Orcel (Unicredit): Banca Generali? Comprare una rete non ci serve

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Se tramontasse l’Ops su Bpm Banca Generali non rientrerebbe nei piani B; ma il dossier Mps non è escluso che possa riaprirsi, ha detto al Consiglio Fabi

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Unicredit non prende in considerazione l’ipotesi di inserirsi come possibile pretendente per Banca Generali, ma non esclude che in futuro possa riaprirsi uno spiraglio per Mps, vista l’esigenza sistemica di un panorama bancario più consolidato. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Gae Aulenti, Andrea Orcel, durante il suo intervento al Consiglio nazionale della Fabi, a Milano.

“Su Banca Generali, dove c’è un’operazione in corso, vediamo come va”, ha dichiarato Orcel, riferendosi all’offerta di scambio lanciata da Mediobanca. “È vero che non abbiamo più un sistema di promotori, ma è anche vero che [le reti] sono organizzazioni valutate in modo molto diverso rispetto a noi: girano a multipli doppi rispetto alle banche, ed è molto difficile gestirle. Inoltre, le sinergie tra questi canali e la banca sono abbastanza limitate”, ha aggiunto, sottolineando la distanza tra i modelli di business di Unicredit e Banca Generali.

Mentre le sinergie con Banco Bpm sarebbero rese possibili da un modello di banca commerciale condiviso, una rete potrebbe non rientrare nel mirino di Gae Aulenti.

“Nel risparmio gestito ci sono due componenti: una è la ‘fabbrica’ (cioè chi crea i fondi e investe), l’altra è la distribuzione, o raccolta. Noi vogliamo essere assolutamente eccellenti nella raccolta perché, su 100 euro che vengono pagati da un cliente per un investimento, Unicredit prima si teneva il 65%, il resto andava alla fabbrica. Oggi siamo al 75% e a fine piano saremo all’85%”, ha ribadito Orcel, richiamando il percorso industriale dell’istituto.

“Perché dovrei andare a fare una fabbrica dove non ho vantaggio competitivo, quando ho la distribuzione?”, ha aggiunto, riferendosi ai prodotti di casa Banca Generali. “Posso anche dare ai clienti la possibilità di scegliere dalle varie fabbriche i prodotti migliori. La decisione non è presa dalla fabbrica, ma dalla distribuzione”.

Al momento le possibilità che l’operazione su Banco Bpm possa completarsi alle condizioni formulate, in scadenza il 23 luglio sembrano piuttosto basse. Il ricorso al Tar sulle modalità con cui il governo ha minacciato di utilizzare il golden power probabilmente non arriverà a completare il suo iter per tempo. Che cosa ha in mente Unicredit, allora?
E’ una questione di chiarezza, ha dichiarato Orcel. “Se le prescrizioni del governo, con gli stessi obiettivi, fossero state scritte diversamente, per noi non ci sarebbero problemi. Ma sono scritte come sono scritte, e molte persone ritengono che lo schema di applicazione non sia quello giusto”. I tempi non consentono la chiarezza nei tempi e, di conseguenza l’offerta su Banco Bpm “potrebbe decadere o essere riformulata”.

Su Mps: mai dire mai

A proposito della trattativa, ormai tramontata, sulla possibile acquisizione di Mps da parte di Unicredit – trattativa che Orcel aveva subordinato a condizioni non accettate dal Tesoro – l’ad ha confermato la scelta di non portare avanti il dossier, anzi, “con il senno di poi, anche di più”.

“Se ci fossimo impelagati in un’integrazione con Mps, o con qualunque altra banca, prima di eseguire la nostra strategia e trasformazione, non saremmo riusciti a trasformarci come ci siamo trasformati”, ha detto Orcel.

Nonostante questo, l’ad non ha chiuso del tutto la porta, rispondendo così a una domanda diretta sulla possibilità di tornare su Mps in futuro: “Il settore bancario italiano non è concentrato – c’è un player dominante e tutto il resto sono piccoli. I giochi sono aperti per tutti. Se fossi in Spagna, Germania o Francia non direi la stessa cosa, perché quei mercati sono già concentrati. L’Italia ha bisogno di un settore bancario più forte, altrimenti ci sarà un gap rispetto agli altri Paesi nella capacità delle nostre banche di accompagnare la crescita del Paese”.

Domande frequenti su Orcel (Unicredit): Banca Generali? Comprare una rete non ci serve

Unicredit sta valutando l'acquisizione di Banca Generali?

No, Unicredit non sta prendendo in considerazione l'ipotesi di inserirsi come possibile pretendente per Banca Generali. L'amministratore delegato Andrea Orcel ha dichiarato che comprare una rete non è un'esigenza per la banca.

Qual è la posizione di Unicredit riguardo a un futuro interesse per MPS?

Unicredit non esclude che in futuro possa riaprirsi uno spiraglio per MPS. Questa apertura è motivata dall'esigenza sistemica di un panorama bancario più consolidato.

Quali sono le motivazioni di Unicredit per non acquisire Banca Generali?

L'amministratore delegato Andrea Orcel ha specificato che comprare una rete non è un'esigenza per Unicredit. La banca sta osservando l'operazione in corso su Banca Generali per vedere come si sviluppa.

Quale esigenza di mercato spinge Unicredit a considerare MPS in futuro?

L'esigenza di mercato che spinge Unicredit a considerare MPS in futuro è la necessità di un panorama bancario più consolidato. Questo suggerisce una strategia di aggregazione nel settore.

Dove e quando Andrea Orcel ha rilasciato queste dichiarazioni?

L'amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, ha rilasciato queste dichiarazioni durante il suo intervento al Consiglio nazionale della Fabi, a Milano. L'evento si è svolto in un contesto di discussione sul futuro del settore bancario.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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