L'America di Biden parte in quinta: 2 mila miliardi in arrivo

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
15.1.2021
Tempo di lettura: 3'
Reso democratico il congresso, Biden, in attesa dell'insediamento alla Casa Bianca, si sbilancia: ci sarà un nuovo pacchetto fiscale da $1,9 mila miliardi. Aiuti diretti a cittadini e a governi locali la priorità. Ma secondo Goldman Sachs alla fine il sostegno si aggirera intorno ai mille miliardi

Joe Biden ha annunciato un nuovo pacchetto fiscale da 1,9 mila miliardi di dollari: aiuti diretti ai cittadini, sussidi alla disoccupazione, aiuti ai governi locali, gestione sanitaria e istruzione sono i principali temi dell'"American rescue plan"

Secondo Goldman Sachs i fatti di Capitol Hill e una processo di riconciliazione che non è mai stato attivato per le spese discrezionali faranno sì che che si troverà un compromesso al senato con i repubblicani

Il piano di salvataggio appena annunciato da Biden è solo il capitolo 1 della nuova amministrazione. Seguirà una fase di politiche più strutturali finanziate con un aumento delle tasse su cittadini e imprese

“Agire e farlo in fretta, non c'è tempo da perdere”. Così Joe Biden, che giovedì prossimo entrerà ufficialmente alla Casa Bianca, ha preannunciato un nuovo ambizioso pacchetto fiscale per trainare gli Stati Uniti d'America fuori dall'emergenza economica. L'annuncio arriva il giorno dopo del secondo impeachment a Donald Trump e a una settimana dai fatti di Capitol Hill e dalla vittoria dei democratici in Georgia, che ha consegnato il Senato alla sinistra americana. Con alle spalle l'appoggio di tutto il Congresso, e non solo d'una parte, ora la potenza di fuoco potrebbe essere maggiore: il piano di salvataggio economico da “campagna elettorale” sarà di 1,9 mila miliardi di dollari, pari al 8,6% del pil americano.

I numeri dell'American rescue plan


A quanto pare i $3 mila miliardi stanziati da inizio epidemia non sono stati sufficienti e dopo i $900 miliardi a fine dicembre approvati dal congresso è in arrivo un nuovo pacchetto fiscale a sostegno della ripresa. Il pacchetto annunciato da Biden, che sarà finanziato tramite prestiti, è ambizioso e vario. La voce più sostanziosa sono gli aiuti diretti ai cittadini. La maggior parte degli americani si vedranno bonificare ulteriori $1400 a persona, in aggiunta ai $600 in assegni recentemente ricevuti dai cittadini che guadagnano meno di $ 75.000 all'anno. Inoltre ci sarà anche un'estensione dei sussidi alla disoccupazione di ulteriori $400 fino a settembre. Il tutto costerebbe all'amministrazione Biden $815 miliardi. Inoltre i governi statali e locali a corto di budget per prevenire i licenziamenti dei lavoratori del settore pubblico, una priorità per i democratici a cui i repubblicani hanno resistito a lungo, verrebbero finanziati complessivamente per $350 miliardi. Nel mix di misure ci sono poi anche $400 miliardi per gestire l'emergenza sanitaria, $130 miliardi per accelerare le riaperture scolastiche in tutto il paese e $50 miliardi saranno destinati per sovvenzioni e prestiti alle piccole imprese in difficoltà.

La maggioranza è stretta per un pacchetto così ampio


Goldman Sachs è più cauta però rispetto all'ottimismo che si legge sui giornali circa l'approvazione del pacchetto. Non tutto, secondo la quinta banca d'America, verrà approvato e ci sono da aspettarsi nuovi aiuti a breve termine solo nell'ordine di 750 miliardi che possono arrivare al massimo fino a 1,1 mila miliardi di dollari. Il motivo principale è che, nonostante il Senato abbia cambiato colore, la maggioranza è troppo risicata. L'iter ordinario d'approvazione infatti richiede 60 voti favorevoli e quindi ci sarebbe bisogno dell'appoggio di almeno 10 senatori repubblicani. Per evitare l'ostruzionismo dell'opposizione al Senato c'è una soluzione: la riconciliazione. Si tratta di un processo straordinario che permette che una legge venga approvata con maggioranza semplice. Tuttavia secondo Goldman Sachs è improbabile che si persegua questa strada. Per due motivi. Il primo di natura politica è che dopo i fatti di Capitol Hill, con un paese diviso, non è prudente avere uno scontro frontale con l'opposizione. Il secondo è che mai prima d'ora la riconciliazione è stata usata per approvare spese discrezionali e aiuti fiscali statali, borse di studio, spesa sanitaria pubblica ricadono in questa categoria.

Step 1 di 2


Infine per quanto riguarda i tempi di approvazione Goldman Sachs si aspetta che ciò possa a avvenire tra metà febbraio e metà marzo. Il nuovo impeachment di Trump occuperà infatti le agende del Senato per le prossime settimane, mentre il ricorso alla riconciliazione potrebbe ritardare i tempi. Inoltre secondo Goldman Sachs l' “American rescue plan” è solo il primo di due step. La seconda fase dell'agenda economica di Biden, che andrà già in discussione nelle prossime settimane, si focalizzerà infatti sulla spesa a più lungo termine in infrastrutture, energia verde e istruzione. Per farlo servirà aumentare le tasse sia sui cittadini che sulle imprese.

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