Il nettare degli ultra-Hnwi? La personalizzazione estrema

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Giovanni Costantino, founder e ceo di The Italian Sea Group

“Nei grandi yacht, oltre i 70 metri, l’unicità del prodotto è imprescindibile”, dice Giovanni Costantino, founder e ceo di The Italian Sea Group (TISG). “Accanto all’eccellenza tecnica, c’è una cura maniacale del dettaglio”. Una lezione per altre industrie che guardano ai grandi patrimoni

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“Non esiste al mondo nulla di più complesso della costruzione di uno yacht di grandi dimensioni”. Giovanni Costantino, founder e ceo di The Italian Sea Group (TISG), uno dei principali gruppi italiani nel settore della nautica di lusso, specializzato nella progettazione e realizzazione di superyacht e megayacht fino a 140 metri di lunghezza, sembra avere gli occhi ancora pieni di meraviglia, quando racconta la sottile alchimia da cui prendono forma le “sue” creature da navigazione. Una sofisticata sintesi di eleganza e tecnologia. Design e performance in perfetta armonia. Il varo più recente, avvenuto il 4 maggio scorso, ha celebrato la messa in mare del superyacht Admiral disegnato da Giorgio Armani.

“È una collaborazione straordinaria, che ha visto il coinvolgimento di Armani sia nel disegno delle linee esterne che negli interni. Il secondo yacht firmato da Armani sarà consegnato a marzo del 2026”, dice Costantino. La costruzione di uno yacht come questo, un 72 metri di volume abbondante, paragonabile a un 80 metri, impiega circa quattro anni. “La personalizzazione è estrema. Se nelle dimensioni inferiori, fino a 35 o 40 metri, anche gli yacht presentano elementi di serialità, come accade nell’automotive, quando si sale oltre i 70, gli 80, i 100 metri, l’unicità del prodotto è imprescindibile. Accanto all’eccellenza tecnica, c’è una cura maniacale del dettaglio, per rispondere ai desiderata dell’armatore, che passano anche per il particolare di una maniglia, di un lampadario o la forma di una vasca scavata in un unico blocco di marmo”.

L’intervista a Giovanni Costantino

Che lezioni possono trarre altri settori, come la finanza e la consulenza patrimoniale dedicata agli Ultra-HNWI, sul piano della “personalizzazione estrema”?

È complicato tentare un parallelismo. Le faccio un esempio: tecnicamente è molto più complesso realizzare un jet privato. Ma una volta definito il progetto, questo darà vita a 10, 50 jet, con una propulsione e un livello di dettaglio molto simili. Per gli yacht di grandi dimensioni, è diverso. Con un progetto, sviluppi un solo prodotto. E c’è un ulteriore livello di complessità: per accelerare i tempi, s’inizia a costruire mentre il progetto avanza, con un vantaggio temporale di cinque o sei mesi, tra la progettazione e la realizzazione. Non di rado accade che si verifichino cambiamenti in corso d’opera, perché l’armatore chiede delle modifiche che impongono uno stop e una ripartenza. Quando si ha a che fare con i clienti Ultra-HNWI, il concetto di “su misura” deve essere portato alle estreme conseguenze, senza compromessi. E questo vale per ogni industria.

In che misura ha pesato l’incertezza legata alle tensioni commerciali e ai dazi?

A partire dal 2024, l’instabilità del quadro internazionale si è fatta sentire. Le cose sono peggiorate nel 2025, con la questione delle tariffe commerciali. Anche per questo considero un grandissimo risultato aver raggiunto le guidance dello scorso anno, sia a livello di ricavi totali – pari a 404,4 milioni, in crescita dell’11% rispetto all’esercizio precedente – sia a livello di Ebitda, 70,3 milioni, più 13,5% rispetto al 2023.

Quali segmenti hanno retto meglio il colpo e quali soffrono di più?

Le incertezze incidono in modo rilevante nelle dimensioni fino a 30/40 metri, quindi parliamo di clienti della fascia media, medio-bassa. Nelle grandi dimensioni, si avverte, ma molto meno. In questa fase, le decisioni di questi clienti Ultra-Hnwi inevitabilmente richiedono più tempo, perché lo scenario è in costante evoluzione. Se i risultati di gruppo arrivano è perché abbiamo intensificato gli sforzi sul piano dello sviluppo commerciale. Si lavora di più, portando avanti molte più trattative in parallelo, sapendo che inevitabilmente le performance di successo oggi sono un po’ inferiori.

Qual è l’impatto del conflitto tra Russia e Ucraina, che si protrae ormai dal febbraio del 2022?

Prima dei venti di guerra il mercato russo valeva il 10% circa del totale. Non abbiamo avuto danni significativi. Ci siamo strutturati per intensificare le attività in altre parti del mondo. Se anche il conflitto dovesse terminare, del resto, non è detto che l’economia possa prendere slancio rapidamente, perché il problema sono le sanzioni. Occorre prendere le misure con la reazione dell’Europa. Per sicurezza, né quest’anno né il prossimo abbiamo messo alcun budget sulla Russia. Zero.

Quali sono le linee strategiche per il prossimo biennio?

Alla luce dell’attuale portafoglio ordini – vale 1,24 miliardi di euro (dato al 31 dicembre 2024) – e delle numerose trattative in essere, si prevede una crescita controllata dei ricavi. Ci aspettiamo che questa crescita avvenga nel lungo periodo in modo sostenibile e profittevole, con una confermata attenzione alla redditività operativa, attesa in ulteriore miglioramento grazie ad efficienze operative, alla decisione di internalizzare parte dei processi produttivi e a politiche di pricing che rispecchino maggiormente il crescente posizionamento dei marchi del Gruppo. È importante, però, che non si verifichi un ulteriore peggioramento del quadro geopolitico. Secondo noi, c’è spazio per una sorpresa positiva, di cui non abbiamo tenuto conto, tuttavia, nei nostri obiettivi strategici.

L’affondamento del Sailing Yacht Bayesian, varato da una delle società del gruppo, Perini Navi e il cui relitto è stato recuperato a fine giugno, ha avuto qualche ripercussione sul flusso di ordini?

Assolutamente no. L’acquisizione del brand Perini Navi da parte di TISG risale al 2021. Il Sayling Yacht tragicamente affondato è stato progettato e prodotto 16 anni fa, ha navigato i mari di tutto il mondo per 16 anni, partecipando a numerose regate e con performance straordinarie. Non sappiamo cosa possa essere successo a bordo, presto il grande mistero sarà svelato. Attendiamo il risultato delle indagini.

L’impegno a favore della sostenibilità sembra essere entrato in una specie di cono d’ombra. Vale per molti settori, a cominciare dalla finanza. In che termini TISG interpreta la responsabilità sociale e ambientale?

Per noi l’attenzione rimane alta, non abbiamo abbassato la guardia sul fronte ESG. Lo scorso anno abbiamo ottenuto da Cerved Rating Agency un rating ESG pari ad A, in aumento rispetto alla precedente valutazione BBB. Questo risultato riflette il nostro impegno e la consapevolezza che il raggiungimento dei risultati aziendali è strettamente legato alla creazione e al mantenimento di un sistema che dia priorità al benessere dei nostri dipendenti e alla solidità della catena di fornitura, portando benefici all’ambiente e all’intera comunità.

Qualche esempio concreto del vostro impegno sul fronte ambientale, sociale e di governance?

Da tempo abbiamo escluso dai nostri processi produttivi l’uso di materiali che potrebbero presentare problematiche nella fase di dismissione. Per esempio non utilizziamo vetroresina, tutti i materiali sono riciclabili. Oltre il 70% del nostro fabbisogno energetico deriva da fonti rinnovabili e nel 2024 il cantiere di Marina di Carrara ha utilizzato esclusivamente l’energia prodotta dai propri pannelli solari. Nel 2023, in anticipo rispetto alle previsioni del Piano ESG, TISG ha inoltre ottenuto la certificazione ISO 14001 per i Sistemi di Gestione Ambientale.

E sul piano della responsabilità sociale e della governance?

In termini di impatto sociale, la società conferma come propri punti di forza l’elevata inclusione di lavoratori under 30, l’attenzione al benessere dei dipendenti e ai presidi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, certificati secondo la norma ISO 45001. Nel 2023, in linea con i propri obiettivi, la Società ha inoltre significativamente incrementato le ore di formazione per i dipendenti e avviato la mappatura della catena di fornitura in base a criteri di sostenibilità. Siamo attentissimi alla parità di genere. L’analisi di Cerved ha infine rilevato una governance solida e trasparente, posizionando TISG tra i top performer del settore di riferimento, favorendo un elevato livello di consapevolezza ed integrazione delle tematiche ESG sia a livello di pianificazione strategica che in termini di presidio operativo delle attività di business. I nostri yacht sono capolavori di stile e tecnica. Senza compromessi sul piano della sostenibilità.

Identikit

Giovanni Costantino inizia la propria avventura imprenditoriale nel 1982 nel settore dell’edilizia e degli arredi su misura. Nel ’97 entra a far parte di Natuzzi spa, dove lavora per 11 anni a fianco di Pasquale Natuzzi. Nel 2008 torna a vestire i panni dell’imprenditore, per dedicarsi, questa volta, allo yachting. Nel 2009 acquisisce il brand Tecnomar e nel 2011 è la volta del brand Admiral. Nel 2012 Costantino realizza l’acquisizione di Nuovi Cantieri Apuania. Con questa operazione, nasce The Italian Sea Group. Al 2021 risale l’acquisizione del brand Perini Navi, già proprietario di Picchiotti Yacht, altro storico marchio della nautica italiana.

(Articolo tratto dal n° di luglio-agosto 2025 di We Wealth.
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di Pieremilio Gadda

È stato direttore del magazine We wealth e direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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