La gestione patrimoniale fa spazio alle donne?

3 MIN

Emmanuelle Mourey e Bettina Ducat raccontano a We Wealth le strategie di un player che da francocentrico diventa europeo, dopo l’acquisizione di Lfde da parte di La Banque Postale

Il 14% delle istituzioni finanziarie mondiali – banche centrali, fondi pensione, fondi sovrani e banche commerciali – è attualmente diretto da donne

Mourey: “Traguardare una prima soglia del 40% di donne tra i dirigenti strategici è per Lbp am e Tocqueville Finance uno degli obiettivi al 2025”

Centoquaranta anni. È quanto l’ultimo Gender balance index 2023 dell’Official monetary and financial institutions forum calcola sarà necessario per ottenere un equilibrio di genere ai vertici della finanza mondiale. Solo il 14% delle 336 istituzioni analizzate – banche centrali, banche commerciali, fondi sovrani e fondi pensione – è diretto da donne. Un dato lievemente in crescita dal 13,7% del 2022 e dal 13,3% del 2021, ma nettamente distante dalla parità. E anche il settore della gestione patrimoniale, a sua volta, continua ad arrancare. C’è però chi sta correndo in avanti, incoraggiando le vocazioni al femminile e fissando obiettivi strategici oltre le regole. Si tratta del nuovo player nato dall’acquisizione da parte di Lbp am di La financière de l’echiquier, che da francocentrico diventa europeo e punta sull’Italia con due donne ai vertici: Emmanuelle Mourey, presidente del Cda di La banque postale am, e Bettina Ducat, ad di Lfde. 

“L’unione dei nostri tre marchi – Lbp am, Tocqueville Finance e La financière de l’echiquier – ci incita sempre di più a compiere quel percorso verso l’uguaglianza di genere che abbiamo ormai intrapreso da tempo”, racconta a We Wealth Mourey. “Traguardare una prima soglia del 40% di donne tra i dirigenti strategici è per Lbp am e Tocqueville finance uno degli obiettivi al 2025, mentre siamo già al 50% in seno al comitato esecutivo. Spetta a noi garantire l’attuazione di politiche che promuovano l’accesso delle donne alle posizioni chiave: sostenere lo sviluppo della leadership delle donne manager attraverso programmi specifici, accelerare il tasso di femminilizzazione nelle nostre assunzioni favorendo, a parità di competenze, i profili femminili e, naturalmente, ridurre progressivamente il divario retributivo”. 

“Le donne sono ancora sottorappresentate nel settore della gestione patrimoniale”, interviene Ducat. “Per incoraggiare le vocazioni al femminile abbiamo istituito un programma sviluppato con l’aiuto di esperti e pensato per affiancare le giovani dipendenti nella loro ascesa professionale”. L’educazione finanziaria delle donne è un’altra priorità. “Nel 2022 abbiamo contribuito, insieme al gruppo Bayard, alla realizzazione di un programma di formazione, una serie di 10 pillole video che forniscono le chiavi dell’investimento”, ricorda Ducat. Spiegando come in Francia esista una sensibilità particolare nei confronti della diversity. Le donne nei Cda rappresentano infatti il 43,2% dei seggi a fronte del 19,7% a livello globale e al 30,7% in Europa, racconta la ceo citando alcuni dati di Deloitte. “La Francia e l’Italia, come altri paesi europei, non si risparmiano per raggiungere la parità di genere all’interno delle organizzazioni. La quota rosa nei board delle prime 106 società quotate italiane è passata dal 22,3% nel 2014 al 36,6% nel 2021. In Francia, nello stesso periodo è cresciuta dal 27,6% al 43,2%”. Sviluppi incoraggianti, ma insufficienti, a maggior ragione se si considera il numero limitato di donne che presiedono i consigli (il 21% in Italia e il 10% in Francia).

“La nuova entità, con un patrimonio in gestione pari a 67 miliardi di euro, poggia sulla complementarietà delle nostre strategie di gestione, in ambito Esg segnatamente, ma anche su ambizioni condivise”, dice Ducat. “Potremo beneficiare della forza della nuova struttura e anche della conoscenza dell’intera gamma dei nostri clienti, dai privati agli istituzionali. L’Italia è per noi un mercato strategico”, dichiara l’ad. “Il modello di distribuzione delle soluzioni d’investimento è molto intermediato, rappresenta per noi un importante motore di crescita”, conferma Mourey. Poi conclude: “Intendiamo rafforzare il nostro posizionamento facendo leva sulla vicinanza da tempo sviluppata nei confronti delle reti ed esplorando con maggiore intensità il segmento della clientela wholesale”.

Articolo tratto dal n°63 di dicembre di We Wealth.

Abbonati subito qui per leggere ogni mese il tuo Magazine in formato cartaceo o digitale

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth