Caravaggio 2025, sorge l’Aurora: visibile per la prima volta l’opera nascosta nel Casino Boncompagni Ludovisi

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Un affresco sul soffitto raffigurante due figure con pose dinamiche, circondate da nuvole, che si protendono verso una grande sfera centrale. L'affresco è incorniciato da un bordo dorato e posto su uno sfondo screpolato, aggiungendo un effetto invecchiato.

Tre divinità nell’atto di spartirsi l’Universo si ergono dal soffitto di una principesca villa romana: l’autore – sorprendente – dello scorcio prospettico è Michelangelo Merisi, attualmente protagonista di una grande mostra a Palazzo Barberini, occasione fortunata, per non dire miracolosa, dell’apertura (eccezionale e temporanea) al pubblico di una dimora romana al centro di pensanti dispute legali

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Era il 1597 e un Caravaggio quasi ventiseienne dava vita alla sua prima e unica pittura murale ad oggi conosciuta, Giove, Nettuno e Plutone, realizzata all’interno del Casino Boncompagni Ludovisi. A commissionarla era stato il cardinale Francesco Maria Del Monte, primo mecenate romano del pittore lombardo, sotto la cui ala Caravaggio era entrato proprio nel 1527. Un’autentica sfida, a soffitto. Vinta: l’olio a muro dà vita a un vertiginoso scorcio prospettico: le divinità sono in piedi nude, in posizione di fiero dominio. Appaiono nell’atto di spartirsi l’intero universo, un globo ceruleo: a Plutone gli inferi, a Nettuno il mare, a Giove il cielo. Oggi quella pittura, per dirla con un eufemismo, versa in condizioni non eccellenti, inaccessibile al grande pubblico, essendo in una dimora privata al centro di gravi e tristi questioni legali.

Un dipinto dinamico raffigura figure muscolose alle prese con una sfera traslucida di grandi dimensioni. La scena trasmette movimento e tensione, con nuvole vorticose ed espressioni intense, fondendo stili rinascimentali e barocchi.

Ma la grande mostra CARAVAGGIO 2025 (con il quadro perduto e ritrovato) ha compiuto il “miracolo”: da sabato 29 marzo a domenica 6 luglio 2025 il dipinto del Merisi e il Casino Boncompagni Ludovisi saranno eccezionalmente visitabili il sabato e la domenica grazie a speciali visite guidate per gruppi di massimo 20 persone alla volta. L’accesso è consentito ai soli possessori del biglietto di visita alla mostra in corso a Palazzo Barberini, previa prenotazione.

Un grande edificio bianco a tre piani con alte finestre e persiane si trova accanto a un rigoglioso giardino. Il prato è ben curato e delimitato da piccoli alberi e cespugli. Un altro edificio è parzialmente visibile sullo sfondo.

Storia e significato dell’opera di Caravaggio nascosta nella villa

Quella della pittura murale fu dunque una sfida per l’orgoglioso Merisi. Secondo uno dei suoi primi e più celebri biografi, Giovanni Pietro Bellori, l’artista “sentendosi biasimare di non intendere né piani né prospettiva, tanto si aiutò collocando li corpi in veduta dal sotto in su che volle contrastare gli scorti più difficili”. E si autoritrasse, verosimilmente con l’ausilio di uno specchio, in tutte e tre le divinità.

Il Giove, Nettuno e Plutone era destinato a un ambiente piuttosto speciale del Casino, anche detto dell’Aurora, il “camerino della distilleria” (così lo definisce Giovan Pietro Bellori, tra i primi biografi dell’artista), una sorta di gabinetto alchemico, nel quale il cardinale si dilettava, essendo egli “studioso di medicamenti chimici”. Giove, Nettuno e Plutone sono infatti divinità tradizionalmente associate alle tre fasi della pratica alchemica, attraverso le quali, dagli inferi, si giunge all’essenza della verità e della conoscenza, alla pietra filosofale.

Caravaggio 2025, un’occasione da non perdere per scoprire bellezze nascoste

Quando il giovane cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV, nel 1621 acquistò dal cardinal Francesco Maria Del Monte il Casino come parte della Villa Ludovisi che stava costituendo, si trovò si trovò l’opera in casa. A questa, negli anni se ne aggiunsero altre di superbe. Come quella del Guercino, autore nel 1621 al piano terra dell’affresco con “L’Aurora” (affiancata da “L’Allegoria del Giorno” e da “L’Allegoria della Notte”. In un vano adiacente Ludovisi commissionò opere a DomenichinoPaul BrillGiovan Battista Viola, e ancora al Guercino, ad affrescare su ciascuna delle quattro pareti, paesaggi, sovrastati dalla danza dei putti sul soffitto, eseguita da Antonio Circignani detto il Pomarancio.

Un soffitto affrescato e dettagliato presenta scene mitologiche, tra cui un carro trainato da cavalli e figure in abiti classici. L'opera d'arte presenta un cielo drammatico con nuvole ed elementi architettonici che incorniciano la scena. I colori sono vivaci e dinamici.
Guercino

L’eccezionale pittura murale Giove, Nettuno e Plutone va quindi virtualmente a sommarsi alle ventiquattro opere esposte nella mostra CARAVAGGIO 2025, aperta – salvo proroghe – fino al 6 luglio 2025 e curata da Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, Maria Cristina Terzaghi, docente universitaria e seicentista, e Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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