Sotheby’s concluderà l’anno in Italia con un’asta serale di Arte Moderna e Contemporanea, che si terrà a Milano il 26 novembre 2025. Come ormai consuetudine per le vendite di questo genere in Italia, la selezione – l’80% della quale mai presentata in asta prima d’ora – comprenderà un insieme di opere di alcuni tra i più importanti artisti italiani, tra cui Giorgio de Chirico, Alberto Burri, Fausto Melotti, Mario Schifano, Alighiero Boetti ed Enrico Castellani, insieme a molti altri.
A guidare la vendita di questa stagione sarà un trio di opere di rilievo di Lucio Fontana: Concetto Spaziale, un elegante lavoro in alluminio del 1965 stimato €800.000-1.200.000; un Concetto spaziale, Attese bianco del 1968 (€700.000-1.000.000); e un secondo lavoro della stessa serie, realizzato sette anni prima rosso (€600.000-800.000).

Le opere italiane – per la maggior parte realizzate tra gli anni Cinquanta e Ottanta – saranno proposte insieme a una selezione curata di artisti internazionali, tra cui Hans Hartung, Elizabeth Peyton (proveniente da una prestigiosa collezione italiana), Lisa Yuskavage, Sam Francis, Max Ernst, Marcel Broodthaers, Alain Jacquet, Christo e William Copley.
Una selezione di lotti è stata visibile presso Banca Finnat, Palazzo Altieri, Piazza del Gesù, 49, Roma, per una speciale anteprima di due giorni (fino al 13 novembre), prima dell’esposizione completa nelle gallerie di Sotheby’s al Palazzo Serbelloni a Milano, dal 21 al 25 novembre.
L’asta serale di Arte Moderna e Contemporanea del 26 novembre 2025 chiude il ciclo di vendite di Sotheby’s Italia per il 2025, dopo una stagione di successi che l’ha vista realizzare la più importante asta di Fine Jewels and Watches mai realizzata in Italia (totale: €6 m); presentare una straordinaria collezione privata di dipinti e arti decorative dal XVI al XX secolo, che ha superato le aspettative raggiungendo €5,3 milioni (con il più alto tasso di venduto mai registrato per una vendita di questo tipo in Italia, stima: €2,6–3,6 milioni); e ottenere ottimi risultati per la vendita di Arte Moderna e Contemporanea di maggio (totale: €11,4 milioni).

Nel complesso, le vendite di Sotheby’s in Italia nel 2025 hanno raggiunto un tasso di venduto del 90%, in linea con il record del 2018. Due terzi dei lotti aggiudicati hanno superato la stima massima, il dato più alto dal 2021, con una media di quattro offerenti per lotto, in linea con gli anni migliori sia in Italia che a livello globale. Inoltre, il 20% dei compratori partecipa per la prima volta alle vendite di Sotheby’s Milano.
Tre opere seminali di Lucio Fontana – due appartenenti alla celebre serie Concetto Spaziale, Attese e un raro Concetto Spaziale in alluminio – racchiudono la rivoluzionaria ridefinizione dello spazio, della materia e del gesto dell’artista. Con i suoi tagli e le sue perforazioni decisive, Fontana trasforma la superficie pittorica in un luogo di profondità infinita, dove l’arte diventa espressione diretta di movimento, energia, spazio e luce.
Tra le tre, spicca il Concetto Spaziale, Attese rosso, proveniente da un’importante collezione privata. Il colore rosso occupa un posto privilegiato nell’opera di Fontana, simbolo di intensità sensuale e tensione spirituale. Non a caso, i cinque record d’asta italiani per Fontana sono stati raggiunti da opere rosse della stessa serie.
Accanto a un lavoro bianco della stessa serie – emblema di equilibrio e serenità – e al potente Concetto Spaziale in alluminio, di forza plastica e materica, questo trittico offre una visione avvincente della ricerca di Fontana nel superare i limiti della tela.
La serie dei Metalli, realizzata su lamiere incise e tagliate con gesto drammatico, rappresenta una delle sperimentazioni più audaci dell’artista. Le prime opere nacquero dopo il soggiorno di Fontana a New York nel 1961, quando trasse ispirazione dallo skyline verticale della città: i suoi gesti evocano il ritmo e i riflessi della luce sulle architetture della metropoli. Nelle versioni successive, come questa, il gesto diventa più violento e la superficie più profondamente lavorata, rivelando l’interesse di Fontana per la resistenza della materia e il potenziale espressivo della luce sul metallo.
Alberto Burri, Bianco CN 3, 1966

Stima: €250.000 – 350.000
L’uso pionieristico di materiali “poveri” o non convenzionali – dalla juta alla plastica, fino alla combustione – ha reso Alberto Burri una figura chiave dell’arte astratta del Novecento. Il suo approccio radicale alla superficie e alla materia ha profondamente influenzato il linguaggio dell’arte del dopoguerra, ispirando artisti come Robert Rauschenberg e aprendo la strada all’Arte Povera.
Proveniente da una prestigiosa collezione giapponese, Bianco CN 3 appartiene alla celebre serie dei Bianchi, nella quale Burri esplora la forza espressiva della texture e della materia attraverso una tavolozza ridotta. Realizzata nel 1966, l’opera segna una fase di piena maturità e riconoscimento internazionale, in cui l’artista si allontana dai Sacchi e dalle Combustioni per concentrarsi su superfici più sobrie e meditative, trasformando materiali umili in composizioni tattili e luminose al confine tra pittura e scultura.
Giorgio de Chirico, Archeologi, 1929-30
Stima: €350.000 – 450.000
In Archeologi, due figure metafisiche – a metà tra manichini, statue e rovine architettoniche – siedono una accanto all’altra. Strutture classiche emergono dai loro busti, mentre drappeggi di ispirazione greco-romana ricadono su spalle e gambe. Una delle due figure è seduta su una poltrona moderna blu, l’altra su uno sgabello che richiama la base di una colonna scanalata antica.
De Chirico iniziò a rappresentare queste fusioni di forma umana e architettonica negli anni Venti e vi tornò spesso nel corso della vita. Ispirato da una visita a una cattedrale gotica, scrisse di essere rimasto colpito da “una strana e misteriosa impressione… le figure dei santi e degli apostoli seduti, con le gambe corte e coperte dalle pieghe delle vesti che formavano come una base”.
Affascinato dal rapporto tra antichità e modernità, dal 1919 in poi de Chirico integrò sempre più temi classici nella sua arte, dichiarando “pictor classicus sum” (“sono un pittore classico”).
Emilio Vedova, Spagna n. 4, 1959

Estimate: €250.000 – 350.000
Nel 1959 Emilio Vedova, accompagnato dalla moglie Annabianca, intraprese un viaggio di due mesi in Spagna per confrontarsi con la sua eredità artistica e la realtà politica sotto la dittatura di Franco. L’esperienza si rivelò profondamente trasformativa, generando un ciclo di opere dedicate alla Spagna – tra cui Spagna n. 4 – pervase da tensione emotiva, urgenza morale e impegno civile.
In questi lavori, Vedova traduce il paesaggio e lo spirito iberico in un linguaggio viscerale di gesto e luce. Le sue pennellate vigorose, i ritmi spaziali frantumati e i forti contrasti evocano tanto la grande tradizione pittorica di El Greco e Goya quanto l’angoscia di un popolo oppresso.
Un’altra opera dell’artista, Senza titolo, (€180,000-250,000) sarà presentata accanto, a testimonianza della coerenza e della potenza del suo linguaggio pittorico negli anni successivi.
Elizabeth Peyton, Franz in Hamburg, 1995

Estimate: €100.000 – 150.000
Elizabeth Peyton è celebre per i suoi ritratti in piccolo formato di celebrità, figure storiche, artisti e amici, che colgono i soggetti in momenti lontani dai riflettori e intimi.
In Franz in Hamburg, Peyton ritrae l’artista tedesco Franz Ackermann nella città in cui studiò all’Accademia di Belle Arti. Invece di inserirlo nel suo contesto artistico, la pittrice sceglie di mostrarlo in un momento quotidiano, mentre passeggia per le strade di Amburgo. La città, resa con la sua consueta delicatezza, diventa un’estensione del soggetto stesso. Attraverso questo ritratto, Peyton sposta l’attenzione dalla celebrità alla sensibilità, rivelando una connessione poetica e personale tra figura e ambiente.
Lisa Yuskavage, Wee headshrinker, 1996

Estimate: €40.000 – 60.000
Wee Headshrinker (1996) segna la prima apparizione in asta in Italia di un’opera di Lisa Yuskavage. Quest’opera è un lampante esempio dell’innovativa esplorazione dell’artista della figurazione e della psicologia dello sguardo. Voce rivoluzionaria nella pittura contemporanea, Yuskavage ha sviluppato una pratica che celebra e sovverte al tempo stesso le nozioni tradizionali di bellezza, femminilità e desiderio.
Le sue opere – al contempo esibizioniste e introspettive – riaffermano la vitalità del mezzo pittorico pur sfidandone i limiti. In Wee Headshrinker, una figura audace ed eccentrica emerge in una composizione dove realismo e astrazione convivono in delicata tensione. Attraente e ambigua, la pittura di Yuskavage si nutre tanto di riferimenti alla storia dell’arte quanto del linguaggio visivo della cultura popolare, generando una tensione costante tra alto e basso, sacro e profano, armonia e dissonanza.

