Una promessa d’amore, di quelle che durano (letteralmente) per sempre. È quella fatta cinquecento anni fa da Enrico VIII, Re d’Inghilterra, alla sua prima moglie Caterina D’Aragona. Se è vero, infatti, che Enrico Tudor si risposò più volte, quel primo amore si è conservato per secoli fino ad arrivare ai giorni nostri, racchiuso e reso immortale in un ciondolo d’oro a forma di cuore.
Il British Museum ha raccolto con successo i 3,5 milioni di sterline necessari per acquisire il Tudor Heart, un pendente d’oro finemente decorato con legami con Enrico VIII e la sua prima moglie, Caterina d’Aragona. L’acquisto è stato reso possibile dopo una campagna di raccolta fondi durata quattro mesi.
Il ciondolo a cuore dei Tudor
La parte anteriore presenta come decorazione la rosa Tudor bianca e rossa, intrecciata con un ramo di melograno. Sono simboli rispettivamente legati al re inglese Enrico e a Caterina, che rimanderebbero alle loro nozze del 1509. Sul retro compaiono invece le lettere “H” e “K” (Henry e Katherine), legate insieme da un filo bianco. Nella parte inferiore di ciascun lato si trova uno stendardo con la scritta TOVS IORS, forma antica del francese per “sempre”, anche se purtroppo non sarebbe stato così.
Due decenni più tardi, dopo che la regina non era riuscita a dare alla luce un erede maschio al trono, Enrico VIII ruppe con la Chiesa cattolica e fondò la Chiesa d’Inghilterra, della quale divenne capo, per poter annullare il matrimonio. Queste azioni avrebbero cambiato per sempre il corso della storia inglese. Secondo un’altra versione suggestiva la scritta sul retro del ciondolo potrebbe alludere anche a un gioco di parole con il termine successivo ed equivalente “toujours”, con la spaziatura che, pronunciata ad alta voce, lo farebbe suonare come “tous yours”, “tutti tuoi”. Il pendente, 24 carati d’oro, fa parte di una catena con chiusura d’oro a forma di pugno.
Secondo i ricercatori del British Museum il ciondolo a forma di cuore è stato creato per un torneo che celebrava il matrimonio della figlia di Enrico e Caterina, Maria, con l’erede al trono di Francia nel 1518. Il suo valore artistico e archeologico è davvero importante in quanto di quei primi anni del regno di Enrico VIII niente di così prezioso è sopravvissuto al tempo. Tant’è che si tratterebbe del tipo di oggetto che, fino alla sua scoperta, era noto solo attraverso inventari e osservazioni di dipinti di artisti come Hans Holbein il Giovane.
La raccolta
La campagna di raccolta fondi per l’acquisizione e il restauro del cuore dei Tudor, inaugurata con discorsi della storica Mary Beard e dell’attore Damian Lewis, ha raggiunto l’obiettivo con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza di aprile. Tra le donazioni più importanti c’è stata quella di 1,75 milioni di sterline da parte del National Heritage Memorial Fund, donata è in occasione del 45° anniversario dell’organizzazione, istituita per salvare e conservare i migliori patrimoni culturali del Regno Unito. Tra le altre donazioni significative figurano 500.000 sterline dalla Julia Rausing Trust, uno dei due principali donatori per l’imminente ampliamento della National Gallery di Londra, e 400.000 sterline dall’Art Fund. Le decine di migliaia di donazioni da parte del pubblico hanno raggiunto le 380.000 sterline, poco più del 10% della somma totale.
Com’è avvenuta la scoperta del ciondolo
Il ritrovamento del ciondolo risale a dicembre 2021, a opera di un hobbista di nome Charlie Clarke nella proprietà di un suo amico nel Warwickshire, per poi essere segnalato ai sensi del Treasure Act del 1996, che concede ai musei un diritto di prelazione sui potenziali tesori. Lo stesso aveva definito la scoperta senza mezzi termini. “La gente dice che è come vincere alla lotteria, ma non è così. La gente vince davvero alla lotteria. Quando è stata l’ultima volta che è stato portato alla luce un gioiello della corona?”.

