Lo scorso luglio, ci eravamo congedati dal principe Vitaliano Borromeo con lui che esprimeva un sogno: la quotazione della sua Kaleon, società di famiglia fondata nel 1983 con lo scopo di gestire e valorizzare quel fondamentale patrimonio culturale e naturalistico che risponde oggi al nome di Terre Borromeo, il marchio più noto dell’azienda. A distanza di una manciata di mesi, quel sogno è diventato realtà, grazie a «un pazzo», come si è autodefinito – commosso – il principe stesso dopo aver suonato la campanella nella tradizionale cerimonia di Piazza Affari, svoltasi in contemporanea con la Borsa di Parigi – lunedì 1° dicembre 2025 – a ridosso dell’apertura delle contrattazioni.

Isola Bella
Borromeo, il perché della scelta di una doppia quotazione per Kaleon
L’operazione si configura ad oggi come la più grande IPO del 2025 in Italia, la prima con quotazione contestuale su Euronext Growth Milan e Euronext Growth Parigi. Una scelta coerente con la volontà di preservare l’heritage degli asset nel portafoglio della famiglia Borromeo. Spiega Borromeo, in veste di presidente della società: «Abbiamo scelto questi due paesi perché li riteniamo pronti ad accogliere favorevolmente il nostro progetto. Sono molto affini culturalmente, in quanto il loro patrimonio culturale è comparabile. Il mercato sta rispondendo con grande interesse, confermando che in Europa c’è spazio per un approccio che unisce gestione professionale, sostenibilità e valorizzazione dei beni monumentali».
La capitalizzazione di mercato all’avvio delle negoziazioni, pari a 56,5 milioni di euro, ha registrato una domanda diversificata da parte di investitori qualificati italiani, francesi ed europei, family office italiani e investitori retail francesi. Sulla base delle richieste, sono state allocate 4,5 milioni di azioni al prezzo di 4 euro per titolo, di cui 375.000 a servizio di un’eventuale opzione greenshoe (altrimenti detto over allotment, ovvero la possibilità di aumentare il numero delle azioni in vendita nei primi 30 giorni di quotazione). Le risorse raccolte permetteranno a Kaleon di accelerare il proprio percorso di crescita, ampliando ulteriormente il portafoglio di asset gestiti.
Un track record di oltre 40 anni, un portafoglio di asset iconici
«Siamo qui a celebrare un importante traguardo, e allo stesso momento un punto di partenza», ha affermato Vitaliano Borromeo nel corso della cerimonia. «Questo un modello di business, che nato nel 1983, ha introdotto un approccio diverso all’utilizzo del patrimonio storico-culturale, spesso considerato non innovabile. Oggi guardiamo avanti, da oggi abbiamo un nuovo interlocutore che è il mercato. La quotazione di Kaleon ne guiderà la crescita e la gestione di nuove operazioni per il bene anche del Paese: sono infatti convinto che se l’Italia riuscisse a gestire il suo enorme patrimonio culturale come noi abbiamo gestito e incrementato tutto il patrimonio del Lago Maggiore, ci sarebbe un grosso vantaggio dal punto di vista economico e lavorativo».

Parco Pallavicino
Dall’acquisto da parte di Kaleon della famiglia Borromeo Parco Pallavicino ha registrato una crescita dei ricavi, passando da 846 mila euro a 1,7 milioni dal 2018 al 2024 (cagr + 11,9%). Kaleon vanta un fatturato pre-closing pari a 21,6 milioni di euro, con un cagr del 11% (2013-2024) e una marginalità operativa di oltre il 25%. A fine 2023 impiegava 225 dipendenti. Terre Borromeo è il marchio che identifica sul Lago Maggiore Isola Bella e Isola Madre nell’arcipelago delle Isole Borromee; Parco Pallavicino a Stresa; Parco del Mottarone (500 ettari di area boschiva tra il Lago Maggiore e il Lago D’Orta); Rocca di Angera, sul versante lombardo in provincia di Varese, i Castelli di Cannero, nell’alto Verbano. Sono siti che accolgono oltre un milione di visitatori l’anno.

Mottarone
Dopo aver ringraziato «dipendenti, partner, collaboratori e tutti coloro i quali hanno creduto nella nostra visione», il presidente Borromeo ricorda che Kaleon «rappresenta per ora un unicum nel panorama finanziario italiano» sperando che sia il primo passo per una composizione del capitale della società un po’ più moderna e non basata solo sui debiti verso le banche».
Il turismo culturale crescerà sette volte di più di quello generalista
L’amministratore delegato di Kaleon, Davide Molteni, ricorda che l’Italia «non ha giacimenti di risorse naturali, ma un immenso patrimonio culturale, purtroppo finora non adeguatamente valorizzato». Kaleon invece in 40 anni ha «dimostrato che con una managerializzazione dell’attività si riesce a rendere produttivo – con margini molto interessanti – il comparto del turismo culturale, che nei prossimi anni sarà quello con maggiore prospettiva di sviluppo: si prevede infatti uno sviluppo sette volte maggiore rispetto al turismo generalista. In Italia ci sono circa 44.000 siti, di cui solo una parte valorizzati. Noi, con la nostra struttura asset light, ci presentiamo sul mercato pronti a gestire con la stessa forza e gli stessi obiettivi queste opportunità. Oggi a Parigi e a Milano si quota la gestione della bellezza».
EQUITA ha assistito Kaleon in qualità di sole coordinatore globale, intermediario responsabile congiunto e consulente per Euronext Growth.

