Ocse: luci all'orizzonte della crescita, ma bisogna correre

Teresa Scarale
Teresa Scarale
9.3.2021
Tempo di lettura: 3'
L'Italia nel 2021 crescerà un pochino meno di quanto prospettato a dicembre 2020. Ma in compenso nel 2022 il nostro pil allungherà dello 0,8% rispetto alle scorse previsioni. Anche l'Istat rileva timidi segnali di ripresa. Usciremo dalla crisi con un piano vaccinale serio e veloce

Se è vero che rispetto alle previsioni di dicembre l'Italia crescerà lo 0,2% in meno quest'anno, è anche vero che allungherà il passo quello successivo. Nel 2022 il report Ocse prevede infatti nella Penisola una crescita del 4%: 0,8% in più rispetto alle stime di due mesi fa

Nell'eurozona si prevede invece una crescita del 3,9% nel 2021 e del 3,8% nel 2022. ll pil globale dovrebbe aumentare del 5,6% nel 2021 e del 4% nel 2022 (stime riviste al rialzo)

Il tenore sostanzialmente positivo dell'outlook Ocse sulla crescita è dato dalla graduale diffusione di vaccini efficaci, annunci di ulteriore sostegno fiscale in alcuni paesi e segnali che le economie stanno affrontando meglio le misure per abbattere il virus

I lenti progressi nell'introduzione dei vaccini – soprattutto in Europa – e l'emergere di nuove mutazioni virali resistenti ai vaccini esistenti comporterebbero una ripresa più debole, maggiori perdite di posti di lavoro e più fallimenti aziendali»

Cresceremo del 4,1% nel 2021 e del 4% nel 2022. Lo afferma Laurence Boone, la capo economista dell'Ocse nelle sue ultime prospettive economiche globali. Il risultato è complessivamente positivo. Perché, se è vero che rispetto alle previsioni di dicembre l'Italia crescerà lo 0,2% in meno quest'anno, è anche vero che allungherà il passo quello successivo. Nel 2022 il report Ocse prevede infatti nella Penisola una crescita del 4%: 0,8% in più rispetto alle stime di due mesi fa. Nell'eurozona si prevede invece una crescita del 3,9% nel 2021 e del 3,8% nel 2022. ll pil globale dovrebbe aumentare del 5,6% nel 2021 e del 4% nel 2022 (stime riviste al rialzo).
Quanto all'Italia, la capo economista osserva che «il governo Draghi vuole concentrarsi sulla campagna di vaccinazione» e che «vuole anche un piano di rilancio verde e digitale» riformando «il settore pubblico affinché sia più efficace. Credo che non si possa far meglio in materia di raccomandazioni. È ciò che diciamo all'Italia da anni». L'Istat dal canto suo rileva per il mese di febbraio un +2,3% di pil acquisito nel 2021, con «l'intenzione di un rialzo dei prezzi dei prezzi nel prossimo futuro da parte delle imprese che producono beni per i consumatori finali. In particolare, l'Istat rileva un miglioramento della fiducia di famiglie e imprese.
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Fonte: Oecd
Tornando all'Ocse, il tenore sostanzialmente positivo dell'outlook è dato dalla «graduale diffusione di vaccini efficaci, annunci di ulteriore sostegno fiscale in alcuni paesi [Usa, ndr] e segnali che le economie stanno affrontando meglio le misure per abbattere il virus». Proprio per questo motivo, non bisogna allentare gli sforzi a causa dei permanenti «rischi considerevoli». Aggiunge la Boone che un progresso più rapido nella diffusione del vaccino in tutti i paesi consentirebbe di «rimuovere più rapidamente le restrizioni e aumentare la fiducia e la spesa». I lenti progressi nell'introduzione dei vaccini – soprattutto in Europa – e l'emergere di nuove mutazioni virali resistenti ai vaccini esistenti comporterebbero una ripresa più debole, maggiori perdite di posti di lavoro e più fallimenti aziendali».

Indicatori come Google Trends forniscono prospettive particolarmente positive per Australia, Usa e Giappone. Soffrono invece ancora Regno Unito e Germania. Gli indicatori pmi per l'Europa sono in genere deboli. Nel complessivo panorama leggermente ottimistico, i rischi che permangono sono una più lenta progressione delle campagne vaccinali, le mutazioni del virus, i fallimenti aziendali e la gravità della disoccupazione (10 milioni di disoccupati in più rispetto al 2019 nell'area Oecd).
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I prezzi delle materie prime stanno risalendo: un segnale che la ripresa è da qualche parte, non troppo lontana. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico chiede però ai governi di fare presto con i vaccini, di graduare il supporto fiscale e di non rimuoverlo troppo presto. Richiesta – quella del supporto economico – avanzata anche alle banche centrali. Un approccio in linea con quello di Paolo Gentiloni.
caporedattore

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