Un Patek Philippe non resta mai invenduto

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Il marchio svizzero fondato nel 1839 raramente delude in asta. È stato vincente nell’ultima splendida Geneva XIX di Phillips, vendita emozionante anche per la presenza della collezione Guido Mondani, uno dei maggiori collezionisti di Rolex al mondo. E per quel meraviglioso Vacheron Constantin che alla fine…

Indice

Geneva: XIX Featuring the Guido Mondani Collection, la top ten dei risultati degli orologi di Phillips Ginevra a maggio 2024

La top ten la scrivono Rolex (cinque lotti), Patek (tre lotti), Rexhep Rexhepi e Akrivia.

Hanno trovato un nuovo proprietario 212 lotti su 215, per un tasso del venduto pari al 99%. Il prezzo medio per lotto è stato di 133.700 franchi svizzeri. Sei orologi hanno superato ciascuno il milione di dollari. Non c’è stato nessun ex aequo (fatto non inusuale). Sono in sintesi i numeri dell’asta del dipartimento orologi di Phillips in collaborazione con Bacs & Russo Geneva: XIX Featuring the Guido Mondani Collection (11 e 12 maggio 2024), capace di realizzare 35.959.720 franchi / 39.667.167 dollari / 36.815.561 euro, superando la stima massima pre-asta di 35,1 milioni di franchi svizzeri. I collezionisti in sala erano 450; 1.500 invece erano gli offerenti online. Questi ultimi hanno portato a casa la metà dei lotti offerti.

Patek Philippe, il numero uno

Il lotto più costoso dell’intera asta è stato il numero 55, un Patek Philippe referenza 2523/1, orologio da polso in oro giallo ben conservato con due corone e quadrante guilloché. Se lo è accaparrato un offerente telefonico per 1.934.840 dollari (1.754.000 franchi svizzeri).

Patek Philippe referenza 2523/1

Amatissimo anche l’introvabile Patek Philippe in acciaio ref. 3670A-001. In edizione limitata di 16 pezzi, è dotato di un movimento del 1950 e corredato del certificato originale. Questo in particolare, con i suoi 1.288.860 dollari ha stabilito un nuovo record mondiale per la referenza, piazzandosi in quarta posizione fra i più costosi.

Non è nella top ten di prezzo, ma sicuramente è al top della maestria orologiera il Patek Philippe ref. 5004R-018, un raro orologio da polso cronografo con calendario perpetuo e rattrappante in oro rosa con fasi lunari, 24 ore, indicatore dell’anno bisestile, certificato e scatola di presentazione, venduto a 533.400 franchi svizzeri, rivalutatosi più di tre volte rispetto alla sua stima bassa pre-vendita.

Patek Philippe ref. 5004R-018

La collezione Guido Mondani

E la collezione Guido Mondani? Ha totalizzato 3,6 milioni di franchi svizzeri, con due pezzi arrivati in top ten. Ovvero il Rolex referenza 6269 tempestato di 284 diamanti, in grado di superare il milione di dollari (952.500 franchi svizzeri) e il rarissimo Rolex ref. 6036 “Jean Claude Killy”, con triplo calendario in oro rosa (672.780 dollari; 609.600 franchi).

Rolex ref. 6269

Rolex ref. 6036 “Jean Claude Killy”

Ma la top ten dei Rolex non finisce qui. Uno dei pezzi forti della vendita è stato il Rolex Ref. 6241 “John Player Special”, in oro giallo 14 carati con quadrante nero “Paul Newman” (1.467.680 dollari; 1.330.500 franchi).

Rolex Ref. 6241 “John Player Special”

Ma anche il meraviglioso Rolex ref. 6102 “La Caravelle”, orologio da polso in oro giallo con quadrante in smalto cloisonné raffigurante una caravella e certificato originale Bucherer, aggiudicato a 1.400.940 dollari (1.270.000 franchi).

Rolex ref. 6102 “La Caravelle”

Il “presidio” degli orologi indipendenti

Ciò che stupisce sempre nelle top ten del dipartimento orologi di Phillips però è il costante e forte presidio dei (veri) indipendenti. Stavolta tocca al giovane mastro Rexhep Rexhepi, che sotto l’egida di Aurel Bacs e del suo team ha già brillato in passato, stabilendo il suo record personale. Stavolta il suo Rexhep Rexhepi ref. RRCC1, orologio in platino con quadrante in smalto grand feu bianco, è passato di polso 1.155.700 franchi svizzeri, quasi raddoppiando la sua stima massima pre-vendita.

Ma Rexhepi è presente due volte nelle prime dieci posizioni. In ottava scorgiamo infatti il lotto 188, a marchio Akrivia. Akrivia è maison che Rexhep Rexhepi ha creato.

Fra gli indipendenti, sono state notevoli le performance dei modelli F.P. Journe. In particolare il Chronomètre à Resonance Pre-Souscription in platino, venduto a 571.500 franchi svizzeri, e il Tourbillon Souverain “Hong Kong” in titanio e oro rosa, venduto a 508.000 franchi svizzeri.

Il modello Simplicity di Philippe Dufour, con cassa in platino da 34 mm, ha raggiunto 406.400 franchi.

Il Breguet Chaumet in oro bianco con doppia firma e calendario Hijri, uno dei due soli esemplari prodotti, è stato aggiudicato a 247.650 franchi, quintuplicando la stima minima pre-vendita.

Altri importanti orologiai indipendenti nel catalogo di Ginevra sono Kari Voutilainen, Laurent Ferrier, Vianney Halter, Daniel Roth, Greubel Forsey, Urwerk. Un segno distintivo per la casa d’aste.

In chiusura, Alexandre Ghotbi, vicepresidente e responsabile degli orologi per Europa e Medio Oriente, e Tiffany To, specialista senior Internazionale degli orologi e responsabile della vendita, hanno dichiarato congiuntamente: “In un mercato in rapida evoluzione, la qualità, la rarità e l’eccezionalità hanno ancora una volta spiccato. L’impegno costante di Phillips e l’approccio senza compromessi alla qualità e alla ricerca approfondita soddisfano le esigenze del mercato, come esemplificato in questa asta. Il riscontro positivo dei collezionisti e della più ampia comunità degli orologi è testimonianza delle eccezionali offerte alla nostra Geneva Watch Auction: XIX. Estendiamo il nostro sincero ringraziamento a tutti i collezionisti che ci hanno affidato i loro orologi e agli acquisitori che hanno partecipato, specialmente coloro che hanno viaggiato per lunghe distanze per unirsi a noi presso l’Hotel President nei giorni scorsi”.

I tre lotti (incredibilmente) invenduti nella Geneva Auction XIX

Nei rarissimi casi in qualche lotto di un’asta del dipartimento orologi di Phillips va invenduto, ci si chiede sempre come mai, dato il pregio indubbio dei pezzi. Il Rolex ref 6265, lotto 205, per esempio, orologio da polso cronografo in oro giallo, con bracciale e quadrante champagne:

Oppure, sempre per restare in ambito Rolex, il lotto 135, ref 18039B, raro segnatempo da polso con calendario in oro bianco, indici con diamanti incastonati, quadrante champagne e bracciale Tridor.

Infine, sorprende molto che non abbia trovato proprietario un gioiello come il Vacheron Constantin. Pezzo probabilmente unico, è un orologio da polso automatico in platino, di inenarrabile bellezza e di enorme valore collezionistico, con secondi al centro, lunetta incastonata di diamanti e bracciale Gay Freres.

Un pezzo che per Alexandre Ghotbi racchiude “tutti i livelli di unicità” nel senso che, al di là di essere l’unico esemplare conosciuto della sua referenza (6465), è anche in platino, metallo che “rappresenta il massimo livello di collezionismo”. Inoltre, la fine aggiunta di diamanti alla lunetta e agli indici ne aumenta ulteriormente il fascino, rendendolo uno dei più raffinati ed eleganti orologi da sera prodotti da Vacheron Constantin”. Misteri del mercato.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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