopher Isherwood and Don Bachardy del 1968 ha raggiunto i 44,3 milioni di dollari in asta da Christie’s prendendosi una rivincita su un clamoroso unsold di 40 anni prima. Motivo? La coppia ritratta era LGBTQ. I tempi cambiano, per fortuna.


