AJS Porcupine, il fascino inglese del porcospino

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La AJS, fondata nel 1904, divenne famosa per la sua innovazione nel motociclismo, con la moto “Porcupine” che trionfò nel Campionato del Mondo del 1949. Dotata di un motore tecnologicamente avanzato, la moto combinava velocità e complessità, tali da farla diventare una leggenda. Oggi le Porcupine sono icone rare e ricercate dai collezionisti

Indice

Alla scoperta della AJS Porcupine

Mentre le Norton sfrecciavano per le strade di una Londra alle prese con la ricostruzione del dopo guerra, pungente come un aculeo di un porcospino una nuova motocicletta iniziava a circolare per le strade della campagna inglese. Più precisamente per le Midlands, regione famosa per essere il cuore roboante di tutta l’Inghilterra, caratterizzata da paesaggi rurali e intervallati dalle tipiche fabbriche a mattoni rossi, vere e proprie case della industria motociclistica britannica. Sul serbatoio di quella nuova motocicletta erano incise tre lettere: AJS.

Le origini della AJS

AJS sta per A.J. Stevens & Company. Fu fondata da Harry, Joe (junior), Jack e George, figli di Joseph nel 1904 sotto il cielo di Wolverhampton. I fratelli avevano scelto questo nome perché, tra i quattro coinvolti nell’impresa, solo Albert John — detto “Jack” — possedeva un secondo nome, e di conseguenza i loro motori e motociclette furono venduti con il marchio A.J.S.

Dopo un decennio passato a costruire 125 cc, la consacrazione arrivò nel 1914 al Junior TT dell’Isola di Man, dove due AJS 350 cc dotate di doppie catene primarie e di un controalbero a due velocità, tagliarono il traguardo per prime. Questo successo fu bissato nel 1920. Nel  primo Isle of Man TT del dopoguerra, Cyril Williams, in sella a una “A Jay”, vinse la gara Junior TT 350 cc con un impressionante vantaggio di nove minuti e 50 secondi.

Forte di questo successo e della pubblicità che ne derivò, l’azienda continuò negli anni Venti a produrre una vasta gamma di motociclette stradali, da turismo, sportive, commerciali, con sidecar e da competizione, equipaggiate con motori monocilindrici o bicilindrici a V in diverse cilindrate: 250 cc, 350 cc, 500 cc e 1.000 cc. Lo sviluppo di una gamma così ampia di modelli finì però per mettere a dura prova l’azienda, che non riuscì a resistere alle conseguenze finanziarie del crollo di Wall Street del 1929 e nel 1931 fu dichiarata bancarotta.

Un progetto nato per le corse

La rinascita della AJS arrivò durante la Seconda guerra mondiale, mentre le bombe tedesche cadevano sopra la testa di Giorgio VI. Quello che allora era solo un progetto sperimentale chiamato “Porcupine”, divenne realtà nel neonato FIM Grand Prix World Championship, il primo vero campionato mondiale motociclistico. Dal punto di vista tecnico, la moto era estremamente avanzata per la fine degli anni Quaranta.

Montava un bicilindrico parallelo da 500 cc con doppio albero a camme in testa (DOHC), una soluzione che anticipava molte delle architetture moderne delle moto da corsa. La potenza variava tra i 45 e i 55 cavalli, permettendo velocità superiori ai 210 km/h — numeri impressionanti per l’epoca. Il soprannome “Porcupine” invece derivava dall’aspetto inconfondibile del motore. Le lunghe alette di raffreddamento, disposte orizzontalmente sulla testa, ricordavano infatti gli aculei dell’animale. Questa soluzione non era solo estetica: serviva a migliorare la dissipazione del calore in un propulsore molto sofisticato per l’epoca.

Il trionfo del 1949

La consacrazione arrivò nel 1949, quando il pilota britannico Les Graham vinse il primo Campionato del Mondo della classe 500 proprio in sella alla Porcupine. Il successo non fu semplice: la moto era velocissima ma anche complessa e talvolta delicata dal punto di vista dell’affidabilità. Nonostante ciò, la combinazione tra innovazione tecnica e talento del pilota permise ad AJS di entrare per sempre nella storia del motociclismo.

Le versioni E90 ed E95 della AJS Porcupine

Nel corso della sua breve carriera agonistica, la Porcupine venne sviluppata in due versioni principali. La E90, utilizzata nel 1949, presentava un motore quasi orizzontale ed era la più radicale dal punto di vista progettuale. Tuttavia, richiedeva una messa a punto molto precisa.

La successiva E95 introdusse un motore inclinato di circa 45 gradi, migliorando l’affidabilità e la guidabilità. Ne furono prodotti pochissimi esemplari — meno di dieci — rendendola oggi una delle moto da corsa più rare al mondo. Tra il 1949 e il 1954, anno in cui vennero costruite le ultime quattro E95, le Porcupine avevano terminate 24 gare, ottenendo cinque vittorie, sette secondi posti e un campionato del mondo.

Un’icona per collezionisti

Oggi la AJS Porcupine è un vero oggetto di culto. Gli esemplari sopravvissuti sono rarissimi e raggiungono cifre incredibili nelle aste internazionali. L’esemplare che vinse il campionato del mondo nel 1949 è stato venduto per oltre sette milioni di dollari, diventando la seconda moto più costosa di sempre.

Domande frequenti su AJS Porcupine, il fascino inglese del porcospino

Qual è il periodo storico in cui la AJS Porcupine ha iniziato a circolare e quale contesto la circondava?

La AJS Porcupine ha iniziato a circolare nel periodo del dopoguerra, in particolare nelle campagne inglesi delle Midlands. Questo avveniva mentre le Norton dominavano le strade di una Londra in fase di ricostruzione.

Qual era lo scopo principale della AJS Porcupine quando è stata progettata?

La AJS Porcupine è stata concepita come un progetto nato specificamente per le corse. Il suo sviluppo era orientato a competere e ottenere successi in ambito agonistico.

Quale importante traguardo ha raggiunto la AJS Porcupine nel 1949?

Nel 1949, la AJS Porcupine ha ottenuto un trionfo significativo. Questo successo ha segnato un momento importante nella storia della motocicletta e del suo impiego nelle competizioni.

Quali sono le versioni specifiche della AJS Porcupine menzionate nell'articolo?

Le versioni della AJS Porcupine citate nell'articolo sono la E90 e la E95. Queste rappresentano le evoluzioni o le varianti di questo modello iconico.

Qual è lo status attuale della AJS Porcupine per i collezionisti?

La AJS Porcupine è considerata un'icona per i collezionisti. Il suo fascino storico e le sue prestazioni la rendono un oggetto di grande valore e desiderio nel mercato delle motociclette d'epoca.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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