Investimenti in startup, l’Italia balza del 32% ma è indietro rispetto a Francia e Spagna

3 MIN
Foto in bianco e nero di due uomini; uno è seduto e parla al microfono, indossando un blazer, mentre l'altro è in piedi in primo piano, sorridente e vestito in giacca e cravatta.

Sfiora gli 1,5 miliardi di euro l’investimento complessivo del venture capital nel Belpaese, con un deciso balzo rispetto al 2024, grazie a poche ma consistenti operazioni (Bending Spoons, Exein, AAVantgarde Bio). I primi settori per investimento sono deep tech, servizi digitali, salute e scienze della vita. Lombardia al top. Segue, a grande distanza, la Liguria. I numeri del nuovo EY Venture Capital Barometer nelle parole di Marco Daviddi, managing partner, EY-Parthenon in Italia e Gianluca Galgano, head of venture and startup, EY Italia

Indice

Gli investimenti in startup in Italia sono in decisa crescita per quantità e qualità. Benché ridotti rispetto alle rivali europee Francia, Spagna e Germania infatti, nel 2025 hanno messo a segno un +32% rispetto al 2024, per un totale di 1,488 miliardi di euro investiti in settori innovativi ad alto potenziale. E per il quinto anno consecutivo, il Belpaese supera il miliardo di euro in investimenti in venture capital. Sono i macro dati principali del nuovissimo EY Venture Capital Barometer. Lostudio annuale realizzato da EY che analizza l’andamento dei round di investimento in startup e scaleup italiane.

Marco Daviddi, managing partner, EY-Parthenon in Italia (a destra in foto apertura), commenta: «Il 2025 conferma una base di solidità dell’ecosistema del venture capital italiano (…). Il risultato è spiegato in larga misura da un numero limitato di operazioni di grande dimensione, mentre il mercato nelle fasi iniziali e intermedie mostra andamenti sostanzialmente stabili nel tempo. Gli investimenti in venture capital rappresentano lo 0,07% del pil italiano, un valore che continua a evidenziare un divario rispetto ai principali Paesi europei: Germania (0,15%), Francia (0,22%) e Spagna (0,16%)». Nell’evento serale di presentazione del rapporto nel Village di Crédit Agricole a Milano, il managing partner evidenzia la perdurante difficoltà di reperimento dei capitali, tanto a livello nazionale che estero, con una soglia delle operazioni più piccole (tipo seed) che non supera gli 800 milioni di euro annui.

I numeri degli investimenti in startup e scaleup in Italia, oggi

Nel 2025 il numero di round chiusi è stato pari a 238, in lieve calo rispetto ai 292 del 2024, ma il valore medio delle operazioni è salito del 62%, passando da 3,9 milioni a 6,3 milioni. Dati che evidenziano una tendenza in fase di consolidamento verso operazioni di dimensioni più consistenti e una maggiore maturità del mercato italiano. cinque società hanno raccolto complessivamente circa 700 milioni di euro, con Bending Spoons (233 milioni), Exein (170 milioni, in due round nello stesso anno) e AAVantgarde Bio (122 milioni) a guidare la classifica. Seguono NanoPhoria (83 milioni) e Generative Bionics (70 milioni). Questi investimenti hanno rafforzato la leadership dei settori deep tech (413 milioni, 47 round), health & life Science (357 milioni, 37 round) e software & digital services (266 milioni), che insieme rappresentano oltre l’80% della raccolta totale.

A livello geografico, il Nord Italia guida la raccolta con 1171 milioni di euro, trainati dalla Lombardia (932 milioni), dal Piemonte (65 milioni) e seguito dal Lazio (222 milioni) e dalla Puglia (14 milioni). In particolare, la Lombardia si distingue per numero di operazioni (113) e capitali raccolti, pari a oltre il 60% del totale nazionale.

Gianluca Galgano, head of venture and startup, EY Italia, specifica che «il Centro Italia ha avuto una interessante crescita degli investimenti guidata dal Lazio, il Sud purtroppo decresce rispetto al 2024».

Un cambiamento di qualità nel venture capital italiano

Prosegue Gianluca Galgano: «Il dato più rilevante che emerge dal Barometer non è solo la crescita della raccolta, ma il cambiamento nella qualità del mercato. Il venture capital italiano sta evolvendo verso un ecosistema più selettivo e strutturato, con operazioni più concentrate e di dimensioni più rilevanti, una maggiore specializzazione settoriale e una presenza crescente di investitori internazionali nei round principali. È un segnale di maturazione, ma ancora parziale. La sfida ora è trasformare questa massa critica in un ciclo virtuoso di crescita, rafforzando l’integrazione tra industria, capitale e innovazione e aumentando la capacità del sistema di generare scaleup ed exit industriali in grado di trattenere valore nel Paese».

Nel presentare il Barometer dal vivo, Galgano puntualizza come sia essenziale «aumentare il numero di campioni nazionali, la quantità delle operazioni di maggiori dimensioni e la capacità di scalare».

Fondi pensione e casse previdenziali: nuovi motori per il venture capital?

Rivela Andrea Ferretti, EY partner clients & industries leader for financial services Italy, che nei prossimi due annipotrebbero arrivare 2 miliardi di euro – se non più – in investimenti in vc dalle casse di previdenza e dai fondi pensione. Ciò permetterebbe di superare paesi come la Spagna, per esempio. La prospettiva si deve al pacchetto di misure legislative note come “Scaleup Act” (legge sulla concorrenza + legge Centemero + legge di Bilancio 2025). Una delle novità più rilevanti contenute nel dispositivo è proprio l’incentivazione degli investimenti in venture capital per casse di previdenza e fondi pensione. Questi hanno infatti la possibilità di vedersi esentati i capital gain sugli investimenti qualificati solo se il 5% (dal 2025) e il 10% (dal 2026) di questi viene allocato in quote di fondi per il vc.

Proprio l’onorevole Giulio Centemero sullo scaleup act: «È sicuramente un incentivo per i fondi pensione e le casse; ci sono ancora dei punti da chiarire dal punto di vista tecnico, ma l’impalcatura è positiva». Si esprimono positivamente sullo Scaleup Act anche Davide Turco, presidente di Italian Tech Alliance, Alberto Oliveti, presidente Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri) e Adepp (Associazione enti previdenziali privati) e Maurizio Grifoni (fondo Fon.Te, il “fondo del terziario” di cui fa parte anche Confcommercio. Ha all’attivo l’investimento in 38 imprese).

Alberto Oliveti afferma che le casse hanno raddoppiato il proprio patrimonio nell’arco di 10 anni. In particolare l’Enpam ha «investito con raziocinio e cognizione di causa; nel public ha 19 miliardi, nei mercati privati, 5 miliardi. Sul vc in particolare l’Enpam ha l’80% dell’investimento». Il timore principale, quando si investe in vc? «La volatilità più di tutto».

Gli investimenti in startup iniziano ad avere un ecosistema anche in Italia

Anna Lambiase – presidente di CDP Venture Capital Sgr Spa – dal palco di presentazione dell’EY Venture Capital Barometer, plaude alla «rivoluzione copernicana» del Fondo nazionale strategico indiretto (FNSI), fondo di fondi che andrà a investire nelle piccole e medie imprese di Borsa Italiana caratterizzate da scarsa liquidità e un numero ridotto di scambi. Per Lambiase si tratta dell’auspicato «cambiamento di paradigma» per costruire un ecosistema «più favorevole, più liquido e profondo. L’indotto è una vera asset class; ci auguriamo che il trattamento fiscale di favore possa dare i propri frutti. Ci aspettiamo molto da questo fondo di fondi». Dello stesso avviso

Lisa Di Sevo, founder and managing partner, PranaVentures, Lucrezia Lucotti, partner, 360 Capital e 360 Digitaly (nata con il supporto di CDP), «non Milanocentrica: abbiamo tanto in Puglia, per esempio». Secondo Lucotti «si possono costruire modelli interessanti con logiche italiane: siamo un paese pazzesco con un sostrato imprenditoriale secondo solo a quello della Germania».

I numeri in Europa

A livello europeo, Francia e Germania evidenziano una leggera frenata rispetto all’anno precedente rispettivamente del -6,9% e -6,5%, mentre Regno Unito e Spagna un incremento significativo del +42% per i britannici e +60,9% per gli spagnoli. È da sottolineare che tutti i paesi citati consolidano valori di raccolta ben più alti rispetto all’Italia: Francia circa 6.3 miliardi di euro, Germania 6.6 miliardi di euro, Regno Unito 18.4 miliardi di euro e Spagna 2.6 miliardi di euro. Questo dato emerge in particolare dall’analisi degli investimenti pro-capite: in Italia nel 2025 sono aumentati, raggiungendo 25 euro spesi per abitante rispetto ai 19 euro registrati nel 2024, ma su un livello differente rispetto ai 95 euro spesi in Francia, ai 78 euro in Germania, ai 55 euro registrati in Spagna e ai 265 euro nel Regno Unito.

I punti da migliorare in Italia

Chiosa Daviddi: «Nel complesso emerge un ecosistema che fatica ancora a trasformare la qualità dell’innovazione in una crescita diffusa lungo tutte le fasi di sviluppo. Le recenti evoluzioni normative offrono tuttavia un’opportunità per rafforzare il settore, ampliando la partecipazione di investitori istituzionali e internazionali e sostenendo percorsi di crescita più strutturati per le imprese innovative. In questa fase, sarà fondamentale concentrarsi su interventi che favoriscano apertura dei mercati, capacità di scala e competitività, contribuendo a rafforzare in modo strutturale il ruolo dell’Italia nel panorama europeo dell’innovazione».

Domande frequenti su Investimenti in startup, l’Italia balza del 32% ma è indietro rispetto a Francia e Spagna

Qual è stato l'incremento percentuale degli investimenti in startup in Italia nel 2025?

Nel 2025, gli investimenti in startup in Italia hanno registrato un aumento del 32% rispetto al 2024. Questo incremento ha portato il totale degli investimenti a 1,488 miliardi di euro.

Qual è il dato rilevante sugli investimenti in venture capital in Italia negli ultimi anni?

Per il quinto anno consecutivo, l'Italia ha superato il miliardo di euro in investimenti in venture capital, evidenziando una crescita costante nel settore.

Come si posiziona l'Italia rispetto ad altri paesi europei come Francia e Spagna in termini di investimenti in startup?

Nonostante la crescita, l'Italia rimane indietro rispetto a Francia e Spagna per quanto riguarda il volume totale degli investimenti in startup.

Qual è il focus principale degli investimenti in startup in Italia?

Gli investimenti si concentrano principalmente in settori innovativi ad alto potenziale, mirando a sostenere la crescita di aziende con idee e tecnologie all'avanguardia.

Qual è la fonte principale dei dati sugli investimenti in startup in Italia menzionata nell'articolo?

I dati principali sugli investimenti in startup in Italia provengono dall'EY Venture Capital Barometer, una fonte autorevole nel settore.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth