Durante il Wealth Management Summit organizzato da We Wealth a Milano, una tavola rotonda ha esplorato il ruolo crescente delle piattaforme digitali nel settore del wealth management. Antonio Marangi, Vice Presidente Esecutivo di Finint Private Bank, Nicola Pepè, Senior Business Development Manager di Objectway, e Simone Putignano CFO e Co-Founder di Recrowd, hanno condiviso esperienze e visioni sul potenziale di queste tecnologie per rivoluzionare la consulenza finanziaria, migliorando la relazione con il cliente e aprendo nuove opportunità di investimento. L’utilizzo delle nuove tecnologie non è più solo una possibilità, ma una necessità, anche spinta dagli investitori che sono sempre più orientati verso soluzioni innovative e personalizzate.
Le piattaforme come strumento di fiducia e innovazione
La relazione di fiducia tra il banker e il cliente è un aspetto cruciale e necessario, proprio per questo è impensabile eliminare la figura del consulente, questo non significa però che la tecnologia non possa essere d’aiuto. Marangi ha spiegato che “per noi di Finint Private Bank, la tecnologia è un mezzo per valorizzare la relazione, non per sostituirla.” Proprio a supporto di questa logica, la banca ha sviluppato Tecla, una fintech dedicata, nata come spin-off della piattaforma tecnologica di Finint Private Bank. Tecla consente alla banca di offrire un modello di consulenza avanzata, basato su servizi evoluti e su una gestione patrimoniale integrata. La missione è garantire che la tecnologia resti al servizio del consulente, rafforzando la relazione con il cliente.
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Modelli di consulenza evoluta per una relazione duratura
L’intervento di Marangi ha messo in luce come Finint Private Bank abbia intrapreso un percorso che mette al centro la consulenza evoluta, arrivando a gestire oltre il 43% degli asset della banca attraverso contratti di consulenza. Grazie a Tecla, la banca ha l’obiettivo di espandere questo modello ad altri operatori del settore, garantendo una formazione continua per i consulenti e una piattaforma che non solo supporta i clienti, ma rende possibile una gestione patrimoniale orientata alla protezione del patrimonio e alla crescita sostenibile.
Automazione e personalizzazione per migliorare l’efficienza operativa
Le piattaforme digitali hanno dalla loro un grande pro, quello di consentire di ottimizzare i processi e migliorare l’efficienza operativa nel wealth management, una tematica che sta molto a cuore a Objectway. “Le piattaforme applicative devono essere parte di un ecosistema,” ha spiegato Pepè, “che supporta i consulenti nel governare informazioni complesse sui clienti e personalizzare l’offerta in base alle loro esigenze specifiche.” Questo approccio permette non solo di facilitare la raccolta e l’analisi dei dati, ma anche di sfruttare strumenti di machine learning e analytics per una consulenza finanziaria ancora più precisa. Il passaggio da un modello centralizzato a uno basato sulla personalizzazione, sul prodotto tailor-made, rappresenta un cambiamento chiave per il settore, orientato a soddisfare il cliente e rendere l’interazione più interattiva e partecipativa.
Crowdfunding immobiliare: un approccio democratizzato agli investimenti
Simone Putignano di Recrowd ha presentato il modello di crowdfunding immobiliare, sottolineando come questa piattaforma consenta una “democratizzazione degli investimenti” nel settore real estate. Recrowd permette agli investitori retail di partecipare a operazioni di lending crowdfunding, accedendo a rendimenti più elevati rispetto agli investimenti immobiliari tradizionali. Il crowfunding immobiliare ambisce a democratizzare gli investimenti nel settore immobiliare, offrendo anche velocità di raccolta fondi, fondamentale per chi desidera investire in modo rapido e diversificato. Ha anche evidenziato l’importanza della consulenza offerta dalla piattaforma, che supporta gli investitori, in particolare quelli con portafogli di grandi dimensioni, fornendo assistenza strategica e ottimizzando la diversificazione degli investimenti.
Integrazione di tecnologie di comunicazione e big data
Integrare le nuove tecnologie di comunicazione all’interno delle piattaforme di wealth management, come Google Meet o Microsoft Teams, permettono di garantire che la relazione con il cliente si mantenga forte anche a distanza. Strumenti simili, se adeguatamente integrati nel sistema, possano contribuire a raccogliere dati preziosi che, una volta analizzati, permettono di personalizzare ulteriormente il servizio offerto. “È necessario riportare queste interazioni nell’ecosistema bancario,” ha sottolineato Pepè, “perché solo così si può garantire un monitoraggio adeguato e offrire una consulenza sempre più mirata.”
Conclusione
Le piattaforme digitali sono ormai imprescindibili per le banche e per i consulenti che vogliono garantire una consulenza di valore, sempre più vicina alle nuove esigenze dei clienti. Gli esperti Antonio Marangi, Nicola Pepè e Simone Putignano hanno fornito una panoramica completa sui vantaggi, le sfide e le prospettive future di queste tecnologie, rivelando come il futuro del wealth management passi per l’innovazione digitale e una visione sempre più personalizzata della consulenza finanziaria.

