Il 2025 sarà l’anno dello smeraldo, principesco come l’Aga Khan

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Un grande smeraldo dell'Aga Khan taglio quadrato è incastonato al centro come punto focale, circondato da una disposizione simmetrica di scintillanti diamanti bianchi, creando un design intricato ed elegante.

La pietra perfetta: colombiana, senza trattamento. Montata su un gioiello di Cartier, fu commissionata dal Principe per sua moglie, la modella Nina Dyer. Brillerà nell’asta ginevrina di Christie’s, destinata a sostenere l’ascesa della pietra verde

Indice

Dieci anni di scintillii (ma solo per le pietre colorate: il diamante patisce)

Negli ultimi 10 anni, assieme al declino del diamante bianco, si è assistito invece alla salita delle pietre colorate. Negli ultimi 20 anni abbiamo visto il rubino salire e diventare sempre più forte sul mercato internazionale. Non penso nessuno possa dissentire se affermiamo che il rubino Birmano sia stata la gemma più ricercata dell’ultimo decennio, e sicuramente quello con una crescita maggiore.


Una collezione di gioielli in smeraldi e diamanti ispirati all'Aga Khan, che comprende un paio di orecchini in smeraldo a taglio quadrato con accenti di diamanti, un anello in smeraldo decorato e orecchini in smeraldo e diamanti a tema floreale. Viene anche mostrato un primo piano di un grande smeraldo circondato da diamanti.
Tutte le foto sono cortesia di Christie's Images Ltd

In percentuale anche superiore alla maggior parte dei diamanti colorati. Nel post pandemia invece ecco che a rubare la scena sono invece i fratelli blu dei rubini: gli zaffiri. Gli zaffiri del Kashmir hanno toccato picchi inarrivabili nel 2015-2018 per poi avere un lieve rallentamento, mentre i cugini meno “preziosi” di Sri Lanka e Birmania hanno continuato a crescere, arrivando a sfondare più volte, per le pietre più belle, il tetto dei 100.000 dollari al carato che di solito era prassi solo per gli zaffiri del Kashmir, facendo poi risalire il mercato anche per quest’ultimo.

L’ascesa dello smeraldo principesco, come l’Aga Khan

E lo smeraldo? E lo smeraldo è una pietra particolare. Più difficile da valutare, con uno spettro molto più ampio di purezza e colore. Nonostante nel mercato internazionale stiano prendendo piede anche gli smeraldi dello Zambia, al momento i collezionisti più importanti continuano a focalizzarsi sulla Colombia.

La difficoltà principale ce la dà il trattamento utilizzato. C’è olio? C’è resina? Ce n’è tanta? Ce n’è poca? Una parola o due nel certificato possono portare una pietra a valere qualunque cifra compresa fra i 1.000 dollari ed i 300.000 dollari al carato. Ecco perché è una gemma un po’ più complicata e forse per questo non ha ancora avuto l’apprezzamento che invece hanno avuto rubini e zaffiri, eppure gli smeraldi puri sono probabilmente più rari di qualsiasi altra pietra preziosa. Quindi ragionando sul boom che stanno avendo le pietre colorate, pensiamo che il 2025 sarà finalmente l’anno dello smeraldo.  

Il rostro di Christie’s Ginevra si prepara ad accogliere lo smeraldo che l’Aga Khan regalò al suo amore

Nella prossima stagione di aste abbiamo riscontrato un’offerta un po’ maggiore per smeraldi di altissima qualità, il che sicuramente risveglierà l’interesse del collezionismo internazionale verso questa pietra, rendendola protagonista del mercato al posto degli zaffiri…. forse…

Il mercato sarà sicuramente influenzato dal bellissimo e rarissimo smeraldo dell’Aga Khan. Una pietra di 37 carati, colombiana, senza nessun trattamento. Montata da Cartier. La pietra perfetta in pratica. Commissionata dal Principe Aga Khan alla rinomata Maison francese nel 1960 per sua moglie, la modella Nina Dyer (1930-1965).

Nata da madre indiana e padre britannico, Nina Dyer trascorse la sua infanzia nello Sri Lanka prima di trasferirsi in Inghilterra nella tarda adolescenza per perseguire il suo sogno di diventare un’attrice. Poco dopo si stabilì a Parigi, e la sua bellezza e il suo fascino disinvolto si fecero presto notare, portandola a diventare una modella ricercata, e a collaborare con prestigiosi designer francesi come Dior e Pierre Balmain. A metà degli anni ’50, Nina incontrò il principe Sadruddin Aga Khan (1933-2003), un illustre filantropo e membro di una delle famiglie più importanti del mondo. Studiando ad Harvard, il principe Sadruddin fu profondamente coinvolto nel lavoro umanitario, ricoprendo in seguito il ruolo di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati.

La passione di Nina per lo smeraldo dell’Aga Khan

Il 27 agosto 1957 la coppia si sposò a Collonge-Bellerive, una zona esclusiva nella campagna ginevrina. La passione di Nina per i gioielli era notevole quanto il suo amore per la moda. Era nota per collezionare pezzi squisiti che riflettevano il suo gusto raffinato e il suo apprezzamento per l’artigianato. La sua collezione, che comprendeva gemme rare e design personalizzati, divenne un simbolo del suo stile di vita glamour, con ogni pezzo accuratamente curato per mostrare il suo amore per la bellezza e l’eleganza. La straordinaria collezione di gioielli di Nina Dyer fu venduta da Christie’s a Ginevra nel maggio 1969. Questa asta segnò la prima asta di Christie’s a Ginevra, ponendo le basi per le molte vendite prestigiose che seguirono. Tra i pezzi forti della vendita, c’era questa splendida spilla di smeraldi e diamanti di Cartier.

Con la sua unicità, fu presentato in una sala gremita il 1° maggio 1969 dal banditore di Christie’s Peter Chance. Dopo una lunga battaglia di offerte, si arrivò a quella vincente di Van Cleef & Arpels che raggiunse la cifra sbalorditiva per l’epoca di 900.000 franchi. Qualche anno dopo, questa spilla ricomparve nell’atelier di Harry Winston e fu modificata in un pendente. La rivediamo in asta da Christie’s 55 anni dopo, pronta a stupire di nuovo i collezionisti mondiali e sicuramente a dare una spinta ulteriore agli smeraldi, che per i prossimi due anni pensiamo possano prendere il posto degli zaffiri come pietra colorata più ricercata del momento.

di Leo Criaco

Trasferitosi a Londra nel 2006, Leo Criaco capita nel mondo dei gioielli quasi per caso, iniziando come garzone da Bentley&Skinner, gioiellieri storici di Mayfair, by Royal Appointment. L’inizio part-time diventa subito full-time: la gioielleria stava costruendo il famoso teschio di diamanti di Damien Hirst – “For the love of God” e aveva bisogno di extra security. Alla fine del progetto, il direttore gli propone di prendere il posto del suo apprendista. Inizia così la sua avventura nel mondo dei gioielli. Avventura per la seconda volta “benedetta” da Hirst: è proprio Leo infatti a selezionare i diamanti rosa per il secondo teschio, for Heaven’s sake: un anno e mezzo di lavoro. Dopo sette anni, per migliorare le conoscenze del mercato, Leo Criaco inizia a lavorare con un commerciante indipendente, grazie al quale entra in stretto contatto col mondo delle aste. Approda quindi da Christie’s Ginevra nel settembre del 2015, dove tuttora ricopre il ruolo di specialista, con un occhio di riguardo per il mercato italiano.

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