Pensione: come investire per incassare 1.000 euro in più al mese

3 MIN
Una coppia di anziani è seduta su un divano, entrambi assorti nel loro computer portatile. L'uomo, con un maglione color senape, si sporge in avanti con interesse, mentre la donna, che indossa una camicia azzurra, osserva attentamente lo schermo. Il loro ambiente accogliente sembra un tranquillo rifugio mentre esplorano insieme le opzioni di pensione.

L’81% degli italiani dichiara di aver pensato alla pensione, ma il 60% ammette di non aver sottoscritto alcuna forma di previdenza complementare. Ecco come investire per ottenere una rendita integrativa di 1.000 euro al mese al momento del pensionamento

Indice

  • In Italia il 60% dei cittadini e delle cittadine ammette di non aver sottoscritto alcuna forma di previdenza complementare
  • Il 22% dichiara di aver lasciato il Tfr in azienda, mentre il 15% di averlo incassato e destinato a progetti importanti. Solo il 18% lo ha destinato a un fondo pensione
  • Boeri (Università Bocconi): “Necessarie politiche dell’immigrazione realistiche, in cui le persone siano messe subito nelle condizioni di versare i contributi”

In Italia l’81% dei cittadini e delle cittadine dichiara di aver pensato alla pensione e il 78% ritiene sia importante investire sul proprio futuro previdenziale. Eppure, il 60% ammette di non aver sottoscritto alcuna forma di previdenza complementare. Sono solo alcuni dei risultati di una nuova ricerca condotta nel mese di febbraio da Eumetra e Research Dogma per Anima Sgr su un campione di oltre 1.000 adulti bancarizzati, presentata in occasione di un workshop annuale organizzato dalla società di gestione nella cornice del Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. Un’occasione per fare il punto su consapevolezza, orientamenti e percezioni degli italiani rispetto alla previdenza integrativa, ma anche per fornire qualche strumento ai consulenti finanziari in sala per discuterne con i propri clienti.

Pensione di scorta: quanto ne sanno gli italiani

Tornando alla ricerca, solo il 21% degli intervistati e delle intervistate dichiara di aver attivato delle soluzioni in tal senso. Ma se si chiede loro esplicitamente se hanno già sottoscritto qualche forma di previdenza complementare, il 40% cita uno o più strumenti, come evidenziato nel grafico sottostante. “Risulta evidente come ci sia ancora molto lavoro da fare sul fronte dell’autoconsapevolezza”, dichiara Matteo Tagliaferri, responsabile comunicazione & marketing di Anima. Interrogati sul Trattamento di fine rapporto (Tfr), il 22% afferma di tenerlo in azienda, il 18% di averlo destinato al fondo pensione e il 15% di averlo incassato e destinato a progetti importanti. Se poi si chiede perché hanno lasciato il Tfr in azienda, i motivi più citati sono il fatto che sia percepito come più liquido (41%) e come più sicuro (28%) ma c’è anche un 17% che dichiara di non sapere di poterlo investire.

Un grafico a torta illustra il 60% delle risposte "No" e il 40% "Sì" all'avere una forma di pensione complementare. Un grafico a barre visualizza: Fondo pensione aperto (13), Polizza vita (11), Pip/Pip (9), Fondo chiuso/negoziale (7). Una risposta rimane non specificata.

“Questa confusione si collega un po’ al fatto che non c’è ancora un chiaro soggetto che si è fatto carico di diventare un referente sul tema previdenziale”, sostiene Tagliaferri. Gli intervistati affermano di fatto di aver sentito parlare di previdenza integrativa dal proprio consulente finanziario (21%), dal proprio assicuratore (13%), da un Caf, sindacato o patronato (8%), da un consulente di cui non sono clienti (7%), dall’ufficio Hr (7%) o da un assicuratore di cui non sono clienti (6%). “Si incrociano diverse personalità e figure”, conferma Tagliaferri. “A maggior ragione, secondo noi c’è molto spazio per un lavoro di consulenza su questo tema, non essendo presidiato da nessun altro”.

I vantaggi della previdenza complementare

Quanto ai vantaggi della previdenza complementare, il 44% cita la certezza di una rendita integrativa, il 34% il vantaggio fiscale immediato e il 27% la flessibilità garantita dal piano previdenziale. Alla domanda “se ha investito o decidesse di investire in un fondo pensione, quale linea ha scelto o sceglierebbe”, il 29% degli intervistati indica la linea bilanciata, il 21% la linea garantita o la più prudente, il 17% la linea prevalentemente azionaria e l’11% la linea azionaria. “Infine, abbiamo stimato quanto occorrerebbe investire ogni mese in una forma di previdenza integrativa per ottenere un aumento della pensione di 1.000 euro al mese”, continua Tagliaferri.

Pensione: quanto investire per una rendita di 1.000 euro

Stando alle simulazioni elaborate da Eumetra e Dogma per Anima Sgr, un individuo con un’età compresa tra 18 e 34 anni dovrebbe investire mediamente 330 euro al mese per ottenere una rendita integrativa mensile di 1.000 euro al momento della pensione. Per i 35-44enni si parlerebbe di 470 euro, mentre per i 45-54enni l’esborso salirebbe a 780 euro. “Si tratta di medie approssimative”, precisa Tagliaferri. “Ma il dato sorprendente è che, anche se parliamo di cifre non banali se si pensa al reddito medio degli italiani, c’è una disponibilità rilevante a prendere in considerazione un investimento di questo tipo”, osserva l’esperto. L’analisi mostra infatti come il 72% dei 18-34 anni sarebbe disposto a investire mediamente 286 euro al mese, una percentuale che scende al 55% (con una media di 352 euro al mese) per i 35-44enni e al 50% (con una media di 475 euro al mese) per i 45-54enni.

Un grafico a barre illustra le risposte al sondaggio sugli investimenti per aumentare la pensione di 1000 €. Sono visualizzate le fasce d'età 18-34, 35-44 e 45+, con investimenti mensili di 330 €, 470 € e 560 €. La volontà di investire è mostrata in percentuale: 72%, 55% e 50%.

“Se la previdenza integrativa non prende piede in Italia, avremo un domani un problema di adeguatezza delle pensioni”, avverte Tito Boeri, direttore del dipartimento di economia dell’Università Bocconi. “Il problema di fondo è legato all’andamento del tasso di fecondità e agli ingressi nel mercato del lavoro. Sono necessarie politiche dell’immigrazione realistiche, in cui le persone siano messe subito nelle condizioni di versare i contributi”, sostiene Boeri. Quanto invece alla previdenza integrativa, bisogna agire su più livelli, secondo l’esperto. “Gli incentivi fiscali sono importanti, ma occorre creare anche più concorrenza nel mercato delle rendite. Credo che l’Inps possa avere un proprio ruolo nel fissare dei minimi”, suggerisce Boeri.

Il ruolo delle polizze Long term care

“Abbiamo un problema di demografia, un problema di redditi e un’aspettativa di vita in aumento. Tutti fattori che rendono necessario investire in un fondo pensione”, incalza Alberto Brambilla, presidente del centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali. Per Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, un ruolo fondamentale lo hanno anche le coperture assicurative. “Da 30 anni la nostra associazione sostiene la necessità di una polizza Long term care obbligatoria, che è il ponte tra il fondo pensione e una buona vecchiaia”, dichiara. “Credo che i consulenti finanziari abbiano il dovere di evidenziare la necessità di sottoscrivere strumenti di questo tipo”, conclude Corbello.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Vuoi sapere come investire per integrare la tua pensione?

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth