La relazione come asset distintivo, la consulenza come leva evolutiva. Nella visione di Cherry Bank, essere “Relationship Bank” significa costruire un ecosistema integrato, in cui le diverse competenze, dal corporate al wealth, lavorano in sinergia per offrire una consulenza coerente, continua, personalizzata. Sui territori, il modello prende vita grazie a team esperti e radicati nelle realtà locali, dove l’esperienza dei profili senior e l’allineamento con le dinamiche locali permettono di rispondere con efficacia alle esigenze di famiglie e imprese. Ne parliamo in dettaglio con Andrea Giani, Head of Private Banking di Cherry Bank.
Una delle principali aree di Cherry Bank è la Relationship Bank. Che cosa significa e in che modo tale identità si riflette sulla consulenza patrimoniale?
“Relationship Bank significa costruire un modello di servizio fondato sulla relazione duratura, sull’ascolto e sulla personalizzazione. L’area Relationship Bank di Cherry Bank include quattro Business Unit: Corporate Banking, Factoring, Wealth Management e Retail Banking, capaci di offrire prodotti e servizi personalizzati a famiglie e imprese. La rete di professionisti attivi sul territorio ci permette di operare con l’obiettivo di valorizzare il rapporto diretto, garantendo un’offerta che nasce dal dialogo continuo con il cliente. Nel perimetro della consulenza patrimoniale, ci rivolgiamo a privati, famiglie e imprenditori che desiderano un partner solido e trasparente. Il cliente viene accompagnato in un percorso evolutivo costruito su misura, con l’obiettivo di generare valore nel lungo termine”.
Nel dialogo con clienti evoluti, quali strumenti o approcci vi permettono di unire consulenza finanziaria e consulenza patrimoniale in senso più ampio?
“Il nostro punto di partenza è sempre l’ascolto attivo. Da qui si avvia un’analisi strutturata del patrimonio, degli obiettivi di medio-lungo termine e del profilo di rischio. La strategia patrimoniale che ne deriva viene seguita con un monitoraggio costante, a garanzia di coerenza e continuità. Il nostro modello di consulenza avanzata si fonda su tre pilastri: trasparenza, assenza di conflitto di interessi e personalizzazione. Oltre alla consulenza tradizionale, per i clienti più evoluti costruiamo un’offerta riservata e distintiva, coerente con le esigenze di clientela High Net Worth Individual”.
Come state rispondendo alle nuove esigenze dei clienti private e imprenditori che cercano soluzioni integrate, anche in ambito fiscale, successorio o assicurativo?
“La consulenza patrimoniale che offriamo comprende soluzioni di protezione, previdenza e pianificazione successoria, con l’obiettivo di fornire una copertura globale. Dal punto di vista assicurativo, vengono proposte soluzioni per la tutela contro eventi imprevisti e per garantire stabilità futura alla famiglia, anche attraverso integrazione previdenziale. In ambito successorio, la Banca lavora con il cliente per strutturare una pianificazione strategica della trasmissione del patrimonio, in un’ottica di continuità generazionale. Il wealth planning offerto è altamente personalizzato e tiene conto delle implicazioni fiscali e legali, integrando i diversi ambiti in un’unica visione. In questo modo, la consulenza assume un valore progettuale che va ben oltre la gestione degli asset”.
Come lavorano insieme professionalità diverse – dal consulente al gestore corporate – per offrire una consulenza coordinata e coerente al cliente?
“Il nostro modello mette esclusivamente il cliente al centro. Tutti i professionisti, indipendentemente dalla Business Unit per la quale lavorano, operano come ambasciatori dell’intera Banca, capaci di rappresentarla in modo unitario e trasversale. Questo approccio abbatte i silos organizzativi e consente di offrire un’esperienza coerente, in cui ogni opportunità viene valutata e gestita in sinergia. Il cross selling non viene inteso come leva commerciale ma come strumento di integrazione consulenziale. Le competenze di ogni gestore fanno sì che possa individuare i bisogni anche al di fuori del proprio perimetro e di attivare le competenze necessarie per soddisfarli, rafforzando così la relazione e la qualità della proposta”.
Padova è una piazza storica ma anche dinamica. In che modo le esigenze della clientela locale influenzano l’evoluzione del servizio?
“Padova rappresenta un contesto unico, in cui la cultura finanziaria delle famiglie e delle imprese richiede un approccio basato su fiducia, continuità e dialogo. La relazione interpersonale, la fiducia, l’ascolto sono elementi fondamentali per instaurare un rapporto solido e duraturo. L’approccio Cherry Bank si adatta perfettamente a queste dinamiche: la presenza locale, la conoscenza del territorio e la capacità di leggere le esigenze dei clienti padovani contribuiscono a rafforzare la coerenza tra modello di servizio e aspettative”.
La personalizzazione è spesso un obiettivo dichiarato da molte reti. Come riuscite a garantirla nella pratica, soprattutto in un contesto operativo come quello di Padova?
“La proposta full-service di Cherry Bank consente di costruire percorsi altamente personalizzati, combinando i servizi delle quattro Business Unit dell’area Relationship Bank con le soluzioni dell’area Corporate & Investment Banking. Vogliamo essere un partner strategico per famiglie e imprese, accompagnandole anche in contesti complessi come finanza strutturata, alternative investments, special situations e green advisory. Il team Wealth Management di Padova è un esempio di questo approccio olistico: ad oggi è composto da sei professionisti senior, tra Private Banker e Deputy, con esperienza nei principali istituti nazionali, tutte figure altamente specializzate e radicate nel territorio, in grado di offrire consulenza personalizzata e continuità operativa. Siamo convinti che il rapporto diretto con il cliente sia il perno su cui costruire la nostra attività di advisory e che l’efficacia del servizio si fondi su una profonda conoscenza del contesto locale”.
Su quali competenze state investendo di più all’interno della rete consulenziale per affrontare le sfide dei prossimi 3–5 anni?
“Il 2025 è per noi un anno di transizione strategica. Le sfide legate all’intelligenza artificiale, all’evoluzione tecnologica e all’incertezza dei mercati richiedono un’evoluzione delle competenze. Abbiamo avviato percorsi formativi che, accanto alle skill tecniche, sviluppano le cosiddette soft skills: capacità di ascolto, gestione della relazione, lettura dei contesti complessi. Vediamo la crescita professionale a 360 gradi come un asset competitivo per affrontare i cambiamenti in atto e interpretare il modello consulenziale della banca con maggiore efficacia. L’investimento sulle persone e sui team, che prevediamo di ampliare ulteriormente con le prossime assunzioni, è una priorità strategica necessaria per garantire solidità, competenza e coerenza al servizio offerto”.

