SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa

3 MIN
Una persona che tiene in mano una cartellina con un grafico a barre colorato e lo indica con una penna. Sulla scrivania sullo sfondo ci sono una calcolatrice e una tazza di caffè.

Dal nodo incentivi alla spinta verso l’economia reale, Francesco Mocci, partner di Advant Nctm, analizza il futuro incerto delle proposte europee sul risparmio, tra complessità politiche e impatti attesi su consulenza, prodotti e investitori retail

In Europa si discute di risparmio, ma la direzione non è affatto chiara. La proposta della Retail Investment Strategy (RIS), pensata per rivoluzionare il rapporto tra consulenti, risparmiatori e prodotti finanziari, rischia di arenarsi ancora prima di diventare realtà. A spiegarne motivi, prospettive e insidie è l’avvocato Francesco Mocci, partner di Advant Nctm, che segue da vicino l’evoluzione normativa in ambito finanziario.

“Non è detto che la RIS vedrà mai la luce”, afferma con realismo Mocci. “Oggi esistono tre versioni diverse del testo – una della Commissione, una del Parlamento e una del Consiglio – che divergono profondamente sui punti principali.”

Uno degli aspetti più controversi della proposta riguarda il tema degli incentivi; inizialmente, si temeva l’introduzione di un bando simile a quello esistente in Olanda e Regno Unito. “Il divieto degli incentivi è stato accantonato già nella fase iniziale dalla Commissione”, chiarisce Mocci. “Ma tutte le versioni della RIS prevedono comunque un periodo di osservazione, volto a valutare se un eventuale divieto sarà opportuno in futuro.”

“Non possiamo escludere che la Commissione, osservando i comportamenti degli intermediari e i prezzi dei prodotti, non decida in futuro di reintrodurre il tema del divieto. Ma nel mercato italiano potrebbe rivelarsi una misura dannosa: genererebbe una fuga dalla consulenza, esattamente l’opposto dell’obiettivo della Commissione.”

Il motivo è semplice: nel modello italiano, la consulenza viene retribuita tramite retrocessioni e solo marginalmente con parcelle dirette. “Il mercato non è ancora pronto a sostenere una consulenza pagata direttamente dal cliente”, aggiunge Mocci. “Lo ha confermato anche la Consob in una survey diffusa lo scorso anno.”

La RIS, in tutte le sue declinazioni, mira anche a rafforzare il concetto di efficienza dei prodotti finanziari (il c.d. “value for money”, vera e propria misura-bandiera della Commissione), inizialmente intesa solo in termini di costi. “Ora si parla di un’efficienza a 360 gradi, che considera anche la performance e il valore aggiunto offerto dai prodotti”, spiega l’avvocato.

Un cambio di paradigma che impone agli intermediari un ripensamento strutturale: “Dovranno ampliare la gamma dei prodotti offerti e raccomandare sempre quello più efficiente per il cliente. Inoltre, saranno chiamati a ridefinire le proprie policy e formare le reti commerciali alla nuova logica regolatoria.”

Se il futuro della RIS è incerto, la Commissione spinge verso un’altra iniziativa, la SIU (Saving and Investment Union), varata a marzo con il fine di indirizzare il risparmio dei cittadini europei verso investimenti produttivi. “L’obiettivo è sostenere la transizione digitale, quella ambientale e, da poco, anche quella militare”, sottolinea Mocci. “Sì, perché tra le finalità esplicite della SIU c’è anche il finanziamento del comparto difesa.”

La Commissione ha previsto misure incentivanti per spingere i risparmiatori retail ad abbandonare la liquidità sui conti e investire in strumenti finanziari. “Si parla di prodotti ispirati al modello svedese, simili ai nostri PIR, accompagnati da incentivi fiscali e semplicità di struttura.”

Al tempo stesso, la strategia prevede misure per agevolare anche l’investimento da parte degli investitori istituzionali – fondi pensione, assicurazioni, fondi di investimento – riducendo le barriere all’uscita e snellendo i requisiti regolamentari.

Da tempo si discute di un’altra proposta della Commissione di grande portata: il Regolamento FIDA, pensato per rendere i dati finanziari accessibili a più operatori – un passo oltre l’open banking, verso una vera open finance. Ma anche questo dossier sembra destinato a rimanere in sospeso.

“Il Regolamento FIDA mira a rendere fruibili dati su contratti, investimenti, perfino sui questionari di profilazione dei clienti”, spiega Mocci. “Ma ha incontrato forti resistenze da parte dell’industria, per i costi di implementazione e i problemi legati alla privacy e al trattamento di dati sensibili degli investitori.”

Dopo l’esperienza di PSD2, FIDA avrebbe dovuto essere il tassello conclusivo di un disegno più ampio. “Ma non sembra più essere una priorità nell’agenda della Commissione”, conclude l’avvocato.

Se da un lato le istituzioni europee spingono verso un sistema finanziario più equo e orientato al lungo termine, dall’altro il mercato resta scettico. Le riforme di SIU, RIS e del Regolamento FIDA potrebbero segnare una svolta – o restare lettera morta.

“L’ambizione della Commissione è chiara, ma la realizzazione concreta è tutta da verificare”, osserva Mocci. E in attesa che Bruxelles sciolga i nodi politici, gli operatori finanziari non possono che osservare e attendere,  cercando di indovinare le linee evolutive per assecondare il cambiamento che verrà.

Domande frequenti su SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa?

Quando si investe in SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa con un capitale limitato?

Iniziare a investire in SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa?

I rischi associati a SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa?

Le prospettive future per SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa?

La valutazione della performance degli investimenti in SIU, RIS e Regolamento FIDA: le riforme che potrebbero cambiare il risparmio in Europa richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Laura Magna

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Fino al 2025 si è occupata del coordinamento del Magazine We Wealth. Collaboro anche con MF Milano Finanza.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth