I più di 270 mercanti e gallerie che hanno esposto a TEFAF a Maastricht, la più importante fiera al mondo per le arti classiche conclusasi recentemente, hanno dato il meglio di sé quest’anno, e il risultato si vede dalle vendite numerose e dall’entusiasmo generale che si percepisce dalla stampa come pure dalle chiacchere informali.

Difficile e forse anche inutile fare un resoconto degli oggetti più notevoli – certo i due volumi che la Galerie Kugel di Parigi presentava, un inventario di pietre dure commissionato da Monsignor Leone Strozzi a Roma alla fine del Seicento; o la copia eseguita da Sargent della Deposizione di El Greco, dipinta durante una sua visita in Spagna nell’estate del 1895, portata da Agnew’s di Londra; o anche i gioielli antichi che non mancavano dello stand della maestra del gusto, Alessandra di Castro…

Uno degli album Strozzi, Galerie Kugel, Parigi (le pietre sono vere)
Maastricht, un anfratto nella punta meridionale dell’Olanda
Tante delle opere portate nella cittadina olandese potevano tranquillamente essere parte delle collezioni dei grandi musei mondiali, ed è per questo che a TEFAF vengono i direttori e i curatori delle più importanti istituzioni non solo europee, ai quali è garantito l’accesso alla fiera nei primi due giorni, insieme ai collezionisti più attivi e interessanti. Insomma è sempre una gioia andare, per gli occhi e per la socialità, così assolutamente bizzarra in un luogo alla fine così remoto. Ecco infatti, Maastricht è difficile da raggiungere, e una volta che si è laggiù, incuneati nella punta meridionale dell’Olanda, ci si concentra sulla fiera e sui compagni che anche l’hanno – elegantemente – conquistata.
Prima di TEFAF, Michelangelo
Negli ultimi anni ho iniziato ad aggiungere un giorno o due di gita di studio solitaria, per esplorare Belgio o Olanda, a seconda del giro fatto per arrivare. Quest’anno è stata la volta di Bruges, destinazione magari da evitare con la bella stagione e i turisti impazziti, ma assolutamente magnifica e semi deserta a inizio marzo. Era molto tempo che volevo vedere la Madonna che Michelangelo scolpì appena dopo la Pietà di San Pietro, venduta ai fratelli Mouscron nel 1504, e donata successivamente nel 1514 da Jan Mouscron alla Chiesa di Nostra Signora della città: forse l’unica opera sua a lasciare l’Italia durante la sua vita.

La Madonna di Bruges recuperata dai Monuments Men nelle miniere di sale di Altaussee, Austria
La Madonna di Bruges ha avuto vita avventurosa, per ben due volte fu presa con la forza, prima dai francesi poi dai nazisti, ma alla fine è sempre tornata al suo posto, dove è straordinario incontrarla. Bruges è profondamente fiamminga, e forse le sole due opere straniere in città sono questa e, nel museo, una veduta di Verona dipinta da Richard Parkes Bonington – pittore straordinario purtroppo morto giovanissimo, a soli 26 anni, altrimenti avrebbe forse superato Turner. In ogni caso imbattersi in opere che non siano nei modi di van Eyck o Memling a Bruges è un avvenimento speciale ed esotico.
Scoperte senza fine: Buonarroti protagonista delle aste
La vista della Madonna di Bruges fa pensare alla grandezza di Michelangelo, e di conseguenza anche al valore immenso non solo culturale/storico ma anche finanziario di opere dei grandi maestri. È quindi d’obbligo ricordare quello che tanti chiamano Il Piede, disegno straordinario riaffiorato sul mercato recentemente negli Stati Uniti.

Michelangelo Buonarroti, Studio per il piede della Sibilla Libica, Christie’s, New York, 5 febbraio 2026, USD 27,200,000
Prepararatorio per l’affresco raffigurante la Sibilla Libica sulla volta della Cappella Sistina, il disegno era sconosciuto prima del suo arrivo da Christie’s di New York. Relativamente pochi sono infatti i disegni di Michelangelo arrivati sino a noi, nonostante si sappia che disegnava senza sosta. Molti fogli sono andati distrutti semplicemente perché erano uno strumento di lavoro, moltissimi altri perché lui stesso li bruciava – si sa di almeno quattro falò – altri si sono persi per mille altri motivi.
È cosa rara aggiungere al suo catalogo, ancor di più con studi per la Cappella Sistina, il Sancta Sanctorum dell’arte occidentale: nei quattro anni in cui ha lavorato alla volta deve aver eseguito centinaia di disegni, per aiutarsi a pianificare ogni dettaglio, ogni posa, ogni muscolo che si muoveva. La sua forza creativa era davvero senza limiti, e questo disegno, per quanto piccolo (13.5 x 11.5 cm), ne è intriso, si percepisce la potenza con cui ha premuto lo strumento sul foglio.
Da Michelangelo di nuovo a TEFAF
L’opera, stimata USD 1.500.000 – 2.500.000 è stata venduta per USD 27.200.000 ad un collezionista privato. Questo racconto ha lo scopo di spingere il lettore ad andare a visitare TEFAF a Maastricht l’anno prossimo, preparando con anticipo un itinerario che includa anche qualche giorno di esplorazione in Belgio e nei Paesi Bassi, che sono sempre pieni di sorprese anche se si pensa di conoscerli. A questo si aggiunge la raccomandazione di cercare di vedere e rivedere i capolavori dei grandi artisti: entrare in Cappella Sistina è ogni volta un’esperienza diversa ed emozionante.

