Mercati emergenti: il grande rally ha le ore contate?

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Una donna anziana sorride e fa dei gesti con la mano davanti a un tabellone elettronico del mercato azionario che mostra dei numeri rossi.

I mercati emergenti tornano alla ribalta, dopo oltre 15 anni all’ombra di Wall Street. La debolezza del dollaro e le valutazioni attraenti alimentano il rally. Ma i margini di crescita potrebbero essere risicati

Indice

  • Il 2025 è stato caratterizzato da una crescita significativa dei mercati emergenti, sostenuta da diversi venti favorevoli
  • Berlinzani: “Non è detto che questo rally possa avere ancora margini di crescita. Molto dipende dal dollaro”

I mercati emergenti stanno vivendo il loro più intenso rally da oltre 15 anni. L’indice Msci emerging markets è salito del 28% da inizio anno, archiviando il miglior progresso dal 2009, a fronte di circa il +19% dell’Msci World e del +18% dell’S&P 500. Un’inversione di tendenza inattesa, dopo un decennio e mezzo trascorso all’ombra di Wall Street. Ma durerà?

I motivi dietro il grande rally

“Questo 2025 è stato caratterizzato da una crescita significativa dei mercati emergenti, sostenuta da diversi fattori favorevoli”, racconta a We Wealth Saverio Berlinzani, chief analyst di ActivTrades. Tra questi, la debolezza del dollaro, che ha ridotto la dimensione del debito denominato in valuta statunitense e ha permesso di attirare capitali importanti restituendo alti rendimenti. “A ciò si aggiungono i tagli dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali, sia dei paesi sviluppati sia di quelli emergenti, che hanno adottato politiche monetarie più accomodanti a sostegno della crescita”, continua l’analista.

Le mosse delle banche centrali

Come recentemente evidenziato dal Financial Times, i rendimenti reali sono rimasti elevati perché le banche centrali dei mercati emergenti più grandi, come Brasile e Sudafrica, sono state caute nel ritoccare al ribasso il costo del denaro quest’anno. Al contrario, paesi più poveri o con bilance commerciali fragili, come la Turchia, hanno mantenuto i tassi a doppia cifra per attrarre capitali. Anche nelle economie asiatiche, dove i tassi d’interesse sono più bassi, il calo dell’inflazione ha mantenuto le obbligazioni locali relativamente attraenti per gli investitori, come in Thailandia e Malesia.

Inoltre, il rally del debito in valuta locale – il più consistente dal 2016 – è proseguito nonostante la crisi dell’Argentina, ormai fuori dal radar della maggior parte degli investitori globali. In 17 grandi mercati emergenti al di fuori della Cina, l’emissione di titoli di Stato in valuta locale ha toccato quest’anno un record di 286 miliardi di dollari, come riportato al quotidiano economico-finanziario britannico da Zahabia Gupta, head of emerging markets credit research di S&P Global Ratings.

Le scommesse sull’intelligenza artificiale

Gli investitori azionari stanno intanto riversando la frenesia mondiale sull’intelligenza artificiale sui mercati emergenti. L’indice Kospi della Corea del Sud e il Taiex di Taiwan hanno toccato livelli record negli ultimi giorni, sulla scia delle scommesse su produttori di chip, apparecchiature elettriche e altri beni essenziali per i data center. La capitalizzazione di mercato di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, il più grande produttore di chip al mondo, è salita al punto tale che ora le sue azioni rappresentano circa il 56% dell’Msci Taiwan Index.

Il rally degli emergenti continuerà?

Da considerare infine che le valutazioni dei mercati emergenti “appaiono ancora attraenti, con multipli inferiori rispetto ai mercati sviluppati”, dichiara Berlinzani. Il price/earnings medio è compreso infatti tra 11 e 12, contro un 20-22 per l’S&P 500. “Va però ricordato che non è detto che questo rally possa avere ancora margini di crescita perché molto dipende dal dollaro, il cui andamento dipende a sua volta da molte variabili”, avverte l’analista. Secondo Berlinzani, se la Fed inizierà a ridurre progressivamente il costo del denaro, la debolezza del dollaro potrebbe proseguire e sostenere i flussi verso gli emergenti. Al contrario, se i paesi concorrenti degli Stati Uniti avessero il bisogno di contrastare i dazi di Donald Trump attraverso una svalutazione competitiva del tasso di cambio, il biglietto verde potrebbe riprendere quota come asset rifugio, intaccando a cascata anche i paesi emergenti.

“Un altro motivo di preoccupazione riguarda la tenuta della domanda globale, in particolare da parte della Cina, che resta il principale motore per molte economie emergenti esportatrici di materie prime. A ciò si sommano anche le questioni geopolitiche che, se irrisolte, potrebbero portare a un aumento dell’avversione al rischio e maggiori probabilità di recessione globale”, prosegue Berlinzani. Poi conclude: “Per quanto riguarda gli investimenti, sarebbe opportuno evitare di considerare i mercati emergenti come un blocco unico perché le dinamiche macro e valutarie sono molto eterogenee. Paesi come India, Indonesia e Brasile beneficiano della crescita interna, mentre Cina e Sudafrica soffrono ancora per incertezze regolamentari o politiche”.

Domande frequenti su Mercati emergenti: il grande rally ha le ore contate?

Qual è stata la performance dei mercati emergenti nel 2025?

Nel 2025, i mercati emergenti hanno registrato una crescita significativa, sostenuta da diversi fattori favorevoli. L'articolo non specifica l'entità precisa della crescita, ma la descrive come 'significativa'.

Qual è stato il rally dell'indice MSCI Emerging Markets dall'inizio dell'anno?

L'indice MSCI Emerging Markets è aumentato del 28% dall'inizio dell'anno, segnando il miglior progresso dal 2009. Questo dato evidenzia una performance notevolmente positiva per i mercati emergenti.

Come si confronta la performance dei mercati emergenti con quella dei mercati sviluppati?

Il rally dell'indice MSCI Emerging Markets del 28% supera la performance dell'MSCI World (+19%) e dell'S&P 500 (+18%) nello stesso periodo. Questo indica una sovraperformance dei mercati emergenti rispetto ai mercati sviluppati.

Qual è l'opinione di Berlinzani sulla sostenibilità del rally dei mercati emergenti?

Berlinzani suggerisce che non è certo che il rally dei mercati emergenti possa continuare a crescere. La sua opinione è che la performance futura dipenda in gran parte dall'andamento del dollaro.

Quali fattori hanno contribuito al rally dei mercati emergenti?

L'articolo menziona che il rally dei mercati emergenti è stato sostenuto da diversi 'venti favorevoli'. Inoltre, le 'mosse delle banche centrali' e le 'scommesse sull'intelligenza artificiale' sono indicate come possibili fattori trainanti.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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