Nascosta in bella vista: scoperta scultura di Henry Moore

Sharon Hecker
Sharon Hecker
27.1.2022
Tempo di lettura: 5'
Tra i soprammobili di una casa inglese, è stata scoperta una piccola scultura affettuosamente soprannominata l'Henry Moore. Con grande sorpresa la famiglia proprietaria, che non le aveva mai dato troppa importanza, ha poi scoperto che si trattava di "Madre e Bambino", una rara opera in piombo dello scultore
Sulle mensole del camino a volte si nascondono gradite sorprese. Tra i soprammobili di una casa inglese, è stata ritrovata una piccola scultura affettuosamente soprannominata «l'Henry Moore». Con grande sorpresa la famiglia proprietaria, che non le aveva mai dato troppa importanza, ha poi scoperto che si trattava di Madre e Bambino, una rara opera in piombo di Moore. La provenienza è stata rapidamente ricostruita dalla famiglia e dalla fondazione dell'artista. Moore aveva regalato la scultura all'amico Jim Richards, vicedirettore di The Architectural Review. A sua volta, Richards la donò a Hubert de Cronin Hastings, storico redattore della rivista, e il figlio John la ereditò nel 1970. La piccola scultura è rimasta sulla mensola del camino di casa Hastings fino alla morte di John nel 2019. Secondo la fondazione, l'opera è la realizzazione dello schizzo Eighteen Ideas for Sculpture del 1939.
L'aspetto più interessante di questa scultura è il materiale insolito con cui è stata realizzata: il piombo. Come evidenziato in Lead in Modern and Contemporary Art (Bloomsbury 2021), il nuovo libro che ho scritto insieme a Silvia Bottinelli, il piombo è un materiale molto seducente ma altamente tossico, oggetto di infinita sperimentazione artistica, che continua ad attrarre gli artisti per le sue proprietà fisiche e associazioni simboliche. In passato gli artisti lo usavano nei loro dipinti, provocando spesso, come in Caravaggio, gravi disturbi neurologici.

Dal ventesimo secolo, il piombo è usato nell'arte in diversi modi. In una memorabile performance del 1968, nello spazio espositivo di Leo Castelli, Richard Serra ha creato Splash piece: piombo fuso gettato nella giuntura fra il pavimento e la parete, mentre Lynda Benglis ha versato e fuso del piombo liquido in un enorme e minaccioso blob amorfo.

Joseph Beuys ne ha estratto le associazioni simboliche e alchemiche con Saturno, il dolore e la depressione, e per realizzare Schmerzraum (Stanza del dolore) ha ricoperto di piombo le pareti di uno spazio nella galleria Konrad Fischer. Il piombo è stato un materiale chiave anche per gli artisti dell'Arte Povera, da Gilberto Zorio a Giuseppe PenoneLuciano FabroMarisa Merz, Pier Paolo Calzolari, Emilio Prini e Jannis Kounellis, e continua a esserlo per la nuova generazione.
Remo Salvadori piega accuratamente fogli di piombo in stile origami, meditando sul metallo pesante e scuro e Anselm Kiefer lo versa sui suoi dipinti in un atto di distruzione creativa che vede come ispirazione inesauribile per il processo creativo. Altri artisti contemporanei come Futurefarmers Mel Chin ci mettono in guardia sulla sua tossicità nella società, per aumentare per esempio la consapevolezza della contaminazione nell'acqua potabile.

Anche per Moore il piombo era sperimentale. Secondo la storica dell'arte Rowan Bailey, l'artista lo usò solo per un breve periodo della sua carriera, il che rende la scultura ritrovata piuttosto rara. Moore ha fuso circa venticinque sculture in piombo tra il 1936 e il 1939 dopo che, insieme alla moglie Irina, si trasferirono in un bungalow nel Kent, in Inghilterra. Era come un lavoro domestico, che svolgeva in cucina usando oggetti della quotidianità: «Da solo, potevo fondere il piombo in una pentola sul fornello e versarlo in una forma... potevo modellarlo e fare la fusione... potevo tagliarlo più sottile e finire la superficie. Tutto da solo». Inoltre, era un materiale più economico del bronzo e poteva essere finemente lucidato a mano con una pelle di squalo per brillare come l'argento.

Moore amava il piombo per la sua malleabilità e fragilità. Ma era difficile da lavorare, e negli anni successivi si lamentò che la sua natura morbida, vulnerabile e spesso impermanente fosse problematica. Pertanto, dopo la guerra, ha preferito fondere le sue sculture nel più durevole bronzo. Entrare in relazione con i materiali era la sua passione: «Ogni materiale ha le sue qualità individuali. È solo quando lo scultore lavora direttamente, quando c'è un rapporto attivo con il suo materiale, che questo può prendere parte nella formazione di un'idea».

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il piombo cominciò a scarseggiare perché era impiegato nell'artiglieria, un'ulteriore ragione per cui Moore lo abbandonò. Quindi, la piccola scultura trovata sul camino è importante non solo perché testimonia l'impegno entusiasta di un artista con un materiale insolito ma ricorda il tragico momento storico in cui fu realizzata.
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Storica dell’arte e curatrice americana (laurea alla Yale University, dottorato alla UC Berkeley), esperta di arte italiana moderna e contemporanea. Ha collaborato con musei come la Peggy Guggenheim Collection. Ideatrice di The Hecker Standard fornisce consulenze su due diligence a collezionisti, studi legali, wealth manager e family office. Membro dell’Advisory Board, International Catalogue Raisonné Association (ICRA), Vetting Committee TEFAF NY (Committee Chair) e Maastricht, e coordina l’Expert Witness Pool della Court of Arbitration for Art (CAfA).

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