Tiffany, gli nft CryptoPunks diventano gioielli (veri)

Teresa Scarale
Teresa Scarale
4.8.2022
Tempo di lettura: 3'
Anche la storica gioielleria del gruppo Vuitton si lancia nel mondo degli nft. Ma il debutto è molto tangibile e genera una sferzata di energia per un mercato, quello dei crypto asset, reduce da un periodo di estrema debolezza

Chi ha detto che gli nft non sono asset reali? Sono gioielli in oro rosa tempestati di diamanti e gemme preziose. Almeno, se di mezzo c’è Tiffany &Co. La leggendaria gioielleria acquisita lo scorso anno dal gruppo LVMH ha infatti deciso di debuttare nel mondo dei non fungible token lanciando una collezione di gioielli assolutamente reali. Catenine e pendagli raffiguranti le effigie dei primi nft mai creati, i CryptoPunks, potranno essere acquistati sul sito nft di Tiffany, NFTiff, dal 5 agosto 2022 sborsando 50.000 dollari (30 ethereum): quasi un affare, dato che al momento il prezzo di partenza di questi nft classici parte da 125.000 dollari (74,5 ETH). Ma dov’è il vero collegamento con i crypto asset?


Solo chi già possiede un CryptoPunk potrà acquistare il gioiello. Di cui, a sua volta verrà rilasciato un rendering in nft creato da Chain, società attiva nella costruzione di infrastrutture blockchain e web3 in generale. C’è stata massima cura nella resa tangibile dei CryptoPunks, assicurano dalla società: gli orafi hanno riprodotto fedelmente i 159 colori e le 87 caratteristiche delle faccette pixelate che nel 2017 hanno dato origine agli nft intesi come arte. La sola notizia della collaborazione ha generato – secondo Coindesk – un aumento degli scambi di cryptopunk pari al 2200% in soli tre giorni. Saranno prodotti solo 250 gioielli, e ciascun collezionista potrà comprarne al massino tre.

Come ha avuto inizio la collaborazione con Chain (e con i Larva Labs, creatori dei CryptoPunks)? Alexandre Arnault, vicepresidente esecutivo del prodotto e della comunicazione di Tiffany, aveva postato su Twitter una versione personalizzata del suo CryptoPunk #3167, attirando l’attenzione del ceo di Chain Deepak Thapliyal, pure possessore del CryptoPunk più costoso, il #5822, quello con la bandana (acquistato per 8.000 Eth, all’epoca l’equivalente di 23 milioni di dollari). Il teasing via Twitter fra i due imprenditori ha attivato la collaborazione fra le due società, poi annunciata proprio via Twitter dal figlio di Bernard Arnauld.

Per la società con le scatolette verde-azzurro si tratta di un gran colpo di guerrilla marketing, il cui beneficio ricade anche su Chain e sul collezionismo di nft. Restiamo in attesa di vedere i primi lotti NFTiff nelle prossime aste di gioielli delle più prestigiose case.

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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