Saikalis Bay, ovvero l’arte di coltivare le origini

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Donna sorridente con capelli mossi, indossa una camicia bianca e una collana.

È una fondazione che nel suo nome racchiude tutto il suo essere cosmopolita ed europea. Dal cuore del Quadrilatero milanese, pulsa con il suo mecenatismo e la sua continua ricerca di incroci culturali fra oriente e occidente. Nel
segno della pace, del dialogo e delle connessioni culturali

Indice

Il piano nobile di un elegante edificio nel cuore del Quadrilatero milanese, e un nome che ha tutto il sentore delle sue radici cosmopolite: Fondazione Saikalis Bay. È la creatura nata nel 2024 da una coppia di collezionisti e mecenati, l’architetto Nicole Saikalis e l’avvocato Matteo Bay, e dalla convinzione profonda che l’arte sia uno spazio relazionale – un mezzo concreto per gettare e consolidare ponti. Lo ‘spazio relazionale’ della Fondazione Saikalis Bay prende il nome di ‘Circolo’, e si trova in via della Spiga. “Era il 2012 e aveva inizio la nostra collezione privata”, ricorda Nicole Saikalis, nata a Beirut e ivi vissuta per i primi sei anni della sua vita, e poi “dai 12 ai 17: anni fondamentali. Ma la mia famiglia ha origini anche greche”.


Quattro scene: cielo stellato, montagna, fuoco, e un campo con cielo sfumato.
Catherine Cattaruzza

Fondazione Saikalis Bay: viaggio, studio, scoperta

Collezionare vuol dire studio, viaggio, scoperta. E di questo ‘viaggio’ l’architetto Saikalis ha fatto un’esperienza condivisa, con il nome di ‘WeArt Experience’, grazie alla richiesta arrivata da altre numerose professioniste e collezioniste. Le attività di mecenatismo messe in campo dalla coppia esigono con gli anni una strutturazione, ed è così che nasce la Saikalis Bay Foundation ETS. Prima ancora della nascita della fondazione, arriva per Nicole un importante riconoscimento, il Premio Rinascimento+ dal Museo Novecento di Firenze, riconosciuto ai più generosi mecenati delle arti. Ma che rapporto c’è fra collezione e fondazione? “La collezione resta privata ed è collocata fra Milano, l’Engadina, Londra”. La fondazione dal canto suo celebra e sostiene l’arte contemporanea come catalizzatore di dialogo fra culture e geografie, fonte di ispirazione e soprattutto di pensiero critico.

Luci sfocate di una città portuale di notte, con navi e riflessi sull'acqua.
Joana Hadjithomas & Khalil Joreige

La sua missione è sostenere artisti emergenti e affermati, promuovendo pratiche cosmopolite e ricerche che riflettono una visione aperta e interconnessa con le istanze del mondo contemporaneo. Emblematica è a tal proposito la mostra collettiva attualmente in corso (fino al 3 luglio 2026) negli spazi di via della Spiga 48, ‘Shifting Crossroads | Beirut Contemporary’, dedicata all’esplorazione di Beirut come vibrante crocevia del Mediterraneo.

“Travolti dal fermento creativo di Beirut”

Rivela Nicole Saikalis: “Una mostra che è nata prima che scoppiasse la guerra, per parlare di Beirut, del Libano, paese che è crocevia tra l’Europa e l’Asia, da sempre al centro degli scambi commerciali; numerosissimi quelli con l’Italia. Per prepararla siamo andati in Libano a visitare studi d’artista, fondazioni stupende, il Beirut Art Center. Siamo stati travolti dal fermento creativo di Beirut, da sempre avamposto di libertà di pensiero, nonostante le difficoltà politiche che da 40-50 anni la attanagliano e la feriscono. Purtroppo numerose sono le fughe dei cervelli. Ma tutti restano legati alla loro terra d’origine, molti vi fanno ritorno, inevitabilmente richiamati dalle radici (anche dei famosi cedri!) e dal calore della famiglia, della cuginanza, da questa grande civiltà stratificata”.


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La collettiva riunisce i bei nomi di Catherine Cattaruzza, Simone Fattal, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, Mona Hatoum, Lamia Joreige, Omar Mismar, Rabih Mroué, Stéphanie Saadé, Soraya Salwan Hammoud e Akram Zaatari e restituisce l’immagine di una città attraversata appunto da stratificazioni storiche e tensioni contemporanee. Ma, sottolinea Saikalis, “sono opere create in un periodo di speranza, perché c’è sempre speranza”.

Saikalis Bay, trasformare la vulnerabilità in relazione

Le chiediamo come si faccia a superare la rabbia per ciò che sta accadendo, ci risponde che si è già andati oltre la rabbia, e che questo è troppo. Che la realtà degli artisti ha già fatto un passo avanti, trasformando la vulnerabilità in relazione. Disegni, fotografie, video, sculture e installazioni — dai banner in PVC recuperato alla porcellana — costruiscono un paesaggio visivo in cui i confini sono faglie: spazi di frattura e ricomposizione dove identità, lingue e narrazioni si sovrappongono, generando nuove forme di scambio e continuità. Faglie sono quelle di Catherine Cattaruzza (1968, Parigi) “le 18 foto che ha scattato lungo la faglia che attraversa da nord a sud il Libano”.

Faglia in un certo senso è anche ‘Witness’, toccante opera di Mona Hatoum (1952, Beirut; fra l’altro alla Fondazione Prada di Milano fino al 9 novembre 2026) miniatura fedele della Statua dei Martiri di Beirut crivellata di colpi durante la guerra civile libanese (1975-1990).

Mappa acquerellata del Mediterraneo con lettere colorate sparse su sfondo giallo e rosa.
Akram Zaatari, Alphabet, 2026

Il Mediterraneo al centro

Ma forse l’opera che riassume in sé il messaggio comunitario di tutto il corpus esposto è la mappa del Mediterraneo di Akram Zaatari (1966, Saida), ‘Alphabet’, del 2026. Una cartina geografica senza frontiere, dai colori chiari e luminosi, con il Mediterraneo al centro, unico vero protagonista della scena. Vi sono disseminate lettere alfabetiche romane, arabe, fenicie. I confini come questioni aperte, in cui memoria, politica e storie personali restano vive. E il prossimo progetto, su cosa verterà? “Riguarderà una residenza per artisti italiani a Londra, senza vincolo di produzione. La ricerca viene prima della produzione”.

Che sogno ha una fondazione giovane e così dinamica per il prossimo decennio? “Stiamo facendo il punto sull’immenso lavoro che abbiamo svolto negli ultimi sette anni per poterlo presentare a possibili grandi sponsor interessati a sostenere i nostri valori e la promozione dell’arte contemporanea che ne deriva, la nostra visione dal DNA internazionale. Non sarebbe male collaborare con un family office, in tal senso”. Solo a titolo esemplificativo, la Fondazione Saikalis Bay ha sostenuto: Commissioning Council della Whitechapel Gallery di Londra, 2021 – 2023; Padiglione Italia Biennale di Venezia ‘Storia della Notte e Destino delle Comete‘ – 59ª Esposizione Internazionale d’Arte, 2022; “Sol Calero” Padiglione Indipendente Biennale di Venezia ‘Pabellon Criollo’ – 60ª Esposizione Internazionale d’Arte, 2024. Poi, Biennale di Lione ‘Manifesto of Fragility’ – 16ª edizione, 2022; Beirut Art Center | Beirut, Libano, 2024. Director’s Circle presso la Delfina Foundation | Londra, 2024 – 2025.

E ancora, South London Gallery International Council, membro fondatore 2024 – 2025 |Sostegno alla mostra “Yto Barrada Trill Fill and Spill”, 2026. Gasworks, Londra | parthership triennale per una residenza artistica dedicata a un artista libanese: Omar Mismar.

Articolo originariamente apparso sul numero 5 del magazine We Wealth Family Office & Family Business

Donna sorridente con camicia bianca e collana scura.

Domande frequenti su Saikalis Bay, ovvero l’arte di coltivare le origini

Qual è l'obiettivo principale della Fondazione Saikalis Bay in termini di investimento e impatto?

La Fondazione Saikalis Bay, creata nel 2024, mira a consolidare ponti attraverso l'arte, considerandola uno spazio relazionale. L'investimento si concentra sulla promozione di un dialogo culturale e sulla trasformazione della vulnerabilità in connessione.

Come si posiziona la Fondazione Saikalis Bay rispetto al panorama artistico e culturale attuale?

La Fondazione si distingue per la sua visione di un 'spazio relazionale' chiamato 'Cir', che pone il Mediterraneo al centro. Questo approccio innovativo mira a creare un fermento creativo, partendo dalle origini e studiando nuove scoperte.

Quali sono le figure chiave dietro la Fondazione Saikalis Bay e quale il loro background?

La Fondazione è stata fondata nel 2024 da Nicole Saikalis, architetto, e Matteo Bay, avvocato. Entrambi sono collezionisti e mecenati con una profonda convinzione nel potere dell'arte come mezzo di connessione.

In che modo la Fondazione Saikalis Bay intende generare valore e sostenibilità nel tempo?

La Fondazione investe nella creazione di uno 'spazio relazionale' che favorisca il dialogo e la scoperta. L'obiettivo è trasformare la vulnerabilità in una forza relazionale, promuovendo un impatto duraturo attraverso l'arte e la cultura.

Qual è la filosofia di investimento della Fondazione Saikalis Bay riguardo alla sua missione artistica?

La filosofia di investimento della Fondazione si basa sulla convinzione che l'arte sia uno spazio relazionale, un mezzo per costruire e rafforzare legami. Questo approccio mira a generare un impatto significativo attraverso la promozione di viaggi, studi e scoperte artistiche.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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