Mediobanca, tramonta in assemblea il sogno Banca Generali

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L’offerta difensiva del Cda di Medibanca si scontra contro un fronte compatto di astenuti e contrari del 42%, a fronte di una partecipazione del 78%

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La battaglia per creare un nuovo colosso del wealth management e resistere all’assedio di Mps alla fine non ha retto. L’assemblea degli azionisti di Mediobanca, tenutasi a porte chiuse giovedì mattina, ha respinto la proposta del Cda di procedere con l’offerta pubblica di scambio su Banca Generali – nonostante un fondamento industriale apprezzato dagli analisti.

Alla riunione, che ha visto la partecipazione del 78% del capitale, i voti favorevoli si sono fermati al 35%: in gran parte investitori istituzionali (25%) e privati (10%), spiega la nota ufficiale di Piazzetta Cuccia. A rivelarsi decisivo, come temuto dal Cda, è stato il peso delle astensioni (32%), trainate dalla finanziaria della famiglia Del Vecchio, Delfin (20%), dalle casse previdenziali (5%) e da soci come Unicredit (2%) ed Edizione. Apertamente contrario all’operazione, invece, il 10% riconducibile al gruppo Caltagirone – da sempre il più esposto nell’esprimere perplessità sull’Ops.

Con questo esito l’offerta di Piazzetta Cuccia su Banca Generali decade formalmente e a restare in campo per il futuro di Mediobanca c’è l’offerta di Siena, decollata con le adesioni dal 14 agosto in avanti e salita oltre il 19%. Un balzo ricondotto in larga parte a Delfin, che controlla quasi il 20% del capitale di Mediobanca.

Per il Ceo di Mediobanca Alberto Nagel si tratta di un passaggio che segna il mancato completamento di una strategia di crescita pensata per trasformare Mediobanca in un wealth manager di respiro internazionale – che aveva fatto parlare di una possibile Ubs italiana. Nel commentare il voto, Nagel ha puntato il dito contro “conflitti di interesse” di alcuni soci, che avrebbero anteposto logiche legate ad altri asset italiani rispetto al bene della banca, mentre il mercato e i proxy advisors si erano schierati a favore dell’operazione. Un riferimento neanche troppo velato al desiderio di mantenere le quote di Mediobanca in Assicurazioni Generali da parte di Delfin e Caltagirone – che in caso di Ops sulla banca triestina sarebbero state trasferite al Leone.

“Desidero ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno creduto e sostenuto il processo di forte crescita e trasformazione di Mediobanca e che hanno supportato l’operazione Banca Generali”, ha affermato in una nota Nagel, “un’opportunità mancata per effetto del voto espresso, in particolare, da azionisti che, anche nell’attività di engagement, hanno manifestato un evidente conflitto di interesse, anteponendo quello relativo ad altre situazioni/asset italiani a quello di azionisti di Mediobanca; risulta, infatti, evidente dal voto che coloro i quali non si sono trovati in questa posizione si sono espressi a favore (mercato in primis), in linea con le raccomandazioni dei proxy advisors internazionali”.

Un concetto, quello dell’opportunità mancata, ribadito anche in seguito: “Si tratta chiaramente di un’opportunità, per ora, mancata per lo sviluppo della nostra Banca e del sistema finanziario italiano. Continueremo ad essere concentrati sull’esecuzione del nostro Piano One Brand – One Culture convinti della superiore generazione di valore rispetto all’alternativa rappresentata dall’offerta di Mps”.

Perché l’Ops era cruciale

Il rifiuto dell’assemblea avviene nonostante l’autorizzazione preventiva della Bce e lascia sul campo l’offerta di Siena con un concambio che già appariva sfavorevole. Il titolo di Piazzetta Cuccia è andato brevemente sotto la pari dopo l’uscita del comunicato – che comunque ha confermato le attese della vigilia. Al momento il concambio offerto da Mps (2,53) mostra uno sconto sul prezzo di mercato dell’azione Mediobanca pari a circa il 3%. Considerando le disponibilità di capitale di Mps, il mercato si aspetta un rilancio dell’offerta in grado di spostare l’equilibrio a favore della convenienza per gli azionisti e di raggiungere la soglia critica del 35% che l’ad Luigi Lovaglio ha indicato come necessaria per controllare de facto il futuro di Piazzetta Cuccia.

L’esito del voto dell’assemblea ha confermato il peso di azionisti come Delfin e Caltagirone nel definire le traiettorie del sistema finanziario italiano, allineandosi virtualmente al progetto della costituzione di un terzo polo bancario che potrebbe in prospettiva coinvolgere Mps, Mediobanca e Banco Bpm – strategia sostenuta anche dal governo. Inoltre, come già discusso nei giorni scorsi, le casse previdenziali, spostando massicciamente le loro allocazioni azionarie su Mediobanca, hanno mostrato in controluce il legame tra logiche di investimento istituzionale e indirizzi politico-finanziari.

Anche se la mossa su Banca Generali tramonta, la partita dell’M&A bancario italiano resta aperta, con nuovi equilibri ancora tutti da scrivere

Domande frequenti su Mediobanca, tramonta in assemblea il sogno Banca Generali

Qual è stato l'esito dell'assemblea degli azionisti di Mediobanca riguardo all'offerta su Banca Generali?

L'assemblea degli azionisti di Mediobanca ha respinto la proposta del Consiglio di Amministrazione di procedere con l'offerta pubblica di scambio su Banca Generali. I voti favorevoli si sono fermati al 35% del capitale presente.

Qual era l'obiettivo principale dell'offerta pubblica di scambio su Banca Generali proposta da Mediobanca?

L'obiettivo era creare un nuovo colosso nel settore del wealth management e rafforzare la posizione di Mediobanca per resistere all'assedio di Mps. L'operazione era considerata cruciale per la strategia aziendale.

Qual era il fondamento industriale dell'offerta pubblica di scambio su Banca Generali, secondo gli analisti?

Nonostante il rifiuto dell'offerta, il fondamento industriale dell'operazione era apprezzato dagli analisti. L'articolo non specifica i dettagli di questo fondamento, ma ne riconosce la validità.

Quale percentuale del capitale di Mediobanca ha partecipato all'assemblea che ha votato sull'offerta per Banca Generali?

Alla riunione dell'assemblea degli azionisti di Mediobanca ha partecipato il 78% del capitale. Questo dato indica un'elevata affluenza alla votazione.

Quali sono le implicazioni finanziarie immediate del mancato accordo per Mediobanca?

Il mancato accordo significa che il progetto di creare un nuovo colosso del wealth management attraverso l'acquisizione di Banca Generali non si realizzerà. Questo potrebbe influenzare le future strategie di crescita e consolidamento nel settore finanziario.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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