Dentro i conti di Mediobanca: il ruolo (centrale) di fee e wealth

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Il ceo Alberto Nagel ha salutato gli analisti con un focus sul mutamento del modello di business di Mediobanca negli ultimi 5 anni

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Nel secondo semestre 2021 ricavi del gruppo Mediobanca hanno visto un incremento del 12%, a 1,459 miliardi, cui è corrisposto un aumento del 28% dell’utile netto a 526 milioni

Il mercato ha accolto favorevolmente i conti del gruppo bancario, premiato a Piazza Affari nella seduta di mercoledì 9 febbraio

Nel confronto fra i due semestri del 2021, inoltre, la divisione wealth di Mediobanca è stata la sua linea di business che ha visto crescere più in fretta il proprio gross operating prodit aggiustato per il rischio e il proprio utile netto

Mediobanca, complice il positivo andamento di mercato, ha visto crescere in modo sostenuto le commissioni, che hanno dato un forte contribuito alla crescita dei ricavi. Le fee hanno raggiunto i massimi storici nel quarto trimestre del 2021 a 443 milioni di euro con una crescita annua del 16%. Nel secondo semestre 2021 ricavi del gruppo Mediobanca hanno visto un incremento del 12%, a 1,459 miliardi, cui è corrisposto un aumento del 28% dell’utile netto a 526 milioni.

Con un contesto di mercato che si prevede più complesso quest’anno la componente di ricavo proveniente dalle commissioni andrà un po’ a ridursi ha ammesso in conference call il ceo, Alberto Nagel, ma la guidance per le fee resta di una crescita annua superiore al 10%: “un trend molto positivo anche al netto di elementi stagionali”.

Il titolo Mediobanca, che era partito in sordina a Piazza Affari, ha accolto con favore la pubblicazione della semestrale, portandosi su un rialzo nettamente superiore al 2% (poco al di sotto l’andamento dell’indice di riferimento Ftse Mib).

Fra gli altri elementi cruciali della semestrale ricordiamo che Mediobanca ha registrato un coefficiente di solidità patrimoniale Cet1 del 15,4% (che include gli effetti di un payout del 70% e un nuovo buyback; gli utili per azione rettificati si sono attestati a 0,59 euro, in aumento del 17%

Mediobanca, il peso crescente del wealth management

Nel dettaglio del ramo wealth management, il secondo trimestre ha visto un nuovo record per il net new money (Nnm), pari a 2,9 miliardi di euro, il 62% dei quali proveniente dagli asset in gestione/amministrati. I ricavi relativi a questa divisione sono stati pari a 192 milioni, con un aumento dell’11%, secondi solo a quelli relativi al ramo corporate investment banking (206 milioni di euro, +12% ). Nel confronto fra i due semestri del 2021, inoltre, la divisione wealth di Mediobanca è stata la sua linea di business che ha visto crescere più in fretta il proprio gross operating prodit aggiustato per il rischio e il proprio utile netto, con incrementi, sul semestre, del 41% e del 36% rispettivamente.

Nel frattempo Mediobanca ha proseguito l’ampliamento del personale dedicato al wealth management con 25 nuove assunzioni che hanno portato il totale dell’headcount a quota 1.128.

Il ceo Nagel, nel corso della conference call con gli analisti, ha voluto sottolineare l’importanza degli investimenti in digitalizzazione che, nel caso della consulenza finanziaria, punteranno sulla nuova App Investimenti di Che Banca!. Questo avverrà, fra le altre cose, con la possibilità di interazione da remoto fra cliente e consulente finanziario attraverso l’applicazione mobile.

Mediobanca, uno sguardo sul “nuovo” modello di business

Un capitolo conclusivo della presentazione dell’ad ha messo sotto la lente la metamorfosi di Mediobanca, e delle sue sorgenti di ricavo, nei cinque anni che vanno dal 2016 al 2021. “I ricavi dalle commissioni sono raddoppiate” e rappresentano oggi il 30% dei ricavi, mentre il net interest income, che si riferisce principalmente alle attività di credito, è cresciuto molto più lentamente. Quest’ultimo nel 2016 rappresentava oltre il 60% dei ricavi (636 milioni); nel 2021 la percentuale è appena al di sopra del 50% (734 milioni).

A questo trend si è affiancata anche la veloce crescita degli asset in gestione (+147,62% in cinque anni), molto più rapida di quella osservata per i depositi (+50%). Una trasformazione che, ha illustrato Nagel, ha consentito alla banca di attraversare la crisi covid mantenendo un rapporto cost/income favorevole, flessibilizzando il modello di business di Mediobanca.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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