L’erede che compie lavori su bene indiviso può essere rimborsato

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L'erede che compie lavori su bene indiviso può essere rimborsato

L’erede che ha apportato migliorie al bene ereditario indivisibile, ma da lui posseduto, ha il diritto di essere rimborsato delle spese fatte per la cosa comune

Indice

Nell’ambito di un giudizio di divisione ereditaria, anche in relazione ad un bene considerato non divisibile, le migliorie apportate da uno dei coeredi si integrano al valore del bene. In questo senso, il coerede che abbia apportato di tasca propria dei miglioramenti potrà pretendere il rimborso di quanto sostenuto.

Questo è quanto si ricava dalla recente pronuncia della Corte di Cassazione, n. 27580 del 2024, ove i giudici della Suprema Corte, seguendo in realtà un orientamento cosante, hanno statuito che nel giudizio di divisione ereditaria, di un bene non divisibile, le migliorie apportate da uno solo dei condividenti danno diritto a ottenere il rimborso dei costi sostenuti.

Gli effetti delle migliorie sul bene indiviso

Il coerede che ha apportato miglioramenti al bene ereditario indiviso ma da lui posseduto, è considerato mandatario degli altri compartecipi alla comunione ereditaria e come tale:

  • avrà diritto di essere rimborsato delle spese fatte per la cosa comune
  • non sempre avrà diritto ad un’indennità pari all’aumento di valore della cosa per effetto dei miglioramenti, di cui all’art. 1150 cc.
  • non avrà diritto, quando si tratta di rimborso, alla rivalutazione monetaria, trattandosi di debito di valuta e non di debito di valore.

Lo stato di indivisione riconduce all’intera massa i miglioramenti apportati dal coerede, di modo che al momento dell’attribuzione delle quote l’apporto effettuato dal singolo coerede si ripartisce, insieme con le spese, tra i vari condividenti, secondo il principio nominalistico.

Il coerede, pertanto, non sempre può invocare la disciplina dell’art. 1150 c.c. – la quale attribuisce al terzo possessore di buona fede una indennità pari all’aumento di valore della cosa per effetto dei miglioramenti – ma, quale mandatario o utile gestore degli altri compartecipi alla comunione ereditaria, ha il diritto di essere rimborsato delle spese fatte per la cosa comune, tenendo però conto del fatto che al momento dell’attribuzione delle quote, l’apporto del coerede si ripartisce, insieme con le spese, tra i vari condividenti, secondo il principio nominalistico.

Cosa sono le migliorie?

Le migliorie sono tutte le opere che, con trasformazioni o sistemazioni diverse, apportano al bene un aumento di valore, accrescendone il godimento, la produttività e la redditività, senza presentare una propria individualità rispetto alla cosa in cui vanno ad incorporarsi.

Si tratta pertanto di tutte quelle operazioni effettuate sul bene capaci di potenziarne la qualità, anche in termini di valore economico.

Poiché si tratta di miglioramenti che non presentano una propria individualità, ma si integrano (incorporano) al bene, colui che le ha effettuate avrà diritto ad un rimborso della spesa pro quota.

Colui che ha effettuato il miglioramento riceverà, in altri termini, il rimborso in proporzione delle quote degli altri condividenti, non potendo chiedere la restituzione dell’intero valore.

Cosa può fare il coerede che ha eseguito delle migliorie?

Alla luce di questo ragionamento, il coerede che ha sostenuto le spese necessarie per la conservazione della cosa comune, anche migliorandola, e in un contesto di disinteresse degli altri coeredi, potrà rivolgersi a ciascuno di questi per ottenere il rimborso in proporzione alle rispettive quote, detratta la quota di spesa di sua pertinenza, che resterà a suo carico.

Il coerede che effettua lavori su beni comuni ha diritto al rimborso da parte degli altri comproprietari?

Non sempre i lavori apportati in autonomia da un coerede sul bene indiviso comportano delle migliorie, in quanto potrebbero risolversi in meri (ma necessari) atti di conservazione del bene.

A questo proposito, alla luce dell’orientamento della Corte, se ne ricava che:
• fin quando non si procede alla divisione ereditaria per la ripartizione dei beni tra gli eredi, l’immobile resta in comproprietà
• con l’immobile indiviso prendere decisioni comuni sui lavori da eseguire è spesso molto complesso
• è molto comune che uno dei comproprietari autonomamente effettui delle migliorie o delle opere sul bene indiviso (ad esempio perché si trova nel possesso esclusivo del bene; perché è mosso da un interesse personale a preservare il bene; perché ambisce ad usucapirlo)
• il comproprietario che ha apportato dei miglioramenti, o che comunque ha effettuato dei lavori sul bene indiviso, sostenendo dei costi, ha comunque diritto al rimborso delle spese che hanno apportato beneficio al bene comune.

di Nicola Dimitri

Collaboratore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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