Il nuovo Museo egizio, fascino e mistero fra le piramidi

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Primo piano della maschera funeraria d'oro dell'antico faraone egizio Tutankhamon, con strisce blu intarsiate, un cobra e un avvoltoio sulla fronte e dettagliati tratti del viso.

Quasi trent’anni dopo la presentazione del progetto originario, lo scorso 4 novembre ha finalmente aperto il chiacchierato Grand Egyptian Museum (GEM), nuova meta culturale (e turistica) ai piedi delle piramidi di Giza

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Quasi trent’anni dopo la presentazione del progetto originario, lo scorso 4 novembre ha finalmente aperto il chiacchierato Grand Egyptian Museum (GEM), il nuovo Museo egizio, nuova meta culturale (e turistica) ai piedi delle piramidi di Giza. 

Un folto gruppo di persone vestite in modo formale si trova sul palco davanti a un fondale triangolare dorato con le scritte "The Grand Egyptian Museum", "nuovo museo egizio" e "1 novembre 2025".

L’origine del nuovo Museo egizio, il Grand Egyptian Museum

Pensata e proposta nel 1992 dall’allora presidente egiziano Hosni Bumarak, la costruzione del museo è iniziata solo nel 2002 sui 117 acri di terreno resi disponibili dal governo al di fuori della capitale Il Cairo. Nel 2003 il progetto architettonico dell’edificio è stato affidato allo studio irlandese Heneghan Peng, che aveva già alle spalle diversi progetti legati ad istituzioni museali internazionali (tra cui lo Storm King Art Center di New York e la National Gallery of Ireland a Dublino).

Una grande statua egizia di un faraone si trova nell'ampio atrio del nuovo museo egizio, con l'alto soffitto di vetro che inonda l'area di luce mentre sullo sfondo si muovono alcuni operai in giubbotto di sicurezza.

Sin dall’inizio della sua storia, la costruzione del museo è stata parecchio travagliata. Bloccata tra il 2010 e il 2011 per le proteste legate alla Primavera Araba – durante la quale Bumarak si è dimesso – i lavori si sono ulteriormente bloccati durante la pandemia COVID-19.

Stando a quanto evidenziato sul sito del GEM, il 97% dei lavori strutturali previsti sono stati completati nel 2020, mentre nel 2024 le sale principali del museo sono state parzialmente aperte al pubblico.

L’attenzione sull’apertura del nuovo Museo egizio e la partecipazione politica internazionale

Ma perché il Grand Egyptian Museum ha attirato così tanto l’attenzione negli ultimi giorni? Un primo motivo è sicuramente l’investimento fatto dal governo egiziano nel corso dell’ultimo ventennio, dove per investimento non intendiamo solo l’accezione economica della parola (il costo totale del progetto è stato di 1 miliardo di dollari), ma anche quella politica e culturale.

Un grande e moderno ingresso a forma di piramide, con pannelli dorati e alti pilastri scuri, accoglie i visitatori del nuovo museo egizio, su una parete decorata con la ripetizione di antichi geroglifici egizi.

Se da un lato, infatti, il 12% del prodotto interno lordo del Paese è basato sul turismo – dato che il governo vorrebbe portare al 20% proprio con l’apertura del museo – dall’altro il GEM sembra anche un tentativo di riportare l’Egitto al centro della scena culturale internazionale. Anche la sua pomposa apertura, avvenuta alla presenza di diverse autorità politiche estere e corredata di uno spettacolo di led (che ha ricordato in qualche modo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi), ci suggerisce questa lettura. 

Il contenuto delle sale: dal tesoro di Tutankhamon all’obelisco di Ramses II

Il governo egiziano ha presentato i reperti del museo come la più grande collezione del mondo “dedicata a una sola civiltà”. Gli spazi, studiati per contenere circa 100.000 artefatti, sono stati progettati dallo studio Heneghan Peng per essere in competa connessione con l’ambiente e la storia circostanti (sono impressionanti le foto delle vetrate del museo, collegate da un asse visuale alle vicinissime piramidi). Gli interni dell’edificio – che ricorda la forma di un ventaglio – sono stati divisi in ordine cronologico partendo dal periodo predinastico (6000-3150 a.C.) e arrivando all’era copta (313-641 d.C.).

L'immagine mostra la maschera funeraria dorata di Tutankhamon, con un copricapo a strisce, dettagli intarsiati in blu e oro e un cobra e un avvoltoio sulla fronte, esposta nel nuovo museo egizio su uno sfondo scuro.

Varcando l’ingresso del museo si viene subito accolti da uno dei suoi elementi più pregiati: una colossale statua del faraone Ramses II (1303-1212 a.C) dal peso piuma di 83 tonnellate. Scolpita circa 3200 anni fa e scoperta nel 1820 vicino all’antica Menfi, la statua è legata all’imponente obelisco che si trova nella piazza antistante il GEM. Alto poco più di 15 metri, l’obelisco di Ramses II è il primo “obelisco rialzato” della storia egiziana. Lo scalone d’onore – che ospita sarcofagi reali e statue di divinità quali Ptah e Sekhmet – conduce ad un’altra zona chiave del museo. Qui si trova la collezione del “faraone bambino” Tutankhamon (1341-1323 a.C circa), la più grande mai esposta dal momento della scoperta della tomba del re egizio, avvenuta nel 1922 ad opera dell’archeologo britannico Howard Carter.

All'interno del nuovo museo egizio, sagome di persone guardano attraverso alte vetrate le Piramidi di Giza sotto un cielo parzialmente nuvoloso.

Tra i 5500 reperti, il più affascinante è la maschera funeraria dorata di Tutankhamon, posta all’interno del sarcofago che conteneva i resti del faraone. Il GEM ricomprende poi diciassette laboratori dedicati alla conservazione e al restauro degli artefatti esposti, oltre che uno spazio dedicato agli abitanti del Cairo. Questi ultimi possono infatti accedere al parco pubblico appositamente creato sui cinque ettari di terra che circonda il museo. 

Restituzione di artefatti egiziani e la posizione del governo del Cairo

Per il governo egiziano – in particolare per l’archeologo ed ex ministro del turismo Zahi Hawass – l’apertura del Grand Egyptian Museum è stata “un sogno” che ha permesso l’introduzione di una narrativa più moderna per la cultura e la politica del Paese. Lo stesso Hawass, ha però subito introdotto il tema della restituzione di reperti rubati da potenze straniere nel corso dei secoli. Secondo l’ex ministro, il governo britannico, francese e tedesco dovrebbero attivarsi per restituire all’Egitto la Stele di Rosetta, lo Zodiaco di Dendera e il Busto di Nefertiti. L’apertura del GEM sarà dunque l’occasione per riaprire un dialogo sul rimpatrio dei beni culturali illegittimamente esportati dal suolo egiziano? Rimaniamo in attesa dei prossimi sviluppi di questa vicenda.

Domande frequenti su Il nuovo Museo egizio, fascino e mistero fra le piramidi

Quando è stato presentato il progetto originale per il nuovo Museo egizio?

Il progetto originario del Grand Egyptian Museum (GEM) è stato presentato nel 1992 dall'allora presidente egiziano Hosni Bumarak, segnando l'inizio di un lungo processo di sviluppo.

Quando sono iniziati i lavori di costruzione del Grand Egyptian Museum?

La costruzione del museo è iniziata nel 2002, dieci anni dopo la presentazione del progetto, su un'area di 117 acri di terreno fornita dal governo.

Quando ha aperto ufficialmente il Grand Egyptian Museum (GEM) al pubblico?

Il Grand Egyptian Museum (GEM) ha aperto ufficialmente le sue porte al pubblico il 4 novembre, diventando una nuova attrazione culturale e turistica vicino alle piramidi di Giza.

Qual è uno dei principali tesori esposti all'interno del nuovo Museo egizio?

Il museo ospita il tesoro di Tutankhamon, una delle collezioni più preziose e famose dell'antico Egitto, attirando visitatori da tutto il mondo.

Quale tipo di manufatti sono esposti nel nuovo museo, oltre al tesoro di Tutankhamon?

Oltre al tesoro di Tutankhamon, il museo espone anche l'obelisco di Ramses II, offrendo ai visitatori una vasta panoramica della storia e dell'arte egizia.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alice Trioschi

Esperta d’arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell’ufficio stampa di Christie’s a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Dopo aver collaborato con Camera Arbitrale per la risoluzione di conflitti d’arte e beni culturali, oggi lavora per Fondazione Human Technopole occupandosi degli aspetti legali riguardanti il mondo della ricerca scientifica.

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