Intesa Sanpaolo spinge sul wealth management e lo fa guardando oltre i confini italiani. Il nuovo piano industriale 2026-2029, che è stato presentato dal ceo Carlo Messina al mercato il 2 febbraio, si apre con una mossa simbolica e strategica insieme: il lancio di isywealth Europe, piattaforma che unisce digitale e consulenza finanziaria per esportare il proprio modello di advisory a livello europeo.
È il segnale della direzione scelta dal gruppo bancario: rafforzare il peso di consulenza, wealth management e servizi a commissione nella crescita futura dell’istituto bancario.
“Siamo pronti per entrare in una nuova fase – ha spiegato Messina durante la conferenza stampa – Il grande investimento che abbiamo fatto sulla tecnologia ci porta a poter giocare partite importanti sia nel contesto domestico sia in una logica di evoluzione internazionale. Cominciamo a spostare il focus dall’Italia — che rimarrà la parte principale dei nostri utili — verso una crescita oltre i confini nazionali”.
Tecnologia e wealth al centro del piano
“Noi oggi riteniamo di essere un campione di wealth management – ha affermato Messina – Gestiamo circa 1.500 miliardi di masse: è una dimensione da leader europeo. Abbiamo un modello unico fatto di promotori finanziari, private banker e global advisor, una macchina commerciale e una vicinanza al cliente che non ha eguali”.
Dietro la svolta indicata c’è un obiettivo preciso: trasformare la crescita dei patrimoni gestiti nel principale motore di ricavi. Entro il 2029 le attività finanziarie della clientela sono attese a circa 1.700 miliardi di euro, con oltre 100 miliardi di incremento nel risparmio gestito. Il wealth non è più una divisione tra le altre, ma l’architettura portante del gruppo, sostenuta da una rete che supera i 22 mila consulenti tra private banker e financial advisor.
“È il momento di accelerare queste competenze – ha aggiunto l’amministratore delegato – Ci sarà una forte crescita del private banking, sia in Italia sia a supporto della diversificazione internazionale”.
I numeri del piano: utili, commissioni e distribuzioni
Il cuore del Piano di impresa 2026-2029 è il rafforzamento di un modello sempre più fee-based. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dal margine di interesse e aumentare il peso di advisory, gestione del risparmio e assicurazioni.
I numeri chiave fotografano questa traiettoria. Il Piano prevede:
- Utile netto atteso oltre 11,5 miliardi nel 2029, rispetto ai circa 9,3 miliardi del 2025
- Commissioni nette in crescita da circa 10 miliardi a 11,6 miliardi
- Ricavi totali netti a 30,7 miliardi nel 2029
- Roe al 22% e Rote al 27%
- Cost/Income ratio in miglioramento al 36,8%
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il piano prevede circa 50 miliardi di distribuzioni nel quadriennio, con payout ratio al 95% tra dividendi cash e buyback.
“Parliamo di numeri molto significativi – ha sottolineato Messina – Questo ci consente una politica di distribuzione estremamente positiva: 95% di payout, di cui 75% in cassa e buyback. La banca si conferma un pilastro per gli investitori che guardano al medio-lungo periodo”.
isywealth Europe: investimenti oggi, ricavi domani
Il progetto isywealth Europe rappresenta “l’avanguardia tecnologica del piano”. La base è isytech, l’infrastruttura cloud che entro il 2027 gestirà tutta la componente wealth — non solo il mass market, ma anche affluent, esclusive e private.
Il lancio di isywealth Europe si basa sull’integrazione tra digitale e rete di consulenti finanziari, facendo leva sui punti di forza già consolidati del gruppo. Intesa può contare su una leadership europea nel wealth management, con un’offerta di prodotto ai vertici di settore, partnership strategiche con operatori globali come BlackRock e un track record riconosciuto nello sviluppo di reti di distribuzione.
A questo si aggiungono gli investimenti tecnologici già realizzati: la piattaforma cloud isytech, che abilita un modello operativo scalabile ed efficiente, l’esperienza di isybank sul mercato mass in Italia e di Fideuram Direct sui segmenti affluent e private in Italia, Belgio e Lussemburgo, oltre all’utilizzo della piattaforma Aladdin di BlackRock per la consulenza sugli investimenti.
La strategia si innesta su una presenza internazionale già significativa: il gruppo opera nei principali Paesi europei attraverso filiali che servono clientela corporate e wealth, con oltre 20 miliardi di euro di prestiti e circa 4 miliardi di euro di risparmio gestito in Eurizon.
Il progetto isywealth Europe viene impostato, infatti, come un investimento strategico di medio termine. Nel quadriennio il piano prevede circa 200 milioni di euro di investimenti legati allo sviluppo della piattaforma e all’espansione operativa, ma non include contributi ai ricavi da questa iniziativa nei target finanziari 2026-2029. “È un approccio conservativo: inseriamo i costi nel piano, ma non i ricavi. Prima costruiamo l’infrastruttura, poi monetizziamo. Questo qualifica il piano come estremamente prudente”, ha dichiarato l’ad.
Acquisizioni di reti e diversificazione internazionale
“Tutti costruiscono banche digitali per entrare nei Paesi – ha spiegato Messina – Noi faremo una cosa diversa: useremo le nostre filiali all’estero con il sistema isytech. Saranno filiali Intesa Sanpaolo operative nel wealth management”.
La crescita europea potrà passare anche per linee esterne. “Per sviluppare il progetto avremo bisogno di financial advisor, private banker e agenti assicurativi. Se non riusciremo a coprire tutto con le assunzioni, ci muoveremo con acquisizioni di reti nei territori dove operiamo”, ha dichiarato Messina.
Il piano lascia infatti aperta la porta a acquisizioni selettive di reti di consulenza, considerate una leva potenziale per accelerare la crescita nel wealth management. L’espansione per linee esterne non è incorporata nei numeri previsionali, ma viene indicata come opzione strategica per rafforzare la presenza internazionale e aumentare rapidamente masse e capacità distributiva.
L’espansione internazionale punta a diversificare i ricavi mantenendo un profilo di rischio molto contenuto. “Vogliamo presentarci con zero sofferenze. Oggi siamo meglio di molti competitor europei sul fronte Npl. Un wealth management basato su rischio quasi nullo è un fattore competitivo enorme”, ha proseguito Messina.
Italia, economia reale e ruolo della banca
Nonostante l’apertura internazionale, l’Italia resta centrale. Il gruppo prevede 260 miliardi di finanziamenti a medio-lungo termine per famiglie e imprese.
“L’Italia è in salute. La qualità di famiglie, imprese e banche è estremamente elevata. La stabilità politica e il miglioramento delle prospettive del Paese favoriscono il nostro piano”, ha aggiunto il ceo.
Clienti, consulenti e masse in espansione
La strategia si traduce in una crescita della base clienti e della capacità distributiva. Il gruppo punta ad aumentare di circa 2,5 milioni il numero di clienti entro il 2029, sostenendo lo sviluppo delle attività di consulenza.
La rete professionale è destinata a superare i 22.250 consulenti tra global advisor e private banker, mentre le masse finanziarie della clientela sono attese verso quota 1.700 miliardi. L’espansione del risparmio gestito rappresenta uno dei pilastri del piano, con una forte integrazione tra consulenza, asset management e soluzioni assicurative.
Una banca sempre più wealth-driven
Il messaggio del piano è chiaro: Intesa Sanpaolo vuole evolvere da banca commerciale domestica a piattaforma europea di gestione patrimoniale. Tecnologia, consulenza e modelli di servizio ad alto valore aggiunto diventano gli asset competitivi chiave. “Facciamo leva sulla nostra forza e sulla tecnologia. Ci posizioniamo come leader tecnologico e valorizziamo il nostro modello dove abbiamo un vantaggio competitivo”, ha concluso Messina.
Con utili in crescita, ricavi più ricorrenti e una rete consulenziale rafforzata, Intesa Sanpaolo punta a trasformare la propria leadership domestica in una piattaforma europea del wealth management.
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