Lucio Fontana in mostra da Sotheby’s Milano (dalla Germania con furore)

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Quadro astratto con una grande forma ovale al centro, riempita da gruppi di piccoli punti turchesi e bianchi su uno sfondo scuro e strutturato. L'effetto complessivo ricorda la pioggia o le gocce su una superficie.

Una esposizione lampo ha sorpreso appassionati e collezionisti milanesi alla vigilia delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026: non solo Sam Francis, Giacometti, ma anche opere seminali di tutta la ricerca del maestro dello spazialismo. Andranno in asta a Londra il prossimo marzo

Indice

Lucio Fontana in mostra da Sotheby’s Milano

La sede milanese di Sotheby’s ospita una esposizione tanto breve quanto eccezionale: un nucleo di opere seminali di Lucio Fontana (1899-1968) provenienti da una longeva collezione tedesca ha “invaso” le sale di Palazzo Serbelloni a Milano, con Sam Francis (1923-1994) e Alberto Giacometti (1901-1966). Sette pezzi in totale che sono altrettante pietre miliari della storia dell’arte. Provengono da una longeva collezione tedesca (60 anni) e sono stimate complessivamente nell’intorno delle 15 milioni di sterline.

Un'opera d'arte esagonale con un bordo nero e un'area centrale bianca, che richiama il minimalismo astratto di Lucio Fontana Milano, presenta piccoli punti neri sparsi in un motivo irregolare. Lo spazio bianco si incurva verso l'interno nella parte inferiore, ricordando una farfalla o una nuvola astratta.
Lucio Fontana, Teatrino (1964), (stima: 350.000 – 450.000 sterline). Opera fondamentale della serie dei Teatrini, in cui la tela si trasforma in un oggetto scenico sospeso tra pittura, scultura e design. La cornice laccata e sinuosa introduce una chiara inflessione pop: la sua silhouette, simile a labbra, incornicia un arco di buchi  che aprono la superficie verso uno spazio infinito, rivelando l’interesse di Fontana per la forma contemporanea, l’oggettualità e la cultura visiva

Un aspetto interessante da notare è che la collezione, pur formatasi interamente in Germania, è sostanzialmente italiana. Le cinque opere di Fontana rappresentano una ricognizione della sua ricerca, restituendo l’intero arco della sua sperimentazione: dai primi buchi, che mettevano in discussione i limiti del piano pittorico, alla forza drammatica dei tagli che trasformarono il gesto in spazio tridimensionale, fino agli interventi di natura scultorea che testarono i confini stessi della materia. La loro presenza all’interno di un’unica collezione privata testimonia la straordinaria lungimiranza di collezionisti capaci di riconoscere, con largo anticipo, la portata radicale della sua visione.

Un vaso rotondo in ceramica o bronzo di colore scuro, dalla texture ruvida e con un'apertura irregolare nella parte superiore, evoca lo spirito di Lucio Fontana Milano, su uno sfondo bianco.
Lucio Fontana, Natura, (1959-60), (stima: 1,2 – 1,8 milioni). Esempio di grande forza plastica della celebre serie Natura, in cui la materia grezza viene compressa, fratturata e modellata manualmente. Realizzata nel pieno della corsa allo spazio, l’opera riflette il fascino di Fontana per le forze cosmiche e per le conseguenze materiali dell’espansione, dell’impatto e del vuoto

Nelle parole di Claudia Dwek, presidente, arte contemporanea, Sotheby’s: «Imbattersi in cinque opere di questo calibro – che attraversano ogni capitolo fondamentale della pratica di Fontana – all’interno di un’unica collezione è qualcosa di straordinariamente raro. Ogni lavoro segna una diversa svolta nella sua indagine sullo spazio e sul gesto; insieme, però, restituiscono il ritratto più completo di un artista che ha ridefinito le possibilità dell’arte nel mondo del dopoguerra. Collezioni di questo livello difficilmente torneranno a emergere».


Una semplice tela beige con un'unica, netta fessura verticale al centro, che rivela l'oscurità sottostante: quest'opera d'arte minimalista e astratta riecheggia il periodo milanese di Lucio Fontana, enfatizzando la consistenza e la semplicità.
Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Attesa (1960), (stima: 1,5 – 2 milioni di sterline). Un esempio emblematico dei tagli  di Fontana, in cui un unico, netto intervento verticale trasforma la tela in una soglia di spazio reale. Rifiutando ogni illusione in favore di un’immediatezza fisica e concettuale, l’opera concentra la sua visione radicale in un gesto definitivo, fondendo rigore e rottura, materia e vuoto, e affermando un linguaggio pienamente maturo che ha ridefinito le possibilità della pittura

Rendere il nucleo ancora più significativo «il dialogo tra Fontana, Giacometti e Francis: tre artisti che operano in linguaggi differenti, ma accomunati da una stessa tensione verso una ridefinizione della forma, della percezione e dell’esperienza dello spettatore».

Quadro astratto ispirato a Lucio Fontana Milano, caratterizzato da una grande forma arrotondata di colore verde-blu, con punti e trattini strutturati. La forma si staglia su uno sfondo scuro, con macchie chiare sparse lungo il bordo e al centro.
Lucio Fontana, Concetto Spaziale (1960). (stima: 8,5 – 12 milioni di sterline). Rara e monumentale tela appartenente alla rivoluzionaria serie degli Olii , perforata da costellazioni di buchi  bordati di verde. Con dimensioni prossime ai due metri per lato, l’opera avvolge lo spettatore in un vuoto cosmico e anticipa l’ambizione materica de La Fine di Dio , collocandosi tra i lavori più audaci e sperimentali dell’intera carriera di Fontana

Il lascito della Galerie Schmela

La maggior parte delle opere fu originariamente acquisita tramite la Galerie Schmela di Düsseldorf, una delle gallerie d’avanguardia più influenti del periodo, crocevia di scambi artistici. Fondata nel 1957 da Alfred Schmela – figura carismatica e intransigente della scena di Düsseldorf – la galleria divenne rapidamente un punto di riferimento per la sperimentazione più avanzata.

Un'opera d'arte astratta dai toni scuri, ispirata a Lucio Fontana Milano, caratterizzata da superfici ruvide e irregolari e da segni sparsi di buchi, con un'area rettangolare in rilievo al centro, il tutto dipinto nei toni del nero e del grigio intenso.
Lucio Fontana, Concetto Spaziale (1955), (stima: 700.000 – 1 milioni sterline). Rara variante della serie delle Pietre della metà degli anni Cinquanta, arricchita da frammenti di vetro di Murano incorporati direttamente nella superficie. Le pietre riflettenti attivano luce e texture, estendendo l’indagine spaziale oltre il piano della tela e destabilizzando ulteriormente i confini del campo pittorico

Le sue prime mostre del 1957 inclusero un allora sconosciuto Yves Klein, ventinovenne, i cui monocromi suscitarono notoriamente sconcerto e persino ostilità, tanto da provocare scritte sui vetri della galleria da parte dei passanti.
 
Schmela ospitò le prime mostre personali europee di Robert Morris, Kenneth Noland, Robert Indiana, George Segal e Richard Tuttle. In tale fertile contesto, Schmela riconobbe presto in Fontana un visionario capace di smantellare la grammatica stessa della pittura. La loro collaborazione, avviata tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, si fondò su una profonda affinità intellettuale e su una condivisa propensione al rischio.


Quadro astratto con morbide sfumature irregolari di beige e bianco sporco, con sottili texture nuvolose che ricordano Lucio Fontana. I bordi sono leggermente più scuri su questa tela di ispirazione milanese, con una piccola macchia in basso a sinistra.
Sam Francis, Untitled (1962), stima: 600.000 – 800.000 sterline). Opera chiave della celebre serie delle White Paintings , che segnò l’affermazione internazionale di Sam Francis. 
Realizzata a Parigi, la tela impiega un luminoso spazio bianco e delicate modulazioni tonali per evocare luce, atmosfera e apertura, rappresentando un momento di svolta nello sviluppo di Francis come uno dei grandi coloristi del secondo dopoguerra

Per il tramite di Schmela, il radicalismo italiano pose alcune delle basi dell’avanguardia tedesca del dopoguerra. L’influenza di Fontana avrebbe poi informato il lavoro di artisti come Yves Klein, Anish Kapoor, Robert Irwin, Olafur Eliasson e James Turrell, ciascuno dei quali ha esteso, nel proprio linguaggio, le possibilità spaziali e percettive aperte da Fontana.

Una scultura in bronzo alta e slanciata di una figura femminile in piedi con arti allungati e dettagli minimali, che ricorda le opere viste nelle mostre di Lucio Fontana Milano, posizionata su una base rettangolare su uno sfondo grigio neutro.
Alberto Giacometti, Femme debout (1964), (concepita nel 1960 e realizzata nel 1964), (stima: 2,2 – 2,8 milioni). Iconica figura stante, emblema della ricerca di Giacometti di un nuovo linguaggio scultoreo attraverso un’intensa esplorazione della materia, della scala e della presenza

L’effetto catalizzatore di Fontana sull’arte tedesca

Chiosa Lisa Stevenson, specialista internazionale, arte contemporanea, Sotheby’s London, «La presenza di Fontana in Germania a cavallo degli anni Sessanta ebbe un effetto catalizzatore, offrendo agli artisti un nuovo modo di pensare lo spazio, il materiale e l’esperienza fisica dell’opera. Questa collezione ripercorre il momento in cui le sue idee entrarono nell’avanguardia tedesca in una fase formativa (…). Rivedere oggi questo nucleo significa riscoprire un capitolo cruciale della storia dell’arte europea nel momento stesso in cui veniva scritto, ancor prima che la sua importanza fosse pienamente riconosciuta».

Domande frequenti su Lucio Fontana in mostra da Sotheby’s Milano (dalla Germania con furore)

Dove si tiene la mostra di opere di Lucio Fontana e quali altri artisti sono esposti?

La mostra si tiene presso la sede milanese di Sotheby's, a Palazzo Serbelloni. Oltre a Lucio Fontana, sono esposte opere di Sam Francis e Alberto Giacometti.

Da dove provengono le opere di Lucio Fontana esposte e da quanto tempo sono in collezione?

Le opere provengono da una longeva collezione tedesca, che le possiede da circa 60 anni. Questo nucleo di lavori è considerato seminale per la storia dell'arte.

Qual è la durata della mostra di Sotheby's Milano dedicata a Lucio Fontana?

L'articolo descrive l'esposizione come 'tanto breve quanto eccezionale', suggerendo una durata limitata nel tempo, sebbene non venga specificato un periodo esatto.

Qual è il valore potenziale o l'importanza delle opere di Fontana esposte, considerando la loro provenienza?

Le sette opere esposte sono definite 'pietre miliari della storia dell’arte', indicando un elevato valore storico e artistico. La provenienza da una collezione tedesca di lunga data ne accresce ulteriormente il pregio.

Qual è l'impatto di Lucio Fontana sull'arte tedesca menzionato nell'articolo?

L'articolo suggerisce che Lucio Fontana abbia avuto un 'effetto catalizzatore' sull'arte tedesca, implicando un'influenza significativa e stimolante sullo sviluppo artistico in Germania.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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