La Cina ritrova slancio in Borsa: è l'ora di investire sul Dragone?

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
17.11.2022
Tempo di lettura: 3'
Le borse cinese negli ultimi giorni hanno recuperato parte del terreno perso durante l'anno, sostenute dai nuovi provvedimenti di Pechino su lockdown e immobiliare

Nell’ultimo mese, i mercati azionari cinesi – sulla scia di quelli statunitensi – sono andati al rialzo, con l’indice Hang Seng che ha guadagnato il +7%. Oltre ai dati incoraggianti che sono arrivati dall’altra sponda del Pacifico, ci sono alcuni fattori specifici a Pechino che fanno ben sperare gli investitori, i quali, a ben vedere, per tutto l’anno, nonostante i prezzi attraenti, si sono tenuti lontani dall’azionario del Dragone. 

Verso la riapertura

 

Il rally delle ultime due settimane, è innanzitutto da attribuirsi all’annuncio di un progressivo alleggerimento delle misure volte a contenere la pandemia. La settimana scorsa la Commissione nazionale per la salute ha emanato 20 linee guida sui controlli covid, riducendo i tempi di quarantena per i viaggiatori in entrata e altre linee guida. Si tratta di uno dei più grandi passi indietro rispetto alla severa politica covid-zero, il che fa ben sperare per una riapertura completa del paese, che tuttavia è difficile avvenga prima del terzo trimestre del 2023.

 

Pechino sostiene l’immobiliare

 

Inoltre un altro fattore che è stato di sostegno alle borse è stato l’annuncio da parte della Banca Popolare Cinese e dela China Banking and Insurance Regulatory Commission di un piano in 16 punti volto per sostenere il mercato immobiliare nazionale e la catena del valore. Le misure mirano a sostenere il finanziamento e la liquidità degli sviluppatori, a stabilizzare i finanziamenti, a contribuire alla gestione degli asset in difficoltà e a garantire la realizzazione dei progetti.

 

Ripresa dei mercati? Sì, ma non subito

 

Tuttavia, sebbene il sentiment sui titoli azionari cinesi nel breve termine sia migliorato, è probabile che la volatilità permanga. Ubs Wealth Management è dell'idea che un rimbalzo duraturo delle azioni cinesi dipenda dai seguenti catalizzatori chiave:

 

Ripresa delle vendite immobiliari: nonostante l'allentamento temporaneo dei massimali di finanziamento bancario per gli sviluppatori e le altre misure messe in campo da Pechino, gli sviluppatori non si affretteranno a contrarre maggiori prestiti, poiché rimangono cauti sui loro livelli di indebitamento. Inoltre, il sostegno finanziario agli sviluppatori è difficile che sia sufficiente a ravvivare l'appetito degli acquirenti e a determinare un'inversione di tendenza nelle vendite di immobili. 

 

Fine definitiva dei lockdown: i nuovi provvedimenti annunciati sono un segnale incoraggiante del fatto che la Cina intenda orientarsi verso un regime di controllo covid più mirato e verso una riapertura definitiva. Tuttavia, con i casi giornalieri in rapido aumento, in alcune aree rimangono in vigore severe limitazioni alla mobilità. Ubs ritiene che una svolta definitiva sia più probabile nel 3° trimestre del 2023, periodo in cui le infezioni sono generalmente più basse. 

 

Le società cinesi quotate a Wall Street: un’altra svolta importante per i titoli cinesi ci sarà quando le autorità di regolamentazione statunitensi e cinesi troveranno un accordo sulla divulgazione delle revisioni contabili, che negli scorsi mesi ha portato al delisting di alcuni titoli da Wall Street.  I risultati del team di ispezione statunitense a Hong Kong non sono ancora stati resi pubblici dopo che la valutazione in loco, durata sette settimane, sarebbe terminata all'inizio del mese. 

 

Difensivi e value 

 

Alla luce di queste considerazioni, Ubs Wealth Management resta neutrale sulle azioni cinesi all'interno del suo portafoglio asiatico e resta negativo sul settore immobiliare nel suo complesso a causa delle prospettive negative a lungo termine del settore. A livello settoriale il consiglio per gli investitori è di esporsi maggiormente ai settori difensivi, mentre a livelli di stile è da prediligere il value. Tra questi figurano nomi selezionati di beni di consumo, banche, telecomunicazioni e operatori del settore petrolifero e del gas. Gli investitori con una sovraesposizione dovrebbero considerare la possibilità di diversificare a livello globale.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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