Oro a 4.000 dollari: fra bolla e nuovo paradigma

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Il record, l’ennesimo, dell’oro: ma dietro alla domanda di protezione ci sono anche i record di argento e Bitcoin. Le previsioni degli analisti

Indice

Per la prima volta nella storia il future sull’oro ha raggiunto e superato quota 4.000 dollari l’oncia: è l’ennesimo record di quella che, finora, è stata la migliore annata per il metallo giallo dagli anni Settanta, con un +51% da inizio anno (al 7 ottobre), contro il +14% dell’azionario globale.
E non c’è solo l’oro: anche l’argento – metallo in parte guidato dalla domanda di riserva e non solo da quella industriale – ha segnato un +63% tornando ai livelli vicini ai massimi degli anni Ottanta.

L’oro come copertura

“Il rialzo dell’oro va letto soprattutto come una ricerca di protezione. C’è una sfiducia crescente nel mercato obbligazionario: i rendimenti non scendono nonostante i tagli dei tassi, segno che il mercato percepisce rischi strutturali — dall’inflazione alla sostenibilità dei debiti pubblici e privati”, spiega a We Wealth Eugenio Sartorelli, consigliere della Società Italiana di Analisi Tecnica.

In questo scenario, aggiunge, “una parte della liquidità si sposta verso asset alternativi come oro, argento e bitcoin, che vengono usati in parte come copertura (hedge) e in parte come scommessa contro il sistema finanziario tradizionale. Gli investitori classici si rifugiano sull’oro fisico, quelli più evoluti anche sul cosiddetto ‘oro digitale’.”

Il rallentamento della domanda fisica

Sul piano dei fondamentali, la lettura è più prudente. L’ultimo slancio dell’oro sembra aver colto al balzo la notizia che la Banca centrale cinese ha continuato ad acquistare oro per l’undicesimo mese consecutivo. Tuttavia, ricorda a We Wealth Carlo Alberto De Casa, analista di Swissquote, “la domanda da parte delle banche centrali – fortissima nel 2022, 2023 e 2024, sempre oltre le mille tonnellate annue – sta iniziando a mostrare segnali di rallentamento. Anche nel 2025 i primi sei mesi sono stati solidi, con circa 400 tonnellate acquistate, ma inevitabilmente il ritmo si riduce: a parità di budget, oggi si compra il 30-40% in meno di metallo, perché il prezzo da inizio anno è salito di circa il 50%.”

Nonostante un invito alla prudenza, gli investitori continuano a guardare all’oro con crescente euforia. “Alcune case d’investimento hanno appena alzato il target per la fine del 2026: intorno ai 4.900 dollari l’oncia, quindi un ulteriore +20% rispetto ai livelli attuali. Non è impossibile, ma non mi sembra che dal punto di vista dei fondamentali ci siano oggi le premesse per un oro a 5.000 o 6.000 dollari”, osserva De Casa.

È bolla o solo eccesso rialzista?

La domanda sorge spontanea: dopo un rialzo di queste proporzioni, l’oro è in bolla?
“Non parlerei di una bolla sull’oro: è un eccesso rialzista, non una sopravvalutazione strutturale”, replica Sartorelli. “Diversamente dalle azioni, l’oro non ha fondamentali misurabili come price/earning o price/book che consentano di definirne un valore corretto. È quindi più realistico parlare di un movimento spinto dalla domanda di copertura e dalla liquidità ancora abbondante, piuttosto che di una vera e propria bolla speculativa.”

La storia, peraltro, invita alla cautela. “Tra il 2012 e il 2013, ad esempio, l’oro perse oltre il 25%”, ricorda De Casa. “Anche un ritracciamento moderato, dopo un rally del 50%, non cambierebbe la tendenza di fondo ma potrebbe far male a chi entra ora.”

La liquidità che non scompare

Le ragioni profonde che oggi consentono all’oro, alle azioni e al bitcoin di segnare nuovi record – senza alcuna svendita sull’obbligazionario – sono oggetto di grande attenzione da parte della comunità finanziaria.

“Sul piano monetario, le politiche globali restano espansive: circola ancora molta liquidità, nonostante la stretta del 2023”, spiega Sartorelli. “Negli Stati Uniti, ad esempio, l’adozione di stablecoin in dollari rappresenta di fatto un’espansione valutaria non controllata dalle banche centrali. A ciò si aggiunge la deregolamentazione del credito, che facilita l’aumento dell’indebitamento privato e alimenta la crescita dei prezzi degli asset.”

In questa logica, conclude, “l’oro continua a salire perché resta la copertura naturale contro il rischio di inflazione futura e contro l’eccesso di debito generato da anni di politiche monetarie e fiscali espansive” – che, per ora, non sembrano destinate a ridursi.

Domande frequenti su Oro a 4.000 dollari: fra bolla e nuovo paradigma

Qual è stato il rendimento del future sull'oro a inizio ottobre e come si confronta con l'azionario globale?

Il future sull'oro ha registrato un rendimento del +51% da inizio anno al 7 ottobre, superando significativamente il +14% dell'azionario globale nello stesso periodo. Questo dato evidenzia la performance eccezionale del metallo giallo rispetto ai mercati azionari.

Qual è il valore record raggiunto dal future sull'oro e quando è accaduto?

Per la prima volta nella storia, il future sull'oro ha raggiunto e superato la quota di 4.000 dollari l'oncia. Questo traguardo rappresenta un nuovo massimo storico per il metallo prezioso.

Oltre all'oro, quale altro metallo prezioso ha registrato una performance notevole e quali sono le sue motivazioni?

Anche l'argento ha segnato un notevole +63%, tornando ai livelli vicini ai massimi degli anni Ottanta. La sua performance è in parte guidata dalla domanda di riserva, oltre che da quella industriale.

Come si posiziona l'andamento dell'oro nel contesto storico recente?

L'anno in corso, fino al 7 ottobre, è stata la migliore annata per il metallo giallo dagli anni Settanta. Il suo rendimento del +51% sottolinea una tendenza rialzista di lungo periodo.

Quali sono le possibili interpretazioni dell'attuale rialzo del prezzo dell'oro?

L'articolo suggerisce che l'attuale rialzo del prezzo dell'oro potrebbe essere interpretato come una bolla speculativa o semplicemente come un eccesso rialzista. La discussione verte sulla sostenibilità di questi livelli di prezzo.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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