Student housing, boom in Italia: rendimenti fino al 7%

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Quattro studenti universitari sono seduti a un tavolo di legno all’interno di uno student housing, impegnati in una sessione di studio. Due leggono libri, mentre gli altri discutono di qualcosa sullo schermo di un computer portatile. Quaderni e una pianta sono visibili sul tavolo, creando un'atmosfera invitante per l'apprendimento.

Rendimenti tra il 4% e oltre il 7%, domanda strutturale e forte gap di offerta: lo student housing traina la crescita del living in Italia, ancora indietro rispetto all’Europa ma sempre più attrattivo per gli investitori

Indice

Student housing e living: boom degli investimenti immobiliari in Italia

Negli ultimi anni il living è diventato uno dei terreni più dinamici del real estate europeo. Non più solo residenziale tradizionale, ma un insieme di asset class ibride — dallo student housing al co-living — capaci di intercettare cambiamenti demografici, mobilità internazionale e nuovi modelli di consumo dell’abitare. In Italia il settore è ancora indietro, ma cresce rapidamente. A trainare è lo student housing, sostenuto da domanda superiore all’offerta e da rendimenti competitivi.

Investimenti immobiliari: volumi in crescita nel 2025

“Il mercato italiano degli investimenti immobiliari living ha registrato nel 2025 volumi per 1,2 miliardi, in crescita del 40% sull’anno precedente. Il settore rappresenta circa il 7% degli investimenti immobiliari totali in Italia”, dichiara Alberico Radice Fossati, country leader e head of capital markets di Jll Italia.
Il confronto europeo aiuta a leggere il fenomeno. “In Europa, il peso degli investimenti in residenze universitarie purpose-built è cresciuto dall’1,9% nel 2019 a oltre il 5% negli ultimi anni, segno di un interesse crescente da parte degli investitori per fondamentali solidi e flussi stabili”, aggiunge Raoul Ravara, senior managing director di Hines.

Le asset class del living: student housing in testa

In Italia, però, emergono alcune specificità. Analizzando l’articolazione degli investimenti del 2025 “il purpose-built student accommodation (Pbsa) guida con circa il 40% del totale, una quota significativamente superiore alla media europea (24%)”, continua Radice Fossati, con “circa 500 milioni nel 2025 e una pipeline di 28.000 posti letto al 2029 nelle principali città universitarie”.

E gli altri segmenti? “Il built-to-sell rappresenta circa il 25% degli investimenti, seguito dall’affordable social housing (15%) e dal multifamily/built-to-rent (10%)”, puntualizza Radice Fossati.

Student housing e co-living: nuovi modelli di abitare

Una crescita che si innesta su un cambiamento più profondo del modo di abitare. “Si assiste a una crescente ibridazione tra student housing e co-living – osserva Francesca Zirnstein, dg di Scenari Immobiliari – Gli studentati offrono servizi riconducibili sia all’hospitality che al living – tra gli altri, reception 24 ore, coworking, palestra, spazi per la socialità – mentre il co-living integra spazi comuni, servizi alla persona e ambienti multifunzionali”.

Domanda record e gap strutturale: perché lo student housing cresce

Il punto di partenza, però, resta lo squilibrio strutturale tra domanda e offerta.

Il gap Italia-Europa nello student housing

“Nello student housing il tasso di copertura italiano del 4% rimane drasticamente inferiore al 16% della media europea, evidenziando un gap strutturale che nemmeno la pipeline di sviluppo potrà colmare completamente – sottolinea Radice Fossati – soprattutto, confrontando il dato italiano con mercati più maturi, come Uk o Danimarca, dove tale valore si attesta rispettivamente oltre il 30 e il 20%.

Domanda in crescita: numeri e studenti fuori sede

I numeri confermano la pressione della domanda: con circa 2 milioni di studenti nell’anno 2025-26 e una crescita degli internazionali del 15%, l’offerta si ferma a circa 80.000 posti letto complessivi. “Lo student housing è un’asset class solida perché risponde a una domanda strutturale in crescita – dichiara Ravara – In Italia meno dell’8% degli studenti fuori sede trova posto in residenze dedicate, contro il 23% in Francia e il 14% in Germania, evidenziando margini significativi di sviluppo”.

Rendimenti fino al 7% e capitali esteri: cosa attira gli investitori

Capitali internazionali e mercato italiano

Il crescente interesse per il settore si riflette anche nella composizione dei capitali e nel profilo degli investitori. “Nonostante la componente internazionale dei capitali investiti raggiunga e superi il 60% del volume complessivo (più di 500 milioni di euro), nel panorama italiano si rileva, ancora, la carenza di investitori specializzati che, in mercati esteri o in altre asset class, sono stati in grado di trainare e guidare il processo di consolidamento e maturazione del mercato”, commenta Zirnstein.

Strategie degli investitori nel living

Dal lato operativo, intanto, le strategie si stanno strutturando. “Nel breve-medio periodo gli investitori proseguiranno nel processo di diversificazione dei propri portafogli immobiliari combinando BtS, BtR (con quote di co-living) e student housing con ‘piani di investimento’ rispettivamente inferiori a 100 milioni di euro e superiori a 200 milioni”, precisa il dg di Scenari Immobiliari.

Rendimenti dello student housing città per città

A sostenere l’interesse è anche il profilo dei rendimenti. “Lo student housing e il co-housing mostrano una stabilizzazione dei rendimenti tra il 4,75 e il 7,25% in città come Bologna, Padova, Roma e Torino, tra il 3,75 e il 5,75% a Firenze e tra il 3,25 e il 4,75% a Milano – dice Zirnstein – A confronto, il residenziale ordinario si colloca tra il 2,5 e il 5,25%”.

Dal punto di vista di un investitore globale, il quadro è ancora più chiaro. “L’attrattività deriva dalla stabilità dei flussi e dalla crescita strutturale della domanda – osserva Ravara – La mobilità internazionale e la limitata offerta generano livelli di occupazione molto elevati e flussi di cassa resilienti, elementi chiave per investimenti a lungo termine”.

Canoni e redditività: il premio del prodotto gestito

Anche sul fronte dei canoni emergono differenze significative: “Le residenze private e gestite professionalmente registrano un premio di canone del 15%, rispetto al 6% delle residenze universitarie gestite dalle università”, prosegue il senior managing director di Hines.

Nuovi modelli di sviluppo e prospettive del living in Italia

La crescita passa anche da nuovi modelli di sviluppo.

Conversioni immobiliari e riqualificazione

“Le conversioni da altre destinazioni d’uso costituiscono circa il 30% dei volumi complessivi, a conferma della capacità del mercato di valorizzare asset esistenti, attraverso strategie di riposizionamento”, sottolinea Radice Fossati.

Il modello Milano-Cortina 2026

Un approccio che trova applicazione in diversi progetti. Il Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026 “rappresenta un esempio di partenariato pubblico-privato capace di generare valore a lungo termine e un modello replicabile. Coniuga qualità realizzativa, innovazione e impatto sociale, diventando un punto di riferimento per gli investitori istituzionali con focus sul living – spiega Luca Mangia, general manager di Coima Rem – Il nuovo campus contribuirà per il 6% al fabbisogno complessivo (di Milano, ndr), con 1.700 posti letto e un posizionamento dei canoni concepito per essere competitivo e socialmente sostenibile: le tariffe saranno convenzionate, comprensive di tutti i servizi e inferiori del 25% rispetto al mercato. Un elemento che differenzia il progetto dagli studentati privati tradizionali e rafforza la sua funzione di servizio alla comunità accademica”.

Le prospettive del mercato immobiliare living

Guardando avanti, la direzione è definita ma non priva di ostacoli. E il gap resterà. “Costi di costruzione elevati, difficoltà nell’ottenimento dei permessi edilizi, rischio normativo e fattori sociali e culturali continuano a rallentare lo sviluppo”, osserva Zirnstein, che prevede comunque un progressivo consolidamento dei volumi di investimento, grazie alla stabilizzazione delle politiche monetarie e all’operatività di nuovi prodotti immobiliari.

Di avviso simile Ravara, che conclude: “L’Italia è ancora in fase di sviluppo, con una domanda che supera l’offerta nelle città universitarie principali. Questo rende il mercato particolarmente interessante per investitori con visione di medio-lungo periodo”.

(Articolo tratto dal magazine n. 89 di We Wealth di aprile 2026)

Domande frequenti su Student housing, boom in Italia: rendimenti fino al 7%

Quali sono i rendimenti attesi per gli investimenti in student housing in Italia?

Gli investimenti in student housing in Italia possono generare rendimenti fino al 7%. Questo dato attira capitali esteri interessati alla redditività del mercato immobiliare italiano.

Perché lo student housing sta vivendo un boom di investimenti immobiliari in Italia?

Il boom è guidato da una domanda record e da un gap strutturale nel settore, unito a cambiamenti demografici e alla mobilità internazionale. Questi fattori creano un'opportunità di crescita per l'asset class dello student housing.

Come si posiziona l'Italia rispetto all'Europa nel settore dello student housing?

Il settore dello student housing in Italia è ancora indietro rispetto alla media europea, ma sta crescendo rapidamente. Questo divario rappresenta un potenziale di sviluppo e attrazione per gli investitori.

Quali sono i fattori che attraggono gli investitori nel mercato italiano dello student housing?

Gli investitori sono attratti dai rendimenti potenziali fino al 7% e dalla presenza di capitali internazionali. La crescita della domanda e il gap strutturale del mercato italiano sono ulteriori elementi di interesse.

Quali sono i nuovi modelli di abitare che stanno emergendo nel real estate europeo e italiano?

Oltre al residenziale tradizionale, stanno emergendo asset class ibride come lo student housing e il co-living. Questi modelli rispondono ai cambiamenti demografici, alla mobilità internazionale e a nuovi modelli di consumo dell'abitare.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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