I securities services sono uno dei pilastri meno visibili, ma più essenziali, dell’infrastruttura finanziaria globale. Custodia degli asset, controllo dei processi, tutela degli investitori, gestione della complessità normativa e innovazione tecnologica: dietro il funzionamento quotidiano dei mercati si muove un ecosistema chiamato a evolvere rapidamente sotto la spinta di digitalizzazione, intelligenza artificiale (AI), distributed ledger (Dlt) e crescente pressione regolamentare.
In questo scenario, gli operatori del settore stanno progressivamente trasformandosi da semplici esecutori operativi a partner strategici per clienti istituzionali sempre più focalizzati su efficienza, scalabilità e controllo dei rischi.
Ne abbiamo parlato con Valeria Dal Corso, amministratore delegato di Societe Generale Securities Services, che racconta come sta cambiando il ruolo dei securities services e quali siano oggi le principali sfide per il settore.
I servizi che stanno dietro le quinte degli investimenti sono poco visibili, ma essenziali per il funzionamento dei mercati. In cosa consiste il ruolo dei securities services e come sta evolvendo il settore?
I securities services sono parte integrante dell’infrastruttura dei mercati. È vero che sono invisibili, ma svolgono un ruolo fondamentale di garanzia: custodiscono e controllano gli asset dei clienti, contribuendo così a proteggere il risparmio degli investitori finali.
Negli ultimi anni il settore è cambiato tantissimo. I due grandi driver del cambiamento sono stati, da un lato, la crescente pressione regolamentare, che richiede controlli sempre più importanti anche a tutela dell’investitore finale; dall’altro, l’evoluzione tecnologica. Qui, mi riferisco agli investimenti per efficientare e digitalizzare i processi, all’intelligenza artificiale e, non da ultimo, alle nuove tecnologie di distributed ledger, sempre più diffuse nel settore.
La sfida per un securities services provider è passare dal ruolo di esecutore operativo a quello di partner strategico di riferimento, capace di accompagnare il cliente nella sua evoluzione e di creare valore aggiunto per l’investitore finale.
In un contesto di forte trasformazione, come sintetizzerebbe oggi la vostra strategia e quali sono le priorità su cui state investendo?
Siamo in un momento di grande trasformazione. La nostra strategia può essere riassunta in tre verbi di azione: crescere, evolvere e mantenere.
Crescere significa rafforzare il nostro posizionamento, proteggere e creare fiducia.
Mantenere significa preservare le relazioni e la fiducia, che nel nostro mestiere sono un elemento chiave. Infine, da ultimo evolvere: in un mercato che cambia dobbiamo cambiare anche noi. Per me l’evoluzione si sviluppa su due assi principali. Come dicevo, il primo è proprio quello della tecnologia: processi, digitalizzazione, distributed ledger, intelligenza artificiale, ma anche attenzione alla qualità e alla correttezza del dato. Soprattutto in un contesto in cui i processi evolvono grazie all’intelligenza artificiale, se la base dati non è di qualità il risultato non può essere buono.
Il secondo asse, forse ancora più importante, riguarda le persone e le competenze. Non c’è tecnologia che possa funzionare senza competenze solide, aggiornate e adeguate nel tempo, così come senza nuove modalità di lavoro che sono diverse rispetto a quelle a cui eravamo abituati.
Tra crescente regolamentazione, complessità operativa e pressione sui costi, quali sono oggi le principali sfide per gli operatori e come stanno cambiando le esigenze dei vostri clienti istituzionali?
La pressione regolamentare continua e, all’interno di un quadro sempre più europeo, richiede investimenti costanti. Da un lato la sfida è continuare a investire in tecnologia per supportare i cambiamenti normativi e avere modelli operativi più efficienti. Dall’altro lato, semplificare la complessità.
Che cosa chiedono oggi i nostri clienti? Un modello operativo più efficiente e competitivo. La competitività passa, infatti, necessariamente da una maggiore efficienza. Per questo i nostri clienti chiedono sempre più supporto e vedono nel proprio securities services provider un partner strategico, capace di accompagnarli nell’evoluzione e di semplificare la complessità, aiutandoli ad avere una visione end-to-end dei processi, dall’inizio alla fine.
Il tema centrale dei prossimi anni sarà quindi trovare un equilibrio tra efficienza operativa, semplificazione della complessità (tipica di questo settore), tecnologia e competenze del personale.
Abbiamo parlato di innovazione, digitalizzazione e automazione. Quale ritiene sia oggi il vostro principale elemento distintivo in un contesto sempre più competitivo?
L’innovazione è un tema da cui non si può tornare indietro. Innovazione significa rendere i processi più scalabili, inserire intelligenza artificiale (Ai) e tecnologie di distributed ledger (Dlt).
Ma investire in innovazione non può prescindere dall’investire nella formazione e nella professionalità delle persone.
Credo che oggi sia fondamentale sviluppare una maggiore capacità critica rispetto a queste nuove tecnologie. La nostra forza e il nostro elemento distintivo sono proprio la capacità di combinare la solidità di un partner con competenze profonde, con le migliori tecnologie disponibili e oltre vent’anni di esperienza nel settore. Mettere il cliente al centro continua a fare la differenza ed è questo, a mio avviso, l’elemento chiave.

