Visti per nomadi digitali: i 5 Paesi migliori dove lavorare all’estero

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Visti nomadi digitali: i 5 Paesi migliori dove lavorare all’estero

Sempre più Stati introducono visti dedicati ai lavoratori da remoto. Dal Portogallo alla Thailandia, ecco alcuni dei Paesi più scelti dai nomadi digitali e le principali caratteristiche dei loro programmi

Indice

Visti per nomadi digitali: dove lavorare all’estero è più semplice

Il lavoro da remoto ha reso possibile lavorare ovunque. Per attrarre questi professionisti, molti Paesi offrono visti per nomadi digitali, che permettono di soggiornare, per periodi medio-lunghi, in un Paese continuando a lavorare online per aziende o clienti esteri.
Negli ultimi anni il numero di Paesi che offrono questi Visa è cresciuto rapidamente. Questo articolo presenta cinque Paesi tra i più scelti dai nomadi digitali, con requisiti, durata e documentazione necessaria.

Visto nomadi digitali Portogallo: requisiti, durata e reddito minimo

Durata

Il visto può essere rilasciato come Temporary stay visa, valido fino a 1 anno e rinnovabile per brevi periodi, oppure come Residency visa, valido per 4 mesi durante i quali il titolare deve richiedere il permesso di soggiorno presso l’Aima. Il permesso di residenza iniziale ha durata di 2 anni ed è rinnovabile, consentendo nel tempo di accedere alla residenza permanente o alla cittadinanza.

Requisiti economici

È destinato a cittadini non appartenenti all’Ue, allo Spazio economico europeo o alla Svizzera che svolgono attività da remoto. È necessario dimostrare un reddito minimo mensile pari ad almeno quattro volte il salario minimo portoghese (circa 3.680 €), l’assenza di precedenti penali e la disponibilità di un alloggio stabile in Portogallo per almeno 12 mesi.

Documentazione

I candidati devono presentare un passaporto valido, prova del reddito e della residenza fiscale, nonché documenti che attestino l’esistenza del rapporto professionale, come un contratto di lavoro o una dichiarazione del datore di lavoro per i subordinati, oppure contratti, lettere di incarico o altra documentazione per i lavoratori autonomi.

Attività

Il visto è rivolto a professionisti che svolgono la propria attività da remoto per aziende o clienti situati fuori dal Portogallo.

Visto nomadi digitali Spagna: requisiti, tasse e durata del soggiorno

Durata

Il Digital nomad visa, introdotto nel gennaio 2023, consente di vivere e lavorare in Spagna fino a un anno se richiesto dall’estero, o fino a tre anni se richiesto direttamente in Spagna come autorizzazione di soggiorno, rinnovabile fino a cinque anni.

Requisiti economici

Reddito minimo pari al 200% dello Smi (circa 2.850 euro/mese nel 2026), aumentato del 75% dello Smi per il primo familiare e del 25% per ciascun ulteriore a carico.

Documentazione

Prima di fare domanda occorre il Nie e per permanenze superiori a sei mesi anche la Tie. Tra i documenti richiesti vi sono: passaporto valido, certificato penale degli ultimi due anni, prova delle risorse economiche, titoli o esperienze professionali e documentazione contrattuale.
I lavoratori subordinati devono fornire il contratto di lavoro, la lettera del datore e la prova dell’operatività della società estera; i lavoratori autonomi, invece, devono allegare contratti o incarichi, fatture, registrazioni fiscali e descrizione dell’attività da remoto.
È inoltre necessaria una copertura sanitaria completa senza franchigie e una posizione previdenziale regolare tramite società o Reta per autonomi.

Attività

I lavoratori autonomi possono lavorare anche per aziende spagnole, fino al 20% del fatturato totale. Il visto può anche essere convertito in altri permessi lavorativi qualora si rispettino i relativi requisiti.

Nomadi digitali a Malta: visto, requisiti e come lavorare da remoto

Durata

Il Nomad residence permit, introdotto nel 2021, è valido un anno, rinnovabile fino a un massimo di quattro anni, a discrezione dell’Agenzia competente per il rilascio dei visti. La domanda di rinnovo va presentata 2-3 mesi prima della scadenza.

Requisiti

Il visto è destinato a cittadini di Paesi terzi (non Ue/See/Svizzera), che abbiano almeno 18 anni e svolgano un’attività lavorativa da remoto indipendente dalla localizzazione geografica. È inoltre richiesto un reddito minimo annuo di €42.000 (ridotto a €32.400 per le domande presentate prima del 1° aprile 2024). Restano esclusi alcuni Paesi specifici, tra cui Afghanistan, Corea del Nord, Russia e Bielorussia.

Documentazione

Passaporto valido, certificato penale originale del Paese di origine (meno di 6 mesi, tradotto se necessario), contratti o documentazione fiscale che dimostrino continuità economica, assicurazione sanitaria privata valida, prova dell’alloggio dopo la Letter of Approval in Principle e Letter of Final Approval. Il richiedente principale può includere coniuge e figli a carico.

Attività

Si deve rientrare in una delle categorie: lavoratore subordinato con datore di lavoro estero, lavoratore autonomo socio/partner di una società estera, freelance con clienti esteri.
Non è consentito lavorare per aziende maltesi. Il lavoro dev’essere prestato esclusivamente per aziende o clienti esteri. Per il rinnovo, occorre dimostrare residenza a Malta per almeno cinque mesi cumulativi nell’anno precedente.
È possibile soggiorno temporaneo nell’area Schengen fino a 90 giorni ogni 180; tuttavia questi spostamenti sono consentiti solo per soggiorni temporanei (ad esempio turismo o visite) e non per stabilirsi o svolgere attività lavorative come nomadi digitali in altri Paesi Schengen.

Visto nomadi digitali Thailandia: requisiti economici e durata (Dtv)

Durata

Il visto Dtv (Destination Thailand visa) è valido 5 anni con ingressi multipli. Ogni ingresso permette una permanenza fino a 180 giorni, con possibilità di estensione per ulteriori 180 giorni, per un massimo di circa 360 giorni complessivi per soggiorno. Superata questa soglia, i titolari devono lasciare il Paese, ma possono rientrare successivamente utilizzando lo stesso visto entro il periodo di validità.

Requisiti economici

Possono richiedere il visto nomadi digitali, lavoratori da remoto e freelance che lavorano online per aziende o clienti esteri, nonché coniuge e figli a carico del titolare. Sono ammessi anche partecipanti a programmi o attività in Thailandia, come corsi sportivi, culturali o trattamenti medici. È necessario dimostrare stabilità finanziaria, con almeno 500.000 Thb (circa 14.000–15.000 €) di risparmi sul conto bancario.

Documentazione

I richiedenti devono fornire passaporto valido, prova dello svolgimento dell’attività lavorativa per aziende o clienti esteri tramite contratti o altra documentazione professionale, oltre alla documentazione personale richiesta dalle autorità thailandesi.

Attività

Il visto Dtv è rivolto a professionisti che lavorano da remoto e per stranieri che vogliono soggiornare in Thailandia per attività formative, sportive o culturali di medio-lungo periodo. Non è consentito il lavoro per aziende thailandesi in possesso di questo visto.

Visto nomadi digitali Dubai: requisiti, reddito minimo e durata

Durata

Il Virtual work visa degli Emirati Arabi Uniti consente ai lavoratori da remoto di vivere a Dubai per un periodo iniziale di un anno, rinnovabile annualmente. Il visto permette di includere i familiari a carico del richiedente principale, che potranno essere sponsorizzati da quest’ultimo.

Requisiti economici

Per accedere al visto, il richiedente deve dimostrare un reddito minimo mensile di 3.500 dollari Usa o l’equivalente in altra valuta estera, dimostrabile attraverso contratti, buste paga o estratti conto bancari.

Documentazione necessaria

La domanda richiede passaporto valido per almeno sei mesi, una foto recente, prova dell’impiego per un’azienda estera o della propria attività remota, e un’assicurazione sanitaria valida negli Emirati Arabi Uniti per l’intera durata del visto. La documentazione deve dimostrare che il lavoro è indipendente dalla localizzazione e svolto esclusivamente per clienti o datori esteri.

Attività

Il visto permette di lavorare da remoto esclusivamente per datori di lavoro o clienti esteri. Non è previsto alcun limite al tipo di attività, purché il lavoro non sia destinato a clienti o aziende locali negli Emirati.

Domande frequenti su Visti per nomadi digitali: i 5 Paesi migliori dove lavorare all’estero

Quali sono i requisiti economici minimi per ottenere un visto da nomade digitale in Portogallo?

Per il Portogallo, l'articolo menziona la necessità di soddisfare specifici requisiti economici, inclusa una soglia di reddito minimo. Questi requisiti sono dettagliati nella sezione dedicata al visto per nomadi digitali portoghesi.

Quanto tempo è possibile soggiornare in Spagna con un visto da nomade digitale?

La durata del soggiorno in Spagna per i nomadi digitali è specificata nell'articolo, che fornisce dettagli sulla validità del visto. La sezione dedicata alla Spagna illustra i periodi di permanenza consentiti.

Quali sono i requisiti finanziari per i nomadi digitali che desiderano lavorare da remoto a Malta?

Malta richiede ai nomadi digitali di soddisfare determinati requisiti economici per ottenere il visto. L'articolo elenca questi requisiti nella sezione dedicata a Malta, specificando le condizioni finanziarie necessarie.

Qual è il reddito minimo richiesto per il visto Dtv in Thailandia per nomadi digitali?

La Thailandia, attraverso il suo visto Dtv, impone un requisito di reddito minimo per i nomadi digitali. L'articolo fornisce informazioni precise su questa soglia economica nella sezione dedicata alla Thailandia.

Quali sono i requisiti economici e la durata del visto per nomadi digitali a Dubai?

Per Dubai, l'articolo specifica sia i requisiti economici, incluso il reddito minimo, sia la durata del visto per nomadi digitali. Queste informazioni sono dettagliate nella sezione dedicata a Dubai.

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Vignetta di Alessandro Arletti, dottore commercialista e revisore contabile, fondatore di Studio Arletti & Partners dal 1998.

di Alessandro Arletti

È dottore commercialista e revisore contabile, fondatore di Studio Arletti & Partners dal 1998. È specializzato nelle giurisdizioni italiane ed estere nell’ambito della mobilità globale dei lavoratori per diritto del lavoro, sicurezza sociale, immigrazione, fiscalità e risk assessment, collaborando con le migliori associazioni di categoria italiane e internazionali.

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